Cina in rally, oro in corsa, l’euro sfonda 1,20 e torna ai livelli del 2021. Ecco perché
Cina in rally, oro in corsa, l’euro sfonda 1,20 e torna ai livelli del 2021. Ecco perché
Intanto la BoJ valuta un rialzo dei tassi, già ai massimi dal 1995, secondo quanto emerge dalle minute. Futures brillanti

di Elena Dal Maso 28/01/2026 07:50

Ftse Mib
45.134,34 12.13.55

-0,67%

Dax 30
24.848,12 12.13.41

-0,19%

Dow Jones
49.003,41 12.16.18

-0,83%

Nasdaq
23.817,10 7.25.15

+0,91%

Euro/Dollaro
1,1991 11.58.47

+0,33%

Spread
59,11 12.28.47

+0,13

Cina brillante, giovedì 28 gennaio, alle ore 7:40 italiane l’Hang Seng balza del 2,4% portandosi ai massimi del 2021, sale anche Shanghai dello 0,4%, mentre il Nikkei cede lo 0,4% dopo le minute della BoJ dalle quali emerge una discussione all’interno del board su un possibile rialzo dei tassi. L’oro continua a correre (+3,2% a 5.245 dollari l’oncia), così il petrolio Wti americano (+0,65% a 62,8 dollari il barile). Futures sul Nasdaq tonici: +0,9%.

Dollaro sotto stress dopo le dichiarazioni di Trump

L’euro sfonda quota 1,20, ai livelli del 2021 giovedì dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di non essere preoccupato per il recente indebolimento della valuta. Le incertezze di politica economica a Washington — comprese le minacce di nuovi dazi contro altri Paesi (la Corea del Sud per esempio) e gli attacchi all’indipendenza della Fed — hanno esercitato ulteriore pressione sul biglietto verde.

Hong Kong in rally torna ai massimi del 2021 

Le azioni a Hong Kong balzano giovedì del 2,4% segnando la sesta seduta consecutiva di rialzo e raggiungendo il livello più alto dal luglio 2021. Il sentiment è sostenuto dal proseguimento del rally dei listini nella Cina continentale visto che nel 2025 gli utili societari sono tornati a crescere per la prima volta dopo cinque anni.  A Wall Street gli indici hanno chiuso in rialzo, in attesa delle trimestrali dei grandi gruppi tecnologici e della prima decisione dell’anno sui tassi da parte della Federal Reserve, attesa per oggi.

Sul fronte commerciale, a dicembre export e import di Hong Kong hanno toccato livelli record, anche se le importazioni sono cresciute più rapidamente delle esportazioni. I rialzi sono stati però limitati dalla cautela in vista della pubblicazione dell’indice Pmi ufficiale cinese di gennaio, attesa nel corso della settimana. I guadagni sono stati diffusi, con i titoli finanziari e immobiliari in rialzo di circa il 2%, mentre anche i settori dei consumi e della tecnologia hanno registrato progressi consistenti.

La BoJ valuta ulteriori rialzi

La Banca del Giappone ha mantenuto invariato i tassi a breve termine allo 0,75% nella prima riunione di politica monetaria del 2026, lasciando il costo del denaro ai livelli più alti dal settembre 1995, in vista delle elezioni anticipate di febbraio. La decisione, ampiamente attesa, è stata approvata con un voto di 8 a 1: il consigliere Hajime Takata si è espresso a favore di un rialzo, mentre gli altri membri hanno considerato i rischi di uno scenario economico e inflazionistico nel complesso bilanciati.

Il board ha ribadito che i tassi potrebbero salire ulteriormente, dopo due aumenti nel 2025, qualora crescita e inflazione evolvano in linea con le previsioni. Nel rapporto trimestrale, il board ha rivisto al rialzo la stima di crescita del Pil per l’anno fiscale 2025 allo 0,9% dallo 0,7%, citando il sostegno di un recente accordo commerciale con Washington e del maxi piano di stimolo di Tokyo, che include sussidi su elettricità e gas, maggiori trasferimenti agli enti locali e un aumento della spesa per la Difesa.

Al rialzo anche la previsione di crescita per l’anno fiscale 2026, portata all’1,0% dallo 0,7%, mentre la stima sull’inflazione core per il 2026 è stata leggermente aumentata all’1,9% dall’1,8%. (riproduzione riservata)