Petrolio in calo del 2% circa (Wti a 85,6 dollari, Brent a 93,9) martedì 21 aprile in attesa dei colloqui Usa-Iran. Teheran, infatti, invierà una delegazione a Islamabad per un secondo round di negoziati con gli Stati Uniti. Nel frattempo, alle ore 7:30 italiane il Nikkei balza dell’1,2%, Hong Kong sale dello 0,4%, Shanghai è piatta. E il Kospi, l’indice della Corea del Sud, corre del 2,5% (+50% da inizio anno). I futures sul Nasdaq guadagnano nel frattempo lo 0,33%.
Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato che è improbabile un’estensione dell’attuale cessate il fuoco, aggiungendo che lo Stretto di Hormuz resterà bloccato fino al raggiungimento di un accordo.
«Trump, imponendo un assedio e violando il cessate il fuoco, cerca di trasformare questo tavolo negoziale — nella sua immaginazione — in un tavolo di resa o di giustificare una nuova escalation militare», ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. «Non accettiamo negoziati sotto minaccia e, nelle ultime due settimane, ci siamo preparati a giocare nuove carte sul campo di battaglia», ha aggiunto Ghalibaf, che è anche il principale negoziatore iraniano.
Le dichiarazioni arrivano dopo che lunedì il presidente Trump ha avvertito che «inizieranno a esplodere molte bombe» se non si raggiungerà un accordo prima della scadenza del fragile cessate il fuoco con Teheran, prevista per martedì sera, minacciando l’Iran con una forza militare schiacciante.
Nonostante tutto, gli investitori restano fiduciosi sul quadro generale dei mercati azionari. Ohsung Kwon, chief equity strategist di Wells Fargo, ha dichiarato alla CNBC: «Penso che l’economia andrà bene nei prossimi tre mesi».
L’indice Kospi della Corea del Sud ha raggiunto un nuovo record martedì, mentre i mercati dell’area Asia-Pacifico si sono mossi in ordine sparso, sostenuti dalle speranze di una soluzione al conflitto in Medio Oriente, nonostante le tensioni tra Iran e Stati Uniti restino elevate.
Il Kospi ha toccato un massimo intraday di 6.367,46 punti, trainato dai forti rialzi dei titoli tecnologici. Il peso massimo dell’indice, Samsung Electronics, ha guadagnato l’1,4%, mentre il produttore di semiconduttori SK Hynix è balzato del 4,46%. L’indice delle small cap Kosdaq è rimasto invece invariato.
Le azioni di Hybe, la società controllante della boyband BTS, hanno perso il 2,16% dopo la notizia che la polizia sta cercando di ottenere un mandato di arresto per il fondatore Bang Si-hyuk, accusato di aver fuorviato gli investitori prima dell’ipo del 2020.
Ma che cosa c’è dietro la grande corsa in borsa della Corea del Sud? Il Paese ha chiuso il 2025 registrando la migliore performance al mondo: l'indice Kospi ha registrato un balzo dell'83%. E per ora il rally prosegue, ma ha ancora vita lunga?
Dopo una crescita così significativa «abbiamo preso profitto, ma non riteniamo che l'opportunità sia esaurita», spiega Jonathan Pines, Head of Asia, ex Japan di Federated Hermes. La Corea del Sud rimane «conveniente rispetto ad altri Paesi (e al benchmark) e inoltre nel 2026 saranno attuate riforme specifiche per colmare le lacune in materia di governance. Speriamo che il flusso di notizie continui a fornire un contesto favorevole per i titoli azionari del paese e, di conseguenza, manteniamo il nostro sovrappeso sul paese asiatico».
Pines stima che la metà dell’aumento registrato nel 2025 dall’indice Kospi sia stata determinata dai miglioramenti apportati alla governance societaria nel Paese. L’altra metà è stata invece determinata «dall’entusiasmo degli investitori nei confronti dell’intelligenza artificiale (IA) e dei semiconduttori. L’implementazione di riforme nella governance delle società quotate aveva l’obiettivo di affrontare il cosiddetto Korea discount, dinamica che aveva portato le società locali a essere costantemente scambiate a multipli prezzo/utili inferiori rispetto alle loro controparti globali».
Nel frattempo, l'elezione del presidente Lee Jae Myung nel giugno dello scorso anno – che ha posto al centro della sua campagna elettorale il miglioramento del mercato azionario sudcoreano – dovrebbe garantire che la governance aziendale rimanga una priorità nel Paese, precisa il gestore. L'aliquota dell'imposta di successione, ancora molto elevata nel Paese – e difficile da eludere, anche con un'efficace pianificazione fiscale – «rimane un evidente punto debole, in quanto costituisce un potente incentivo a mantenere bassi i prezzi delle azioni, ma, potrebbe essere affrontata in futuro», nota l’esperto.
Naturalmente, ogni volta che i titoli azionari salgono così rapidamente e raggiungono livelli così elevati come quelli della Corea del Sud, sussiste sempre il rischio di un calo del mercato. Di conseguenza, Federated Hermes ha progressivamente ridotto il sovrappeso, che ora si attesta al 12% (da un picco del 20%), mantenendo una ponderazione assoluta del 27% nei titoli azionari sudcoreani.
Per quanto riguarda le rimanenti posizioni sudcoreane, Pines ritiene che rappresentino ancora tutte un buon rapporto prezzo/valore, anche dopo i vertiginosi rialzi dei prezzi delle azioni dello scorso anno. «Le banche, sebbene ben governate, hanno meno da guadagnare dalla riforma, e posizioni di punta come KB Financial sono state cedute a causa delle limitazioni alla restituzione del capitale», ragiona il gestore.
Le posizioni strutturali principali rimangono in portafoglio, in particolare Samsung Electronics, uno dei principali produttori mondiali di chip. La società dispone di una forte liquidità ed è scambiata con un multiplo prezzo/valore contabile di 1,8 volte. Sebbene questa valutazione sia superiore alla propria media a lungo termine di 1,5 volte, Samsung rappresenta forse il titolo globale a grande capitalizzazione più conveniente nel settore dell'IA.
Pines prevede che gli utili di Samsung aumenteranno notevolmente quest'anno, trainati da un aumento dei prezzi delle memorie «di base» (piuttosto che da un successo specifico di Samsung nello sviluppo di chip per l'IA). Le aspettative di crescita degli utili della società per il 2026 la collocano su un multiplo prezzo/utili a termine di appena 7 volte.
Un'ulteriore esposizione proviene da Samsung Life e Samsung Fire & Marine, entrambe in grado di «creare valore per gli azionisti man mano che le riforme semplificano le complesse strutture proprietarie. Altre partecipazioni sudcoreane – Youngone, Shinhan Financial, Korea Investment Holdings, Lotte Fine Chemical e Kumho Petrochemical – sono mantenute in portafoglio sulla base delle valutazioni e dell'aspettativa di una ripresa degli utili ciclici», conclude Pines. (riproduzione riservata)