Asia ad andamento misto, martedì 2 giugno, alle ore 7:30 italiane, il Nikkei cede lo 0,67% dopo aver toccato nuovi massimi il giorno precedente, l’Hang Seng invece balza dell’1,77%, Shanghai sale dello 0,42%. I prezzi del petrolio tornano a stornare dopo il rally di lunedì e il Wti scambia a 91 dollari, il Brent a 94 mentre i futures sul Nasdaq sono in calo dello 0,35%.
Gli operatori prendono profitto dopo che gli indici del Sudest asiatico avevano recentemente raggiunto livelli record grazie al forte slancio dell'intelligenza artificiale e delle tecnologie collegate.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minimizzato l'eventuale fallimento dei colloqui con l'Iran, dichiarando alla CNBC: «Onestamente, non mi importa se sono finiti».
«Non mi interessa davvero. Non potrebbe importarmene di meno», ha detto Trump in un'intervista telefonica, aggiungendo che le trattative protratte nel tempo «stavano diventando molto noiose».
Trump stava rispondendo a una domanda sull'ipotesi che Teheran interrompesse i colloqui con Washington, alla luce delle indiscrezioni secondo cui i negoziatori iraniani sarebbero pronti a farlo e a «bloccare completamente» lo Stretto di Hormuz in risposta alle operazioni militari israeliane in Libano contro Hezbollah, il movimento sostenuto dall'Iran. Alla domanda se gli iraniani gli avessero comunicato l'intenzione di interrompere le trattative, Trump ha risposto: «No, non l'hanno fatto. Se sono finite, sono finite... Francamente, pensavo che stessero diventando molto noiose», ha aggiunto.
Il presidente ha inoltre dichiarato che avrebbe chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu «cosa sta succedendo in Libano». In un post pubblicato lunedì pomeriggio su Truth, Trump ha affermato di aver avuto una «telefonata molto produttiva» con Netanyahu. «Non verranno inviate truppe a Beirut e qualsiasi contingente che fosse già in movimento è stato richiamato», ha scritto.Nello stesso messaggio ha sostenuto di aver parlato con Hezbollah «attraverso rappresentanti di alto livello» e che il gruppo avrebbe accettato di interrompere ogni attacco, così come Israele si sarebbe impegnato a non colpirlo.
In un altro post, Trump ha scritto che «i colloqui con la Repubblica Islamica dell'Iran continuano a ritmo sostenuto». Più tardi, Netanyahu ha replicato su X di aver ribadito a Trump che «se Hezbollah non cesserà gli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, Israele colpirà obiettivi terroristici a Beirut».
Nell'intervista alla CNBC, Trump ha affermato di non essere preoccupato per il prezzo del petrolio, salito dopo che l'agenzia iraniana Tasnim aveva riferito della sospensione dei negoziati da parte di Teheran e di misure restrittive sul traffico nello Stretto di Hormuz.
«Penso che il prezzo del petrolio crollerà molto presto», ha dichiarato.
Ha però sostenuto che gli americani disposti a fermare le ambizioni nucleari iraniane accetterebbero anche prezzi della benzina più elevati. «Quando si spiega che tutto questo riguarda il rischio che l'Iran ottenga un'arma nucleare, le persone sono disposte a pagare un po' di più», ha detto. Trump ha ribadito che i prezzi dei carburanti scenderanno «molto rapidamente», ma ha anche lasciato intendere di non avere particolare fretta di rilanciare i negoziati con Teheran.
Trump ha inoltre sostenuto che gli alleati della Nato dovrebbero contribuire maggiormente perché dipendono dal petrolio che transita nello Stretto di Hormuz più degli Stati Uniti. «Noi non ne abbiamo bisogno, abbiamo molto petrolio», ha detto.
Tuttavia, interrogato sull'eventualità di coinvolgere la Nato per garantire la riapertura dello stretto, ha risposto: «Lo farebbero se lo chiedessi, ma non sono sicuro di volerlo».
«Non ne abbiamo bisogno. Non abbiamo bisogno della Nato. Le loro dichiarazioni sono state molto deboli e piuttosto tristi», ha concluso. «Ci hanno detto: «Vi aiuteremo non appena la guerra sarà finita». (riproduzione riservata)