L’Unione Europea si rafforza nei chip. Lunedì 9 febbraio la Commissione ha lanciato la sua più grande linea pilota, NanoIC, all’interno dell’Imec di Lovanio (Belgio), con un investimento di 2,5 miliardi di euro. Circa 700 milioni di euro arriveranno direttamente dall’Ue, mentre altri 700 milioni saranno stanziati dai governi nazionali e dalle autorità locali. Il resto sarà investito dal gigante olandese Asml (produce le macchine che disegnano i chip) e da altri partner industriali.
NanoIC accelererà lo sviluppo di semiconduttori di prossima generazione, essenziali per tecnologie come l’intelligenza artificiale, i veicoli autonomi o il 6G. Si tratta della prima linea europea a implementare la più avanzata macchina per litografia ultravioletta estrema, concentrandosi sulla progettazione e produzione di chip con la tecnologia oltre i due nanometri. Il progetto sarà a libero accesso perché di NanoIC potranno servirsi start-up, ricercatori, pmi e grandi organizzazioni per testare nuovi progetti sui semiconduttori su scala quasi industriale prima della produzione di massa.
La nuova linea, insomma, è stata progettata per portare le tecnologie dei chip dal laboratorio alla fabbrica e rappresenta un pilastro del Chips Act. Così Bruxelles punta a rafforzare le aziende europee nella catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori, sostenendo la base industriale e la competitività stessa dell’Unione. La struttura è stata inaugurata dalla vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, dal primo ministro belga Bart De Wever e dal ministro presidente delle Fiandre Matthias Diependaele. (riproduzione riservata)