Deutsche Bank chiude con una transazione la causa contro uno degli ex imputati del caso Mps per la cosiddetta «operazione Santorini», che dopo le assoluzioni in secondo grado e in cassazione con formula piena hanno citato la loro ex banca per danni. L’istituto tedesco in particolare ha raggiunto un accordo con Michele Foresti, ai tempi dell’avvio dell’inchiesta su Montepaschi nel 2013 tra i maggiori banchieri del gruppo di Francoforte nel trading di rates.
La stessa Deutsche Bank, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt, ha comunicato attraverso un portavoce che l’accordo è stato raggiunto, senza rivelare i termini della transazione né l’importo versato a Foresti, perchè coperti da vincolo di riservatezza.
Foresti, insieme con gli altri top banker ex imputati Michele Faissola, Ivor Scott Dunbar, Matteo Angelo Vaghi e Marco Veroni, aveva promosso una causa per danni a Londra contro Deutsche Bank lo scorso autunno, accusando la banca – sulla base di quanto emerso nella sentenza della corte d’appello di Milano – di aver sostanzialmente fornito agli inquirenti documenti manipolati relativi all’audit su Santorini e su altre decine di operazioni simili, o comunque con interpretazioni poi superate che erano state alla base dell’inchiesta a loro carico e poi della condanna in primo grado, puntando il dito contro l’attuale ceo Christian Sewing, allora a capo dell’audit.
Il sesto ex imputato, Dario Schiraldi, ha invece mosso causa in Germania – come rivelato da MF-Milano Finanza – chiedendo 152 milioni di danni. Il caso di Foresti, secondo Handelsblatt - sarebbe stato diverso da quello degli altri ex dipendenti contro le cui accuse, ritenute senza fondamento, Db intende «difendersi vigorosamente». (riproduzione riservata)