Chi è Bettina Orlopp, la ceo di Commerzbank che si oppone all’offerta di Unicredit. Ma i numeri sono dalla parte di Orcel
Chi è Bettina Orlopp, la ceo di Commerzbank che si oppone all’offerta di Unicredit. Ma i numeri sono dalla parte di Orcel
Da 18 mesi la ceo si oppone all’ops della banca italiana ma il titolo è salito anche per l’assedio di Unicredit. La banchiera ha messo sul tavolo ristrutturazioni, tagli e cessioni per convincere i soci a non aderire. Ora però apre a un rilancio in un deal che potrebbe aprire il risiko europeo 

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 22/05/2026 22:00

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Non ci sono ancora molte donne ai vertici della finanza internazionale. E ancora meno in Germania. Tolte Jane Fraser in Citi, Ana Botín al Santander e Valérie Baudson ad Amundi, la leadership femminile rimane un’eccezione. Eppure c’è una ceo che da 18 mesi sta condizionando profondamente gli equilibri e le strategie del settore bancario in Europa. Si tratta di Bettina Orlopp, l’attuale numero uno di Commerzbank che dal settembre 2025 sta opponendo una strenua resistenza alla scalata di Unicredit e che, nell’ultima assemblea di mercoledì 20, ha strappato calorosi applausi a soci e dipendenti in nome del «nein» agli italiani.
 

A differenza del predecessore Manfred Knof, più aperturista e a cui è stato decurtato anche il bonus per un incontro non comunicato con il numero uno di Unicredit Andrea Orcel, Orlopp è quella che si è mostrata invece subito fortemente contraria all’m&a con Piazza Gae Aulenti. Tanto che a fine settembre 2024 - all’indomani cioè del primo blitz di Orcel nel capitale di Commerz con il 9% - il consiglio di vigilanza ha incaricato la banchiera, e non Knof, di condurre nel ruolo ancora di direttore finanziario i primi colloqui esplorativi con la banca italiana.

Cinquantasei anni fra pochi giorni, sposata con due figli, la Orlopp è nata a Solingen, nel Nordreno-Vestfalia. La città è nota per la produzione di coltelli, spade e lance. Radici dunque battagliere per portare avanti la difficile guerra di posizione anche nella più centrale Baviera contro le mire di Unicredit che fra azioni e derivati è arrivata vicina al 41%.

La prima donna alla guida di Commerzbank

In oltre un anno e mezzo di assedio, una vittoria la Orlopp l’ha già portata a casa: ha indossato bene i panni della frontwoman contro il «Ronaldo dei Banchieri» (cosi come è stato ribattezzato Orcel in Europa) ed è stata la prima donna a guidare Commerzbank nei 156 anni di storia della banca bavarese. Una delle quattro donne ceo ai vertici delle blue chips della borsa di Francoforte.
 

Laurea in economia aziendale dell'Università di Ratisbona, Orlopp ha mosso i primi passi nel mondo del lavoro entrando in McKinsey nel 1994. Nel colosso della consulenza americana si è occupata di banche e assicurazioni ed è stata ex partner per 19 lunghi anni, con qualche interruzione: dal ’97 al 2002 è tornata in ateneo per arricchire il proprio curriculum con un dottorato in finanza con tesi sulle remunerazioni degli azionisti di minoranza di una società. Argomenti che le torneranno utili poi nel risiko bancario contro Orcel a cui ha opposto il piano industriale «Momentum 2030».

Il piano Momentum 2030 e la strategia stand-alone

In sostanza altri 3 mila tagli ai posti di lavoro, che si aggiungono ai 3.900 già annunciati l'anno scorso per arrivare a 5,9 miliardi di utili e un Rote del 21% a fine piano.

Nel 2014, Orlopp è entrata in Commerzbank, istituto che in 10 anni la banchiera ha letteralmente scalato. Ha cominciato con l’occuparsi di fusioni e acquisizioni. Poi responsabile della governance, capo delle risorse umane e della digitalizzazione, fino a entrare a fine 2017 nel board della banca, unica donna in tailleur blu in un organo esecutivo composto da soli uomini.

