Hong Kong in netto calo, martedì 5 maggio, l’indice segna un -1,4% alle ore 7:40 italiane, mentre Shanghai e Nikkei sono chiusi. Il petrolio cede attorno al 2% con il Wti a 104,4 dollari e il Brent a 113,4, mentre il conflitto Usaa-Iran prende una brutta piega. I futures sul Nasdaq si muovono al rialzo dello 0,25%.
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran è stato portato sull’orlo della rottura dopo uno scambio di attacchi nel Golfo e l’avvertimento di Teheran che intende colpire qualsiasi nave intenzionata a transitare nello Stretto di Hormuz.
Dal canto loro, gli Stati Uniti hanno dichiarato che Teheran ha lanciato missili contro navi da guerra americane e imbarcazioni commerciali, mentre il presidente Donald Trump ha affermato che le forze statunitensi hanno abbattuto sette piccole imbarcazioni iraniane. Un funzionario militare iraniano ha spiegato martedì che due piccole imbarcazioni colpite negli attacchi statunitensi — che hanno causato cinque morti — erano navi civili per il trasporto di merci.
La Corea del Sud ha dichiarato che non ci sono vittime tra i suoi sei cittadini e altre 18 persone a bordo di una nave cargo che ha preso fuoco dopo un’esplosione nello Stretto di Hormuz lunedì sera. La HMM Namu è la prima nave a subire danni dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran. Le cause dell’esplosione e dell’incendio non sono state confermate, ma il presidente Trump ha affermato che l’Iran stava aprendo il fuoco contro le navi commerciali nello stretto.
In un post sui social ha scritto: «L’Iran ha sparato contro Paesi non coinvolti per quanto riguarda il movimento delle navi, nell’ambito del PROJECT FREEDOM, inclusa una nave cargo sudcoreana. Forse è il momento che la Corea del Sud venga a unirsi alla missione!».
La Reserve Bank of Australia ha aumentato i tassi di 25 punti base, portandoli al 4,35% nella riunione di aprile 2026, segnando il terzo rialzo dall’inizio dell’anno. La decisione, presa con 8 voti favorevoli e uno contrario, riflette un’inflazione persistente, alimentata dalle pressioni sulla capacità produttiva dell’economia e dall’aumento dei prezzi di carburanti e materie prime legato al conflitto in Medio Oriente.
La rupia indiana è scesa a 95,4 per dollaro, toccando un nuovo minimo storico dopo un breve periodo di stabilizzazione, mentre il rafforzamento dei prezzi globali del petrolio ha intensificato le pressioni sulla valuta. Il movimento segue un aumento del 6% del greggio registrato lunedì, dopo l’escalation delle azioni militari dell’Iran nello Stretto di Hormuz e l’attacco subito da un impianto petrolifero negli Emirati Arabi Uniti, eventi che hanno ulteriormente scosso i mercati energetici.
Allo stesso tempo, la mancanza di significativi afflussi di capitale ha aumentato la vulnerabilità della valuta agli shock esterni, limitandone la capacità di recupero. Le dinamiche di mercato sono inoltre cambiate: gli importatori hanno intensificato le coperture contro il rischio di ulteriore deprezzamento, mentre gli esportatori stanno trattenendo le vendite, prevedendo un’ulteriore debolezza della valuta. (riproduzione riservata)