Cina in volata, Nikkei in corsa (5,2%), crolla il petrolio (-15%): è tregua fra Usa e Iran
Cina in volata, Nikkei in corsa (5,2%), crolla il petrolio (-15%): è tregua fra Usa e Iran
Borse asiatiche al galoppo, le due settimane di tregua nella nuova guerra del Golfo fanno sperare nella preparazione di un accordo duraturo. L’Iran invia una proposta in 10 punti

di Elena Dal Maso 08/04/2026 07:40

Ftse Mib
47.178,91 13.03.46

+3,89%

Dax 30
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+4,89%

Dow Jones
46.584,46 12.06.01

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Nasdaq
22.017,85 7.25.15

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Euro/Dollaro
1,1687 12.48.36

+1,00%

Spread
76,12 13.18.11

-14,12

Asia al galoppo, mercoledì 8 aprile, mentre i prezzi del petrolio crollano del 15% (Wti a 95,4 e Brent a 93,9 dollari) dopo che l'Iran ha accettato di riaprire temporaneamente lo Stretto di Hormuz nell'ambito di un accordo di cessate il fuoco di due settimane con Stati Uniti e Israele. Il periodo di 14 giorni consentirà di negoziare un potenziale accordo per porre fine alla guerra.

Alle ore 7:40 italiane il Nikkei corre del 5,22%, Hong Kong del 3% e Shanghai del 2,15%, euro in volata (+0,75%) a 1,1685, in rally anche il T bond Usa decennale il cui rendimento scende dal 4,3% al 4,24%. I futures sul Nasdaq volano (+3,3%).

Dollaro in deciso calo dopo la proposta dell’Iran in 10 punti

Il dollaro si è indebolito nettamente mercoledì, con l’indice del biglietto verde sceso sotto quota 99 ai minimi da quattro settimane, dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha rinviato di due settimane la minaccia di colpire infrastrutture civili iraniane, parlando di un «cessate il fuoco a doppio binario», subordinato alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

Trump ha inoltre affermato che gli Stati Uniti hanno ricevuto dall’Iran una proposta in 10 punti, definita una «base negoziale praticabile», con la finestra di due settimane che dovrebbe consentire di finalizzare un possibile accordo. Nel frattempo, l’Iran avrebbe accettato di riaprire temporaneamente lo stretto per due settimane a condizione che cessino tutti gli attacchi, mentre anche Israele avrebbe dato il proprio assenso al cessate il fuoco.

Sul fronte macroeconomico, le aspettative di inflazione dei consumatori statunitensi sono aumentate a marzo, mentre i costi di trasporto nel settore logistico hanno registrato un significativo incremento. Ora l’attenzione si concentra sulla pubblicazione dei dati sull’inflazione Usa (Cpi) di marzo, attesi per venerdì, che potrebbero fornire ulteriori indicazioni sulle pressioni sui prezzi legate al conflitto in corso. (riproduzione riservata)