Caso Sigonella, la premier Meloni rompe il silenzio: i rapporti con gli Usa sono solidi
Caso Sigonella, la premier Meloni rompe il silenzio: i rapporti con gli Usa sono solidi
Il ministro della Difesa Crosetto nega l’autorizzazione per l’atterraggio di una bombardiere Usa nella base di Sigonella. L’ok doveva arrivare dal Parlamento. La nota di Palazzo Chigi 

di Anna Di Rocco 31/03/2026 13:50

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La linea dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni «è chiara». L’Italia, in particolare, «agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal governo alle Camere». E, operando nel solco dei trattati, «non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti, in particolare, sono solidi e improntati a una piena e leale collaborazione».

Con una nota di Palazzo Chigi, diffusa dopo ore di silenzio, il governo prova a chiudere un caso che, sebbene rimasto finora lontano dai riflettori, tocca uno dei nervi più sensibili della politica estera italiana: l’uso delle basi militari sul territorio nazionale da parte degli alleati. Qualche sera , infatti, l’Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Naval Air Station Sigonella, uno degli snodi strategici del dispositivo americano nel Mediterraneo.

Crosetto: nulla è cambiato, basi restano attive

La richiesta sarebbe stata esaminata ai massimi livelli della catena militare. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, a informare il ministro della Difesa Guido Crosetto, aprendo un passaggio decisionale inevitabilmente delicato per gli equilibri tra Roma e Washington.

Da qui la scelta di attenersi alla linea già dettata all’indomani del conflitto in Iran, per mano degli Stati Uniti e di Israele: ogni richiesta «viene esaminata con attenzione, caso per caso», ribadisce Palazzo Chigi, senza deviazioni rispetto all’indirizzo già condiviso con il Parlamento. Un modo per rivendicare autonomia decisionale senza incrinare l’architettura dell’alleanza.

Scelta chiarita anche dal titolare di Palazzo Baracchini che, su X, ha scritto: «Voglio ribadire che non c’è raffreddamento o tensione con gli Usa, perché conoscono le regole che disciplinano dal 1954 la loro presenza in Italia bene come le conosciamo noi».

Le reazioni politiche 

La notizia del no dell’esecutivo ha provocato immediate reazioni politiche. La decisione del ministro Crosetto «è un fatto rilevante e corretto» ma, secondo Anthony Barbagallo, deputato Pd, «resta un quadro estremamente opaco e preoccupante», ragion per cui è «necessario e urgente che il governo riferisca in Parlamento». Di «atto dovuto imposto dalla nostra Costituzione» parla invece Giuseppe Conte, leader M5S. E incalza: «Ora il governo faccia un passo in più: neghi anche il supporto logistico offerto dalle nostre basi».

Il leader di Avs, Angelo Bonelli, ha così commentato: «Prendere una posizione chiara e netta, e segnare una distanza dalle politiche di questo bullo del pianeta, come Donald Trump, pensa di governare il mondo attraverso la supremazia militare». Per Carlo Calenda «Meloni ha pagato la vicinanza assurda a Trump e spero» che l’esito del referendum «imprima una svolta» per la «costruzione di un’Europa sempre più forte». (riproduzione riservata) 

Articolo in aggiornamento