Cellnex e Inwit, sconto eccessivo in borsa: Barclays promuove le due torri tlc
Cellnex e Inwit, sconto eccessivo in borsa: Barclays promuove le due torri tlc
Tra consolidamento, capex e svolte positive, ecco perché Cellnex e Inwit sono due occasioni di investimento interessanti

di Alberto Mapelli 24/08/2026 10:30

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Le torri tlc europee, Cellnex e Inwit, trattano a uno sconto eccessivo e perciò potrebbero diventare delle occasioni secondo Barclays, soprattutto se alcuni fattori di pressione si allentassero.

Per questo gli analisti hanno optato per un rialzo del target price su Cellnex da 33 a 38 euro per azione con valutazione overweight, mentre quello di Inwit resta invariato a 8,6 euro (oltre il 40% superiore rispetto ai corsi attuali di borsa) ma con un cambio di raccomandazione a overweight.

I fattori di pressione

L’analisi di Barclays parte dal calo del total shareholder return di Cellnex e Inwit rispettivamente del 12% e del 28% negli ultimi 18 mesi, superiore rispetto all’aumento del 32% del settore Telco e della fase di stabilità delle TowerCo statunitensi (tra 0% e -10%). A contribuire a questa riduzione sopra la media sono stati una serie di fattori di pressione concomitanti.

Il primo è che, rispetto alle aspettative di una densificazione delle torri per favorire lo sviluppo del 5G, gli operatori telco hanno ridotto i capex per le connessioni wireless. A questo si è affiancato il processo di consolidamento da quattro a tre operatori che si potrebbe verificare in Europa, con la Francia come primo esperimento, e che porterebbe a significative sinergie sui costi di rete.

Inoltre non vanno dimenticate le tensioni sui master service agreement che stanno attraversando Spagna (con il caso Vantage Towers) e soprattutto Italia, dove Inwit ha ingaggiato contenziosi con entrambi gli anchor tenant (Fastweb+Vodafone e Tim) sulla chiusura anticipata dei contratti. Sullo sfondo resta inoltre la possibile alternativa di una connessione via satellite sempre più diffusa.

Il risultato è che sui mercati i titoli hanno finito per pagare, con Cellnex e Inwit che, stando alle stime per il 2027 di Barclays, trattano rispettivamente a «sole» 13,7 e 11,6 volte l’ebitda after lease. Secondo gli analisti del colosso bancario inglese, però, i rischi potrebbero essere stati sovrastimati.

Il vero impatto su Cellnex

Barclays fa l’esempio del consolidamento francese e dei conseguenti impatti per Cellnex. L’analisi ricorda come le sinergie da costi siano stimate in 2 miliardi all’anno, ma anche la narrativa «pro-investimenti» che Orange, Iliad e Bouygues stanno portando avanti per avere l’approvazione dell’operazione. 

I costi delle torri, che ora rappresentano circa il 9% dell’opex in Francia (fisso+mobile) potrebbe riavvicinarsi alla media europea del 6%, ma questo significherebbe, secondo le stime di Cellnex, metterebbe a rischio solo 500-1.000 torri, con un impatto quindi trascurabile.

Anche ipotizzando una situazione simile in caso di consolidamento anche in Italia, nel peggior scenario possibile, secondo le stime di Barclays, l’impatto potrebbe essere negativo per 200 milioni di ebitda after lease complessivi, pari al 6% dell’ebitda after lease di Cellnex stimato per il 2027. Sul fronte delle disdette dei msa, invece, per Barclays i rischi sono contenuti.

Una svolta positiva?

Barclays mette poi in evidenza come si stiano iniziano a vedere alcuni segnali positivi, seppur ancora nelle fasi iniziali. In primis il fatto che i dialoghi sugli msa in Spagna e Italia potrebbero arrivare a una conclusione nei prossimi mesi. In Italia, va ricordato, Inwit ha visto respinto il cautelare sia su Tim sia su Fastweb+Vodafone, ma ha presentato ricorso e non è da escludere che si possa arrivare a un accordo.

Inoltre, sia in Francia sia in Italia si stanno proponendo estensioni delle licenze delle frequenze con minori costi in cambio di maggiori investimenti, che dovrebbero «sostenere un livello di capex mobile più elevato, anziché più basso» e perciò portare a «un’eventuale accelerazione della densificazione delle reti».

Infine, per Barclays Cellnex potrebbe accelerare la remunerazione degli azionisti, rinviando alcuni progetti discrezionali, e arrivare a distribuire 2 miliardi all'anno tra dividendi e buyback tra il 2027 e il 2030. Inwit, invece, sta già scontando una riduzione superiore al 20% del core msa, scenario che Barclays «giudica eccessivo». (riproduzione riservata)