Dopo aver infranto questo tetto di cristallo, nel 2018 ha ricevuto il prestigioso Mestemacher Award per le donne eccezionali nell'economia tedesca. Prima del Covid ha conquistato i galloni di cfo, poi nel 2021 è diventata vice presidente e dal 1° ottobre 2024 – venti giorni dopo cioè il primo passo della scalata mosso da Unicredit – è stata promossa ceo al posto di Knof.

Le ragioni del no all'offerta di Unicredit

Ci sono quattro rilievi principali evidenziati da Orlopp alla base del suo «nein» all’offerta avanzata da Unicredit (è partita il 5 maggio, si concluderà il 16 giugno). In primo luogo, il corrispettivo proposto viene giudicato insufficiente e incapace di valorizzare adeguatamente la banca tedesca. In secondo luogo, il progetto industriale delineato da Unicredit sarebbe ritenuto ancora poco definito e caratterizzato da elevati profili di rischio.

Secondo il management di Commerzbank, inoltre, Piazza Gae Aulenti sottostimerebbe l’impatto negativo sui ricavi di quella che viene definita «una proposta di ristrutturazione» del ruolo di banca di riferimento del Mittelstand (le pmi). Che «non tiene dunque conto dei fattori di successo» di questo modello di business, attribuendo al contrario eccessiva enfasi alle sinergie attese e ipotizzando tempi di integrazione difficilmente sostenibili.

Infine, per Orlopp il piano Momentum in versione stand-alone è in grado di garantire una maggiore creazione di valore per gli azionisti, con un livello di rischio operativo più contenuto. Dunque meglio non aderire all’offerta perché oltre alla mancanza di premio, Unicredit non na ancora illustrato un progetto di fusione considerato chiaro, credibile e sufficientemente dettagliato. C’è di più. Per la banchiera, la presenza di Unicredit ha comportato un periodo di incertezza per la banca.

Se questo è il punto di vista discutibile della Orlopp, è anche vero che per i soci Commerz sono anche stati mesi di forti guadagni del titolo, trainati dai buoni risultati e dal recupero della gestione corrente.

I risultati finanziari e il rally del titolo

Dal 10 settembre 2024 pre-ingresso di Unicredit, le azioni Commerz hanno fatto +188% (+204,3% di rendimento totale) e ora gli analisti si aspettano che il rally continui con un ulteriore apprezzamento del 12%. Tant’è vero che, a dispetto delle quotazioni attuali di circa 36 euro, il target price medio è di oltre 40 euro.
 

Scorrendo poi i bilanci di Commerzbank proprio nel biennio della scalata Unicredit, il passaggio dal 2024 al 2025 evidenzia innanzitutto una crescita dell’utile netto, salito da 2,294 a 2,374 miliardi di euro, con un conseguente rafforzamento della redditività del capitale. Il roe è aumentato dal 13,39% al 13,76%, mentre il patrimonio netto ha raggiunto 17,25 miliardi. Numeri che descrivono una banca non indebolita dalla scalata, ma al contrario sostenuta da una crescente fiducia del mercato.
 

L’aspetto più significativo riguarda però la qualità degli attivi e la gestione del rischio. Nel 2024 Commerzbank aveva registrato rettifiche su crediti per 1,648 miliardi; nel 2025 il quadro si è completamente ribaltato, con un saldo positivo di 94 milioni derivante da ripristini di valore. La banca ha inoltre potuto rilasciare integralmente 226 milioni di accantonamenti prudenziali legati agli effetti macroeconomici secondari, segno che il profilo di rischio è stato rivisto al ribasso.

Sul piano operativo Commerz ha assorbito oneri straordinari per 567 milioni per far scendere l'organico a 25.835 dipendenti. il rapporto tra costi e ricavi è quindi migliorato, scendendo dal 56,34% del 2024 al 56,22% del 2025. Anche per questo i soci hanno visto il dividendo aumentare del 69%, passando da 0,65 a 1,10 euro per azione, mentre il buyback è cresciuto da 1,07 a 1,53 miliardi di euro. Più che elemento di incertezza, Unicredit ha fatto da pungolo. (riproduzione riservata)