Petrolio in forte calo (-6% circa, Wti a 84,7, Brent a 91,9 dollari il barile) lunedì 27 luglio grazie alla tregua Usa-Iran. Alle ore 7:30 italiane il Nikkei sale dello 0,25%, Hong Kong dello 0,8%, Shanghai dello 0,4%, il Kospi resta sulla parità. In rally l’euro (+0,33%) a 1,14 e i Treasury Usa decennali (il rendimento passa dal 4,68% al 4,63%), mentre i futures sul Nasdaq balzano dell’1,4%.
I prezzi del petrolio hanno registrato un forte calo lunedì dopo che Stati Uniti e Iran hanno sospeso gli attacchi reciproci, ponendo fine a quasi due settimane di scontri. Secondo indiscrezioni, il presidente americano Donald Trump sarebbe inoltre disposto a riaprire i negoziati di pace.
Gli utili delle imprese industriali cinesi sono aumentati del 18,7% su base annua, raggiungendo 3.950 miliardi di yuan nel primo semestre del 2026, in lieve rallentamento rispetto al +18,8% registrato nei primi cinque mesi dell'anno. La tenuta delle esportazioni ha contribuito a compensare la debolezza della domanda interna, evidenziando una ripresa economica ancora disomogenea nonostante gli sforzi di Pechino per sostenere i consumi.
Gli utili delle imprese statali sono cresciuti del 17,9%, a 1.300 miliardi di yuan, mentre quelli delle società per azioni sono aumentati del 24,7%, a 3.040 miliardi di yuan. Le aziende private hanno invece registrato un incremento del 13%, a 965,6 miliardi di yuan.
A livello settoriale, il comparto minerario ha trainato la crescita con un balzo degli utili del 33,5%, seguito dal manifatturiero (+20,1%). In controtendenza le utility, che hanno registrato un calo del 4,2%. Tra i singoli comparti si sono distinti la metallurgia dei metalli non ferrosi (+99,4%), la produzione di computer, apparecchiature per le telecomunicazioni ed elettronica (+96,9%) e l'industria chimica (+67,8%).
Nel solo mese di giugno gli utili industriali sono aumentati del 15,1% rispetto a un anno prima, rallentando dal +21,1% registrato a maggio.
Le azioni di Changxin Technology Group (Cxmt), produttore cinese di chip, sono balzate di oltre il 500% al debutto sul mercato tecnologico (Star Market) della borsa di Shanghai.
Il gruppo, con sede a Hefei, ha raccolto 57,92 miliardi di yuan (8,6 miliardi di dollari) attraverso l'ipo, collocata a 8,66 yuan per azione, la maggiore in Asia dall'inizio dell'anno. Le azioni hanno raggiunto quota 52 yuan, portando la capitalizzazione di mercato a 3.500 miliardi di yuan.
Secondo il prospetto informativo, nel quarto trimestre del 2025 Cxmt deteneva una quota del 7,67% del mercato mondiale delle memorie Dram, i chip utilizzati in dispositivi elettronici come smartphone, pc, server e data center.
Il mercato globale delle Dram è dominato da Samsung Electronics, SK Hynix e Micron Technology. «Non ho dubbi che l'azienda possa diventare un leader mondiale. È probabilmente solo una questione di tempo prima che passi dal ruolo di sfidante a quello di campione globale in questo settore», ha detto alla Cnbc Theodore Shou, ceo di Yiyi Capital.
Il debutto arriva mentre cresce l'attenzione nei confronti di Cxmt. Secondo indiscrezioni pubblicate nelle scorse settimane, Apple avrebbe iniziato a testare le memorie Dram del gruppo cinese per i dispositivi destinati al mercato cinese.
Nel primo trimestre del 2026 Cxmt ha registrato un utile operativo di 35,43 miliardi di yuan, rispetto a una perdita di 2,83 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente, grazie alla continua crescita della domanda globale di capacità di calcolo e a una migliore allocazione della capacità produttiva da parte dei principali produttori. Secondo Shou, un rialzo di quasi il 500% nel giorno del debutto non è insolito per il mercato cinese, ma è eccezionale per una società di queste dimensioni. A sostenere il rally hanno contribuito il numero relativamente limitato di azioni disponibili per la negoziazione (free float) e il forte entusiasmo degli investitori.
Anche Morningstar ritiene che Cxmt sia ben posizionata per beneficiare della strategia cinese sull'intelligenza artificiale. In una nota pubblicata venerdì scorso, la società di ricerca osserva che, con l'AI ormai considerata una questione di sicurezza nazionale da Pechino, il produttore di memorie potrebbe essere uno dei principali beneficiari delle politiche per rafforzare l'autosufficienza del Paese nei semiconduttori.
Fondata nel 2016 dal presidente Zhu Yiming, Cxmt utilizzerà i proventi della quotazione per rafforzare le capacità tecnologiche, aumentare la produzione di wafer di memoria e finanziare nuovi progetti di ricerca e sviluppo.
Shou invita tuttavia alla prudenza: «Credo che ci stiamo avvicinando a un picco di breve periodo del ciclo delle memorie». Secondo l'esperto, molti investitori stanno già prendendo profitto dopo l'ipo e gli attuali margini e livelli di redditività del settore difficilmente potranno essere mantenuti nel lungo periodo. (riproduzione riservata)