Cina, è rally dell’AI (+30%) dopo l’intervento del premier Li Qiang. Ma non tutti corrono
Cina, è rally dell’AI (+30%) dopo l’intervento del premier Li Qiang. Ma non tutti corrono
Mentre le borse mondiali sono attraversate dalle vendite sul settore finanziario e dei software a causa della paura per la concorrenza dei nuovi tool di AI, in Cina l’appoggio pieno del governo all’intelligenza artificiale fa rombare i titoli che presentano nuovi aggiornamenti

di Elena Dal Maso 12/02/2026 07:45

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I mercati in Asia si muovono laterali e nervosi, giovedì 12 febbraio, sullo sfondo le vendite globali scatenate dalla paura che i nuovi tool di AI possano tagliare i profitti dei gruppi del software, del risparmio gestito e della gestione dati. Alle ore 7:40 italiane il Nikkei cede lo 0,05%, Hong Kong lo 0,1%, Shanghai è appena positiva, ma corrono in Cina i titoli tech. Questo perché il premier cinese Li Qiang, mercoledì ha sollecitato una spinta complessiva all’innovazione tecnologica e alle applicazioni dell’AI, chiedendo progressi lungo l’intera filiera dell’intelligenza artificiale per sbloccarne il potenziale.

In parallelo, alcune indiscrezioni indicano che ByteDance starebbe sviluppando un proprio chip per l’AI. I futures sul Nasdaq, nel frattempo, sono tornati positivi.

Zhipu guida il rally dei titoli AI cinesi, +30% con l’ondata di nuovi lanci

I titoli cinesi dell’intelligenza artificiale hanno registrato un forte rialzo giovedì, dopo che diverse società hanno presentato modelli aggiornati e i vertici del partito Comunista hanno rinnovato l’invito a un’adozione più ampia della tecnologia.

Zhipu AI, quotata a Hong Kong con il nome Knowledge Atlas Technology, è salita del 30% dopo il lancio di GLM-5, un modello linguistico open source di grandi dimensioni con capacità avanzate di coding e gestione di attività complesse e di lunga durata. La società ha dichiarato che il modello si avvicina a Claude Opus 4.5 di Anthropic nei benchmark di programmazione e supera Google Gemini 3 Pro in alcuni test.

MiniMax ha visto le proprie azioni a Hong Kong salire dell’11% dopo il lancio, mercoledì, del modello open source M2.5 aggiornato, con strumenti potenziati per agenti AI, pubblicato sul sito internazionale del gruppo. L’azienda descrive M2 come «un modello progettato per coding avanzato». Il rally si inserisce in un contesto di concorrenza crescente nel settore AI, con gli sviluppatori cinesi impegnati a colmare il divario con i concorrenti Usa attraverso una serie di nuovi modelli e strumenti.

I nuovi lanci hanno rafforzato il sentiment degli investitori sui titoli legati all’AI. Le azioni di UCloud Tech, quotata a Shanghai e fornitrice di servizi di calcolo per Zhipu, sono balzate del 20% giovedì, raggiungendo il limite massimo giornaliero ammesso dalla Borsa. SenseTime, che ha spostato il focus dallo sviluppo di tecnologie di sorveglianza con riconoscimento facciale alla fornitura di piattaforme software AI, ha guadagnato il 5% a Hong Kong.

L’indice Shanghai Star AI Industry è salito dell’1,7% prima di ridurre i guadagni. DeepSeek, che lo scorso anno aveva attirato l’attenzione globale, ha aggiornato mercoledì il suo modello di punta, ampliando la finestra di contesto e aggiornando le conoscenze. Anche Ant Group ha pubblicato mercoledì il suo modello AI open source Ming-Flash-Omni 2.0. Il «modello multimodale unificato» è in grado di generare voce, musica, effetti sonori e immagini.

ByteDance ha lanciato lunedì l’ultima versione della sua app di generazione video AI, Seedance 2.0, che ha innescato un rally dei titoli cinesi legati alle app AI. La società starebbe inoltre collaborando con Samsung per sviluppare chip proprietari.

Il premier Li Qiang ha sottolineato la necessità di una spinta completa verso un’«applicazione su larga scala e commercializzata dell’AI», chiedendo un migliore coordinamento delle risorse energetiche e computazionali. Ha inoltre evidenziato i piani di Pechino per migliorare l’ambiente a favore dei talenti e delle imprese dell’AI.

Non tutti corrono

Il rally delle startup focalizzate esclusivamente sull’AI si inserisce però in un contesto di debolezza più ampia per i colossi tecnologici cinesi con divisioni AI: Tencent e Alibaba hanno perso rispettivamente il 2,6% e il 2,1%, mentre l’indice Hang Seng Tech di Hong Kong è sceso dell’1,7%. A Wall Street, il cosiddetto AI trade ha mostrato elevata volatilità quest’anno, gli investitori sono passati dall’euforia per il potenziale trasformativo della tecnologia ai timori per valutazioni eccessive. Tai Hui, chief market strategist Asia-Pacific di JP Morgan, ha detto alla Cnbc che parlare di «bolla AI è un po’ prematuro», considerando la presenza globale di molte società solide con fondamentali robusti.

Gli investitori stanno ora selezionando con maggiore attenzione tra i principali fornitori di cloud e infrastrutture AI, i cui elevati investimenti sono sostenuti dagli utili sottostanti e non da eccessivo indebitamento, ha osservato Hui. Le società tecnologiche cinesi hanno adottato un approccio relativamente prudente nello sviluppo dell’AI, con investimenti in conto capitale inferiori rispetto ai concorrenti statunitensi e un focus concentrato sul mercato domestico, ha aggiunto Rolf Bulk, analista di Futurum Group.(riproduzione riservata)