La Bce è pronta ad alzare i tassi se proseguirà lo shock dell’energia legato alla guerra in Medio Oriente. «Non agiremo prima di disporre di informazioni sufficienti sull'entità e la persistenza dello shock e sulla sua propagazione», ha detto Lagarde in una conferenza a Francoforte. «Ma non saremo paralizzati dall'esitazione: il nostro impegno a raggiungere un'inflazione del 2% nel medio termine è incondizionato».
Lagarde ha aggiunto che «siamo pronti, se opportuno, ad apportare modifiche alla politica monetaria in qualsiasi riunione».
Lagarde ha indicato tre scenari su come la Bce dovrebbe affrontare la situazione attuale.
Innanzitutto, «se lo shock energetico dovesse rivelarsi di entità limitata e di breve durata, si dovrebbe applicare la classica ricetta di guardare oltre (look through). I ritardi di trasmissione implicano che una risposta di politica monetaria arriverebbe troppo tardi e rischierebbe di essere controproducente».
Il secondo scenario introduce una differenziazione: «Se lo shock dovesse determinare un superamento ampio, ma non troppo persistente, del nostro obiettivo, potrebbe essere giustificato un aggiustamento misurato della politica. La risposta ottimale a tale deviazione è minore quando la causa è costituita da interruzioni esogene dell’offerta piuttosto che da una forte domanda, ma non è necessariamente pari a zero».
Inoltre, «lasciare tale superamento del target completamente irrisolto potrebbe comportare un rischio di comunicazione: il pubblico potrebbe avere difficoltà a comprendere una funzione di reazione che non reagisce».
Infine, ha detto, «se prevediamo che l’inflazione si discosti in modo significativo e persistente dall’obiettivo, la risposta deve essere adeguatamente incisiva o persistente. Altrimenti, entrerebbero in gioco meccanismi di auto-rinforzo e il rischio di disancoraggio diventerebbe acuto». (riproduzione riservata)