Spuntano nomi di rilievo per il panorama delle startup e del venture capital italiano nel nuovo round di Casavo. Secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, a partecipare al round da 12 milioni ancora aperto della proptech fondata e guidata da Giorgio Tinacci – che questo giornale aveva rivelato il 10 gennaio – ci sono stati anche alcuni fondatori di altre realtà di successo del settore.
A partire dai quattro che più di ogni altro hanno creato una storia di successo in Italia: i fondatori di Bending Spoons. Luca Ferrari, Francesco Patarnello, Matteo Danieli e Luca Querella, tutti tramite loro veicoli personali, hanno partecipato al round rilevando piccole quote dalla proptech.
Nell’elenco soci, sempre con quote ridotte, sono presenti anche i nomi o i veicoli di altri fondatori che hanno scelto di proseguire con il sostegno a Casavo.
Si trovano, per esempio, Marco Ogliengo (founder di Jet Hr, startup creata con Francesco Scalambrino per abbattere la burocrazia legata al lavoro e alla gestione dei dipendenti che ha già raccolto 41,7 milioni), