Che cosa c’è dietro il rush deciso da Nagel su Mediobanca
Che cosa c’è dietro il rush deciso da Nagel su Mediobanca
Il banchiere sta provando ad accelerare i tempi per poter scambiare titoli Generali con quelli di Banca Generali. Obiettivo, mettere il Leone in sicurezza nel caso Mps divenga padrone in piazzetta Cuccia

di di Paolo Panerai 01/08/2025 20:43

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L’8 settembre è una data cruciale nella storia italiana, come ricorda ad abundantiam perfino internet. Segna infatti l’annuncio dell’armistizio di Cassibile, firmato tra l’Italia e gli alleati anglo-americani il 3 settembre 1943 ma reso pubblico appunto il giorno 8. L’evento, come sanno anche gli studenti delle elementari, segnò la fine sella Seconda guerra mondiale per l’Italia ma anche l’inizio di un periodo di conflitto interno al Paese, con l’occupazione tedesca dell’Italia.

L’8 settembre di Mediobanca. O di Mps?

Quest’anno l’8 settembre sarà una data molto importante per il mondo bancario e finanziario italiano, perché segnerà la fine dell’Ops di Mps, la banca senese più antica del mondo, verso Mediobanca, che storicamente nacque proprio per risollevare l’Italia dal disastro del Paese per la sconfitta nella Seconda guerra mondiale.

Senza addentrarsi in problematiche di schieramento, è dimensionalmente possibile, dando quasi per scontata la vittoria di Mps, che il passaggio a Siena della prima banca d’affari italiana fondata da Enrico Cuccia e dalla Comit di Raffaele Mattioli, comporti anche il passaggio del comando di Generali a Mps e ai suoi azionisti principali, fra cui il pregiato Francesco Milleri e l’altezzoso Francesco Gaetano Caltagirone?

La mossa di Nagel: lo scambio Generali-Banca Generali

Da sempre, Mediobanca con il suo 13,2% della prima compagnia assicurativa italiana di dimensione mondiale, ha comandato a Trieste perlomeno ai fini della nomina della maggioranza del consiglio d’amministrazione e quindi della scelta di chi ha gestito il colosso assicurativo.

L’azione difensiva del ruolo su Trieste di Mediobanca tentata da Alberto Nagel, l’ultimo erede di Cuccia, è stata quella di cercare di trasferire la metà di quel 13,2% di azioni Generali direttamente a Generali in cambio del 51% di Banca Generali, che genera ogni anno circa 400 milioni di euro di utile, mentre il rimanente 6,55% sarebbe destinato agli azionisti di minoranza della banca che con il nome Generali ha la funzione principale di raccogliere e gestire patrimoni.

In questo modo il management del Gruppo Generali, guidato dal francese con nazionalità italiana (per scelta apprezzabile, consapevole egli dell’importanza della compagnia di Trieste per tutta l’Italia), avrebbe potuto entro 12 mesi gestire a sua difesa quel 6,55% di azioni proprie in modo da preservarne l’indipendenza e forse Nagel avrebbe potuto far approdare in porti sicuri anche l’altro 6,55% primariamente destinato agli azionisti di minoranza della stessa Banca Generali.

Tutto ciò sembrava tramontato, perché i tempi giocavano a favore di Mps in quanto Mediobanca aveva fissato l’assemblea per l’approvazione dell’Ops su Banca Generali al 25 settembre, scadendo invece il fatidico 8 settembre l’Ops di Mps sulla stessa Mediobanca.

La mossa di mercoledì 30 luglio di Nagel di voler anticipare al 21 agosto l’assemblea di Mediobanca per l’approvazione dell’Ops finalizzata alla conquista della maggioranza di Banca Generali cambia completamente lo scenario, almeno per quanto riguarda quel 6,55% di Generali destinato a finire nelle mani degli amministratori della stessa Generali almeno per un anno e il successivo possibile destino tutto da giocare per l’altra metà data in pagamento agli azionisti di minoranza di Banca Generali.

In altre parole, l’8 settembre, se come è probabile Mps conquisterà la maggioranza di Mediobanca o comunque una quota di comando, potrebbe non trovarsi più in portafoglio la quota oggi maggiore di Generali che ha sempre reso forte Mediobanca.

Un cavaliere bianco in arrivo per stabilizzare Generali?

