Cina in rosso, petrolio in calo: Trump proroga la tregua ma rafforza i militari in Medio Oriente come non si vedeva dal 2003
Cina in rosso, petrolio in calo: Trump proroga la tregua ma rafforza i militari in Medio Oriente come non si vedeva dal 2003
Male il secondo round di colloqui a Islamabad fra Usa e Iran, intanto Trump proroga la tregua su richiesta del Pakistan. Export giapponese ai massimi storici

di Elena Dal Maso 22/04/2026 07:35

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Le borse asiatiche faticano a trovare una direzione mercoledì 22 aprile dopo il fallimento del secondo round di colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei viaggia in debolezza, l’Hang Seg perde l’1,55%, Shanghai sale dello 0,2%, mentre i futures sul Nasdaq sono tornati positivi (+0,7%). Gli Usa hanno mantenuto il blocco delle navi iraniane nello Stretto di Hormuz, mentre il presidente Usa, Donald Trump, ha prorogato il cessate il fuoco con Teheran. Il petrolio viaggia in calo a 88 dollari (Wti) e 95 dollari (Brent).

Trump proroga il cessate il fuoco con l’Iran mentre i negoziati si arenano

Trump ha dichiarato di aver esteso il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, alla vigilia della sua scadenza, su richiesta del Pakistan e perché il governo iraniano sarebbe «fortemente frammentato».  Il presidente americano ha scritto su Truth che sta evitando di lanciare un nuovo attacco contro l’Iran «finché i loro leader non saranno in grado di presentare una proposta unitaria».

L’ultima proroga decisa da Trump arriva in una giornata caratterizzata da segnali contrastanti tra Stati Uniti e Iran: da un lato il presidente si è detto fiducioso su un possibile accordo di pace, dall’altro i colloqui previsti — con il coinvolgimento del vicepresidente JD Vance — si sono arenati tra accuse reciproche di violazione della tregua.  Secondo un funzionario statunitense, gli Usa stanno rafforzando la presenza militare in Medio Oriente, compreso l’invio di un altro gruppo di portaerei: si tratta del più ampio dispiegamento nell’area dal 2003, riporta l’FT.

Trump ha spiegato che la decisione di prorogare la tregua è arrivata dopo una richiesta del capo delle forze armate pakistane Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif, impegnati a mediare tra Washington e Teheran per porre fine al conflitto, giunto all’ottava settimana. Il presidente ha inoltre affermato che gli Stati Uniti continueranno a bloccare le navi iraniane che tentano di uscire dallo Stretto di Hormuz, una via marittima strategica che Teheran ha di fatto chiuso dall’inizio della guerra.

Martedì mattina Trump ha dichiarato alla CNBC che Teheran «non ha scelta» se non quella di rimandare i negoziatori in Pakistan, minacciando di riprendere gli attacchi in assenza di un accordo. «Iran ha violato il cessate il fuoco numerose volte!», ha poi scritto su Truth. Il comandante dei Guardiani della Rivoluzione iraniana ha avvertito che, in caso di nuovi attacchi statunitensi, verranno colpiti gli alleati degli Usa, invitandoli a prepararsi a «dire addio alla produzione di petrolio in Medio Oriente».

L’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha riferito che i funzionari iraniani non vedono prospettive di negoziato a causa delle violazioni del cessate il fuoco da parte degli Usa e delle «richieste eccessive» di Washington. I due Paesi avevano tenuto un primo round di colloqui a Islamabad all’inizio del mese. Il vicepresidente Vance, Jared Kushner — genero del presidente — e l’inviato speciale Steve Witkoff avevano incontrato gli esponenti iraniani per 21 ore, senza però raggiungere una svolta.

Export del Giappone ai massimi storici

Le esportazioni giapponesi sono aumentate dell’11,7% su base annua, raggiungendo il livello record di 11.003,3 miliardi di yen a marzo 2026, superando le attese (11%). La crescita è stata trainata dalla ripresa della domanda cinese e dalla solidità delle spedizioni di semiconduttori e componenti elettronici. Le importazioni sono salite del 10,9%, determinando un surplus commerciale di 667 miliardi di yen. (riproduzione riservata)