La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa sul Nove, ha scelto la linea del rigore. A chi le chiedeva se la Bce sia orientata a un nuovo rialzo dei tassi nella prossima riunione di politica monetaria, la presidente ha risposto secca: «Lo saprete l'11 giugno».
Un cambio di rotta rispetto a fine aprile, quando aveva dichiarato di avere «chiara la direzione» dei tassi. «Oggi non posso dare indicazioni — ha spiegato Lagarde — perché la situazione attuale è di massima incertezza. Il 10 giugno avremo le nuove proiezioni sull'inflazione: allora, e soltanto allora, decideremo le azioni necessarie per mantenere l'inflazione al target del 2% nel medio periodo». Attualmente le stime indicano un'inflazione al 2,6%, destinata a scendere al 2% solo nel 2027.
Il quadro economico descritto dalla presidente della Bce resta complesso. Davanti a una domanda sulla stima di crescita dell'Italia, ferma allo 0,5%, Lagarde ha spiegato che «la crescita di tutta l'Europa sarà sotto l'1%. La Commissione Europea ha appena pubblicato una previsione dello 0,9% a causa dei prezzi energetici e dell'enorme incertezza».
In questo scenario di stagnazione, Lagarde ha escluso l'ipotesi di concessioni speciali o deroghe al Patto di stabilità per attutire l'impatto dei costi dell'energia: «Dobbiamo attenerci alle regole che abbiamo in termini di bilancio, debito e deficit, e dobbiamo operare all'interno di queste regole. È fondamentale agire insieme come europei anziché cercare percorsi diversi. I nostri nemici sarebbero entusiasti di una frammentazione. Se le regole valgono per tutti e vengono seguite correttamente, i mercati apprezzeranno automaticamente». (riproduzione riservata)