Dopo di che, ci sarà sempre da vedere dove il management di Generali farà approdare quel 6,55% ricevuto in pagamento della maggioranza di Banca Generali. In ogni caso, se riuscisse la chiusura anticipata da parte di Mediobanca dell’offerta di scambio di sue azioni con azioni Banca Generali, nel portafoglio della banca d’affari fondata da Cuccia non ci sarebbe più il 13,2% di Generali.

Magari poi ci potrà essere anche un cavaliere bianco sotto le sembianze di una grande banca sensibile agli interessi di tutta l’Italia che potrà fare in modo di rilevare quel 6,55% di Generali nelle disponibilità dello stesso consiglio delle Generali e magari anche altre quote rilevabili sul mercato si uniranno a quel 6,55%, garantendo il comando su Generali a chi ha le spalle molto più grandi di Mps nonostante lo straordinario lavoro fatto nella banca senese dal ceo e direttore generale Luigi Lovaglio e dal vice direttore generale Maurizio Bai.

Sarà la fine del relativo comando di Mediobanca su Generali ma anche la ulteriore crescita, con l’inserimento nel controllo di Generali, di chi può rappresentare autorevolmente gli interessi dell’Italia. A voi lettori il piacere di indovinare chi potrebbe essere questa istituzione.

* * *

Angelo Mastrolia: il Maradona dell’imprenditoria

C’è un nuovo Maradona non del calcio ma dell’imprenditoria italiana. Capace di fare goal come Maradona. Anche lui ha molti fans in Campania da dove proviene ma è diplomato geometra e laureato in giurisprudenza e vive in Svizzera. L’ultimo goal lo ha fatto pochi giorni fa ed è un goal che vale almeno per tre avendo rilevato oltre mille negozi, come quelli del settore chiamano i supermercati, che i francesi di Carrefour hanno dovuto vendere perché perdevano ogni anno qualche centinaio di milioni. Il suo nome è Angelo Mastrolia da Salerno, 61 anni.

A rivelare il volto e la voce, a tutto tondo e a un pubblico vasto, è stata l’intervista condotta dal direttore di ClassCnbc, Andrea Cabrini e dopo la messa in onda in diretta sul nostro canale, in jv con Cnbc, il canale di economia e finanza più importante al mondo, il testo dell’intervista è stato pubblicato sul numero di sabato scorso di questo giornale.

Forte è stata quindi la curiosità di interrogare da parte mia la nostra AI generativa, MFGpt, la prima in assoluto in Italia.

L'analisi di MFGpt su Angelo Mastrolia

La mia domanda è stata: Chi è Angelo Mastrolia e con quale strategia è arrivato ad avere successo?

Ed ecco la risposta, che è allo stesso tempo una descrizione della persona e una analisi ragionata e in profondità, com’è nella caratteristica dell’AI generativa e in particolare della nostra MFGpt:

«Angelo Mastrolia è un imprenditore salernitano, classe 1964, noto per la sua attività nel settore agro-alimentare, in particolare per essere il Presidente esecutivo di NewPrinces (precedentemente Newlat Food), uno dei principali gruppi alimentari quotati a Piazza Affari. La sua carriera è caratterizzata da una serie di acquisizioni strategiche che hanno portato alla costruzione di un colosso del settore:

Acquisizione di Newlat da Parmalat (2007): Un’operazione significativa, avvenuta per la cifra simbolica di un euro, che ha segnato l’inizio della sua ascesa nel settore.

Costituzione di Tmt Finance (holding svizzera): Attraverso questa holding con sede a Lugano, Mastrolia ha consolidato diverse iniziative imprenditoriali.

Acquisizioni di marchi storici: Nel corso degli anni ha acquisito marchi come Pezzullo (2005), Curtiriso e Corticella (2006), Buitoni (2008), Delverde (2019) e Plasmon (2025) da multinazionali come Nestlé, Kraft Heinz Company, Ebro Foods e Molinos Río de la Plata.

L’obiettivo dichiarato è stato quello di “riportare a casa” eccellenze del Made in Italy.

Acquisizione di Princes Limited (2024): Questa operazione, del valore di circa 820 milioni di euro per l’azienda inglese, ha trasformato Newlat in New Princes Group, un colosso con ricavi di 2,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di raggiungere i 5 miliardi entro il 2030.

Acquisizione di Carrefour Italia (2025): L’operazione da un miliardo di euro, annunciata a luglio 2025, mira a integrare produzione e distribuzione, valorizzando i prodotti italiani e puntando a un modello ispirato a Luxottica.

