L’Asia apre il 2026 brillante, l’Hang Seng balza del 2,7% alle ore 7:30 italiane, mentre l’indice generale Asia Dow sale dell’1,3% (Nikkei e Shanghai sono chiuse per festività venerdì 2 gennaio). In guadagno anche le materie prime: l’oro sale a 4.391 dollari l’oncia (+1,16%), il petrolio Wti americano a 57,77 dollari il barile (0,61%). I futures sul Nasdaq sono tonici: +0,77%.
Il colosso tecnologico cinese Baidu ha annunciato l’intenzione di scorporare la unità di chip per l’intelligenza artificiale, Kunlunxin e di quotarla a Hong Kong, mentre la Cina accelera i progetti per costruire una filiera domestica dei semiconduttori.
La società ha comunicato venerdì di aver depositato la domanda di quotazione alla Borsa di Hong Kong, precisando che dimensioni e struttura dell’offerta non sono ancora definite. L’operazione resta soggetta alle approvazioni regolamentari, inclusa quella dell’autorità cinese di vigilanza sui mercati finanziari.
Il gruppo detiene circa il 59% di Kunlunxin. Baidu, uno dei principali attori nel settore cinese dell’intelligenza artificiale, è sia acquirente di chip specializzati per data center e cloud computing, sia progettista di semiconduttori attraverso Kunlunxin.
La società ha spiegato che lo spinoff è coerente con la strategia di valorizzare il potenziale autonomo di Kunlunxin, attrarre investitori specializzati e ampliare le opzioni di finanziamento. Kunlunxin resterà comunque una controllata di Baidu.
L’operazione si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tecnologiche tra Stati Uniti e Cina. Washington e Pechino hanno infatti imposto varie restrizioni all’accesso delle aziende cinesi ai chip AI più avanzati di Nvidia. Nel frattempo, Pechino ha intensificato il sostegno agli acquisti di chip domestici e ha convogliato miliardi di yuan di fondi pubblici verso lo sviluppo del settore. Negli ultimi mesi, diverse aziende cinesi di semiconduttori hanno annunciato piani di quotazione, tra cui Moore Threads e Biren Technology.
Fondata nel 2012, Kunlunxin copre i settori hardware, server e data center, oltre a modelli e applicazioni AI. Pur continuando a dipendere in larga misura dai chip Nvidia per la potenza di calcolo, Kunlunxin ha consentito a Baidu di utilizzare sempre più chip sviluppati internamente nei data center che eseguono i modelli AI Ernie.
Kunlunxin ha inoltre iniziato a operare come entità separata, ampliando le vendite anche a clienti terzi esterni a Baidu. «Sul mercato, Kunlunxin è considerata uno dei chip AI più pratici e diffusi in Cina», ha spiegato alla Cnbc Brady Wang, associate director di Counterpoint Research.
Secondo Wang, uno dei principali punti di forza dell’azienda è il software: «Invece di costringere gli utenti ad adottare un sistema chiuso, Kunlunxin è compatibile con i principali framework di intelligenza artificiale e rende più semplice la migrazione dei carichi di lavoro da Nvidia».
Secondo Reuters, i ricavi di Kunlunxin avrebbero superato i 3,5 miliardi di yuan (circa 500 milioni di dollari) lo scorso anno, raggiungendo il breakeven. Le vendite a clienti esterni dovrebbero rappresentare oltre la metà del fatturato nel 2025.
A ulteriore conferma della solidità del business, Kunlunxin ha ottenuto nel 2024 ordini per oltre 1 miliardo di yuan da fornitori di China Mobile, uno dei maggiori operatori di telefonia mobile del Paese. China Mobile ha inoltre partecipato all’ultimo round di finanziamento di Kunlunxin, che ha raccolto oltre 2 miliardi di yuan, valutando la società circa 21 miliardi di yuan (3 miliardi di dollari).
Alla fine dello scorso anno, gli analisti di JP Morgan hanno previsto che le vendite di chip di Kunlunxin potrebbero aumentare di sei volte fino a 8 miliardi di yuan nel 2026. Tuttavia, secondo Counterpoint, Kunlunxin non è in grado di sostituire completamente i chip Nvidia, a causa delle persistenti limitazioni della Cina nella produzione di semiconduttori avanzati. «I chip di Kunlunxin funzionano meglio nelle attività di inferenza e in altri carichi di lavoro più facilmente trasferibili, in particolare per enti governativi, telecomunicazioni e cloud delle aziende statali, dove contano di più la stabilità delle forniture e i costi contenuti rispetto alle massime prestazioni», ha concluso Wang.
«Per questo motivo, Pechino non punta su un’unica azienda: Kunlunxin lavora insieme a Huawei Ascend, Cambricon, Alibaba e altri per costruire un ecosistema domestico di calcolo per l’intelligenza artificiale». (riproduzione riservata)