Cina in rosso in attesa del vertice Trump-Xi. Rame ai massimi storici, dollaro in volata
Cina in rosso in attesa del vertice Trump-Xi. Rame ai massimi storici, dollaro in volata
Molti i temi sul tavolo, a partire da stasera, fra i presidenti Trump e Xi a Washington. Intanto il petrolio continua a scendere sotto i 100 dollari il barile

di Elena Dal Maso 23/09/2026 07:20

Ftse Mib
52.406,54 9.41.41

+0,60%

Dax 30
25.584,44 9.41.40

+0,02%

Dow Jones
51.863,69 9.34.38

-0,36%

Nasdaq
27.243,24 7.25.15

+0,45%

Euro/Dollaro
1,1424 9.26.33

-0,07%

Spread
88,41 9.56.49

-1,19

Cina in rosso, mercoledì 23 settembre, alle ore 7:10 italiane l’Hang Seng perde lo 0,75%, Shanghai lo 0,35%, il Kospi sale dello 0,5% circa mentre l’euro scivola dello 0,2% a 0,1429, intanto i futures sul Nasdaq sono piatti. Ancora in flessione il petrolio: Wti a 89, Brent a 98 dollari il barile.

Borse cinesi in calo in vista del vertice Trump-Xi

Gli investitori restano cauti in vista dell’atteso vertice tra Donald Trump e Xi Jinping. I colloqui preliminari di domenica scorsa a New York non hanno portato a un accordo per estendere la tregua sui dazi, in scadenza a novembre, e le aspettative per l’incontro tra Trump e Xi restano quindi contenute.

Il vertice dovrebbe comunque affrontare una serie di questioni sensibili, tra cui intelligenza artificiale, Iran, Taiwan e rapporti commerciali, mentre entrambe le parti cercano di stabilizzare le relazioni bilaterali. Xi e la moglie Peng Liyuan saranno accolti da Trump mercoledì sera, in occasione della prima visita del presidente cinese negli Stati Uniti dal 2015.

Dollaro sui massimi con i commenti da falco della Fed

L’indice del dollaro si è mantenuto intorno a quota 100,5 mercoledì, sui massimi delle ultime otto settimane, sostenuto dai commenti restrittivi di alcuni esponenti della Federal Reserve, che hanno rafforzato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi quest’anno.

Il presidente della Fed di Richmond, Tom Barkin, ha avvertito martedì che gli shock inflazionistici potrebbero richiedere tempo per attenuarsi, con il rischio che le pressioni sui prezzi rimangano elevate e diventino persistenti. Anche la presidente della Fed di Boston, Susan Collins, ha scritto in un post su LinkedIn di aver sostenuto il rialzo dei tassi deciso la scorsa settimana, alla luce dei timori che l’inflazione possa restare sopra l’obiettivo del 2%.

I mercati scontano attualmente una probabilità di circa il 54% di un ulteriore rialzo dei tassi della Fed a ottobre. Sul fronte geopolitico, i prezzi del petrolio hanno prolungato il calo per la sesta seduta consecutiva dopo che il presidente Donald Trump ha definito «molto positivo» l’incontro tra funzionari statunitensi e rappresentanti iraniani. Il clima ha attenuato i timori sull’inflazione e ridotto la domanda di dollari come bene rifugio.

Il rame raggiunge nuovi record

I futures sul rame sono saliti verso 6,8 dollari per libbra mercoledì, raggiungendo nuovi massimi storici, sostenuti dai persistenti timori sull’offerta e dalla domanda robusta.

Il trader di metalli Sprott Asset Management ha affermato che la produzione globale di rame estratto potrebbe diminuire quest’anno per la prima volta dal 2017, a causa delle interruzioni dell’offerta, del calo della qualità dei minerali e della debole produzione in Cile. Le interruzioni nelle principali miniere di Indonesia e Repubblica Democratica del Congo hanno inoltre ridotto di circa 600.000 tonnellate le stime sulla produzione annua.

Sul fronte della domanda, i consumi restano solidi nelle reti elettriche, nei data center dedicati all’intelligenza artificiale e nel settore della difesa, mentre il recente rally dei titoli tecnologici e dell’AI ha ulteriormente rafforzato le prospettive della domanda.

Gli operatori monitorano inoltre i piani statunitensi sui dazi sul rame. Il Dipartimento del Commercio ha proposto tariffe del 15% a partire da gennaio 2027 e del 30% dal 2028, in attesa della decisione del presidente. (riproduzione riservata)