La società che sta terrorizzando l’industria del risparmio gestito ha un nome che evoca il bene: Altruist. Nel presentare la sua squadra Altruist scrive sul suo sito: «Il nostro team dirigenziale è composto da esperti affermati che lavorano per rivoluzionare un settore antiquato». Il settore in questione è quello della consulenza finanziaria, che Altruist vuole rendere indipendente migliore, più economica e accessibile a tutti.
A tutti i consulenti finanziari, per la precisione: soprattutto quelli indipendenti. Entrando nel portale della società si può infatti chiedere di avere un primo contatto con gli esperti dell’azienda di AI. Una volta inserite tutte le credenziali, viene richiesto quanto denaro si gestisce (con opzioni tra 0 e oltre 1 miliardo di dollari) e la modalità in cui si svolge il lavoro di consulenti.
Solo a questo punto si viene rimandati a una nuova schermata: un calendario, in cui viene richiesto di scegliere giorno e orario preferiti per un meeting di 15 minuti con un esperto di Altruist (nell’esperimento fatto da milanofinanza.it il nome è Daniel Vazquez) che può introdurre il consulente alle funzionalità della piattaforma. Di fatto, si tratta a tutti gli effetti di un servizio di tipo b2b. Ed è proprio questo che potrebbe avere spaventato il mondo della consulenza tradizionale.
Il fondatore e ceo di Altruist si chiama Jason Wenk, 46 anni. Sul sito dell’azienda si presenta così: «Marito, padre, dirigente fintech, scrittore, esperto di matematica e sviluppatore di sistemi di investimento». Wenk ha studiato Informatica e ha frequentato la Harvard Business School. E a soli 20 anni lavorava già in Morgan Stanley nella ricerca sugli investimenti e nello sviluppo di sistemi di gestione patrimoniale. «A quanto mi risulta», sottolinea con civetteria, «all’epoca ero il più giovane professionista al mondo».
Ben presto Wenk si mette in proprio e fonda FormulaFolios, una società di gestione patrimoniale quantitativa che ha raggiunto oltre 3,2 miliardi di dollari di asset in gestione prima di essere acquisita. Ha inoltre fondato Retirement Wealth Advisors nel 2004. Nel 2018 fonda Altruist, che ha raccolto round significativi, tra cui una Serie D da 112 milioni di dollari nel 2023, con il sostegno di investitori come Vanguard Group.
E arriviamo a martedì 10 febbraio, quando Altruist ha lanciato Hazel, una app di intelligenza artificiale, provocano il crollo dei titoli delle società di gestione patrimoniale e brokeraggio tradizionale come Charles Schwab (-8,1%) e Raymond James Financial (-8,5%).
Altruist ha colpito duro perché Hazel è una piattaforma di AI rivolta ai consulenti finanziari per automatizzare e potenziare il loro lavoro quotidiano. In particolare, Hazel elabora istantaneamente dichiarazioni dei redditi, buste paga, estratti conto e documenti legali senza inserimento manuale dei dati. Genera inoltre strategie personalizzate, applicando una logica fiscale proprietaria per identificare opportunità di risparmio e creare in pochi minuti piani pronti per il cliente. Hazel permette poi al consulente di simulare in tempo reale l'impatto fiscale di eventi come pensionamento e vendita di una casa.
Hazel funge inoltre da memoria storica dello studio professionale: i consulenti possono fare domande come «Cosa abbiamo discusso con la famiglia Rossi l'ultimo trimestre?» e Hazel risponde analizzando email, note di riunioni e dati del Customer Relationship Management (Crm). Unifica poi le informazioni provenienti da email, calendari, Crm (come Salesforce o Wealthbox) e dati di custodia di Altruist.
Basata sulla tecnologia della startup Thyme (acquisita da Altruist), l'app gestisce anche la burocrazia post meeting: registra le conversazioni (con privacy garantita) e genera riassunti automatici. In automatico produce anche bozze email per i clienti mantenendo il «tono di voce» del consulente e crea automaticamente liste di attività nei sistemi gestionali. Ogni mattina fornisce un briefing sulle riunioni della giornata, evidenziando i dettagli chiave necessari per ogni cliente. (riproduzione riservata)