«L'offerta su Mps è stata presentata dagli amici di Intesa Sanpaolo. È un'offerta ricca, seria, con un progetto industriale forte e razionale, che il mercato ha dimostrato di apprezzare fin dall'annuncio. Unipol entrerà in campo un minuto dopo il successo dell'operazione comprando Banca Mps così com'è. Pur dimagrita temporaneamente dalle circa 625 filiali, su circa 1.300, che resteranno con Intesa Sanpaolo. Sempre che il numero non venga ritoccato per intervento dell'Antitrust. A noi, oltre alla banca, passeranno il marchio, la sede storica di Siena e gran parte del personale. Una rete di sportelli estesa in tutta Italia, dalla Sicilia al Piemonte».
Lo ha dichiarato Carlo Cimbri, presidente di Unipol, in un'intervista al Sole 24 Ore illustrando le modalità del successivo intervento di Bper, che consentirà la creazione del secondo gruppo bancario, con la sede che resterà a Siena, in un progetto tutto italiano. «Il risultato - ha aggiunto il presidente - potrà essere un grande conglomerato finanziario che unirà Mps con Unipol, la seconda compagnia assicurativa italiana, e Bper, su cui abbiamo un'interessenza del 30 per cento». Prima «svilupperemo tutte le sinergie tra banche e assicurazioni», poi «partirà la costruzione di una banca ancora più grande, con l'aggregazione di Mps con Bper, che diventerà il secondo gruppo bancario in Italia».
Ci sarà «una rete distributiva capillare presente in tutte le regioni. È il grande progetto che presenteremo e discuteremo con il consiglio di amministrazione della Bper, soggetto terzo, un minuto dopo avere comprato Mps. Nascerà il secondo polo bancario italiano, sia per presenza sul territorio sia per creazione di valore. Metteremo insieme due banche commerciali che hanno come punto di forza un fortissimo radicamento territoriale».
Proprio parlando di radicamento territoriale, Cimbri ha affermato che la sede rimarrà quella di Rocca Salimbeni: «I numeri e la storia parlano chiaro. È la banca italiana più antica, con una notorietà in tutto il mondo. È evidente che è un marchio più conosciuto» e «per questo, non perché mi è più simpatica rispetto a Bper, sarà capofila». Inoltre, «non faremo mancare il sostegno alle iniziative del territorio», è «un valore che ben conosciamo e con l'arrivo della grande Monte dei Paschi e il rafforzamento di Intesa Sanpaolo sono certo che sul territorio si svilupperanno oltremodo iniziative sociali e culturali. Non compriamo quanto rimarrà di uno spezzatino di Mps, ma una banca con tutta la sua dignità e solidità».
La «presenza sul territorio però si difende con lo sviluppo e lo sviluppo dipende anche dalle dimensioni. Servono grandi banche, anche per supportare le imprese che vanno all'estero. Intesa e Unicredit lo sono già. Mps e Bper cresceranno ancora».
Parlando delle possibili tempistiche, «l'offerta di Intesa verrà chiusa a fine anno. Poi, se come auspichiamo andrà in porto, entro il 2027, e nel più breve dei tempi possibili, Mps passerà al gruppo Unipol. Il 2028 sarà l'anno del coinvolgimento di Bper».
In merito alle proiezioni invece, si parla di «attivi per oltre 250 miliardi, quasi 3 mila filiali, 230 miliardi di depositi, circa 200 miliardi di finanziamenti a imprese e famiglie, oltre 30 mila dipendenti. Otto milioni di clienti di cui oltre 1,5 milioni di imprese».
Il presidente di Unipol ha anche commentato la contromossa di Lovaglio, che prevede una doppia ops su Banco Bpm e e Banca Generali: «c'era da aspettarsi che l'amministratore delegato della società target, in questo caso Mps, cercasse altre strade per difendersi. Nel caso specifico ha annunciato proposte, definiamole creative, su cui finora il mercato ha espresso giudizi non favorevoli. A mio avviso il motivo è semplice. La creatività nasce da una esigenza contingente, difendere lo status quo, non dà progetti industriali coltivati da lungo tempo. E il mercato lo capisce». (riproduzione riservata)