Cassa Depositi e Prestiti scende in campo sulla casa
Cassa Depositi e Prestiti scende in campo sulla casa
Cdp Real Asset sgr con Invimit prepara un fondo da 100 milioni per i lavoratori del settore sanitario per offrire 200 alloggi a canone calmierato tra Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. Gestione affidata a Investire sgr

di di Anna Messia 01/04/2026 12:25

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Il gruppo Cassa Depositi e Prestiti si prepara a scendere in campo per dare un contributo all’emergenza abitativa italiana guardando in particolare a chi deve cambiare città per esigenze lavorative. Tecnicamente si chiama «service housing» e si rivolge a chi si trova a pagare un affitto troppo alto rispetto allo stipendio in una città che non è la sua, al punto da ostacolarne spesso il trasferimento e quindi l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Dipendenti per i quali la casa non è un bene di investimento, bensì come un servizio di cui usufruire, magari in un’ottica di breve periodo.

L’iniziativa di Cdp Real Asset sgr (partecipata anche da Acri e Abi) punta quindi a contenere i costi degli affitti partendo da una categoria di lavoratori ben definita e viaggia parallelamente al Piano Casa cui sta lavorando il governo.

Un nuovo fondo da 100 milioni per l'emergenza abitativa

Pronto al decollo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, c’è un fondo di nuova costituzione che complessivamente vale circa 100 milioni di euro e che vede coinvolti anche Invimit, la società di gestione del risparmio controllata da ministero dell’Economia e delle Finanze, e Investire sgr, chiamata in campo come gestore.

Lo schema è lineare: Invimit mette a disposizione gli immobili (in questa fase sarebbero circa 200 alloggi) che vengono conferiti nel fondo di cui la sgr del Tesoro diventa quotista assieme a Cdp Real Asset, la società di gestione del risparmio guidata da Antonino Turicchi che avrebbe una quota fino al 50%. A ciò si aggiunge un accordo con una o più associazioni dei lavoratori cui quel fondo si rivolge e i quali occuperebbero gli immobili. Nel caso in esame sarebbero i dipendenti del settore sanitario (infermieri e non solo) che potrebbero così avere a disposizione abitazioni a un prezzo di affitto calmierato partendo da tre regioni: Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna.

L'estensione del modello e l'accordo con Confindustria

Il modello potrebbe presto essere replicato per altre categorie di lavoratori pubblici essenziali (dalla scuola alle forze dell’ordine) e guardare anche al settore privato. In questo modo verrebbe data attuazione all’accordo firmato lo scorso settembre tra Cassa Depositi e Prestiti e Confindustria. Il protocollo d’intesa siglato tra le due istituzioni ha previsto specifiche aree d’intervento per «sostenere le priorità strategiche del Paese, come lo sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, il supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione», ma anche l'offerta di «soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa».
Il dialogo sarebbe in una fare avanzata, per esempio, con Confindustria Bergamo, che potrebbe quindi raccogliere le esigente abitative dei lavoratori delle imprese aderenti consentendo a Cdp Real Asset di costruire nuovi fondi che puntino a dare risposta a queste richieste. (riproduzione riservata)