Le strategie vincenti di Angelo Mastrolia

Mastrolia ha dimostrato una visione strategica orientata alla crescita tramite acquisizioni, puntando a creare un polo di aggregazione nel settore agro-alimentare e a espandersi a livello internazionale. Ciò sottolinea l’importanza della solidità finanziaria e della trasparenza data dalla quotazione in borsa.

Angelo Mastrolia ha costruito il suo successo e quello del gruppo NewPrinces attraverso una serie di azioni strategiche mirate e una chiara visione imprenditoriale. Ecco come ha operato per raggiungere tali risultati:

Implementazione di una strategia di acquisizioni costante e mirata: Ha sistematicamente perseguito una politica di crescita per linee esterne, integrando nel gruppo aziende e marchi strategici.

La recente acquisizione di Carrefour Italia e quella di Plasmon da Kraft Heinz sono esempi lampanti di questa strategia. Dal 2004, la attuale NewPrinces ha completato circa 20 operazioni di M&A, dimostrando una capacità continua di identificare e integrare nuove attività.

Costruzione di un modello di business integrato (verticalizzazione): Mastrolia ha promosso una forte integrazione tra la produzione e la distribuzione nel settore alimentare, ispirandosi appunto a modelli di successo come Luxottica. Questa verticalizzazione consente a NewPrinces di controllare l’intera catena del valore, migliorando l’efficienza logistica, riducendo i costi operativi e stabilendo un contatto più diretto con il consumatore finale.

Fissazione di obiettivi di crescita ambiziosi ma realistici: Ha saputo proiettare il gruppo verso traguardi significativi, come l’obiettivo di superare i 7 miliardi di euro di fatturato entro il 2026. Questi obiettivi non sono solo numeri, ma fungono da guida per le strategie di espansione e per l’ottimizzazione delle operazioni.

Gestione finanziaria prudente e strategica: Nonostante la portata delle acquisizioni, Mastrolia ha dimostrato una capacità di gestire le finanze del gruppo in modo da migliorare la posizione debitoria e generare valore, prevedendo un impatto positivo sulla posizione finanziaria netta e un aumento dell’ebitda.

Rilancio e valorizzazione dei marchi acquisiti: Nel caso di Carrefour Italia, ha delineato un piano di investimenti significativo per rinnovare i punti vendita e ha espresso l’intenzione di rilanciare il marchio GS, focalizzandosi sulla valorizzazione dei prodotti locali e regionali. Questo approccio dimostra la volontà non solo di acquisire, ma anche di innovare e adattare i modelli di business delle entità acquisite alle specificità del mercato italiano.

Visione a lungo termine e diversificazione: L’espansione del gruppo non si limita al solo settore alimentare, ma si estende a settori complementari come il packaging e la logistica.

Questa diversificazione strategica mira a creare un “grande conglomerato” che possa beneficiare di sinergie e offrire una maggiore resilienza e opportunità di crescita.

In sintesi: Angelo Mastrolia ha avuto successo grazie alla sua leadership che combina una strategia di crescita aggressiva tramite acquisizioni, una visione integrata della filiera, una gestione finanziaria oculata e la capacità di innovare e valorizzare le operazioni, proiettando il gruppo verso un futuro da protagonista in diversi settori.

Ultima domanda, ma questa volta di MFGpt: Desideri approfondire le implicazioni di queste strategie per gli investitori o per il mercato in generale?

Ho risposto di no, perché mi pare che le informazioni ricevute e la contemporanea analisi siano più che soddisfacenti».

MFGpt: l’informazione a portata di click

Da metà settembre chiunque lo desideri per lavoro, investimento, per pura informazione, potrà abbonarsi a MFGpt e quindi attingere a 40 anni di informazione e analisi di tutti i media di Class Editori, aggiornati minuti per minuto e sulla chat in maniera multimediale non solo con i testi del tipo che avete letto ma anche con immagini, filmati televisivi, grafici, dall’economia e finanza, al lifestyle, al fashion, all’istruzione e formazione con Campus, con le pubblicità più consone al tema e all’analisi di interesse di quel momento.

Alla ripresa, quindi, tutti potranno abbonarsi, ma se chi legge volesse collaborare all’allenamento, come si dice in gergo, di MFGpt, potrà farlo inquadrando il Qr code riprodotto all’interno nelle pagine di pubblicità di MFGpt che seguono. (riproduzione riservata)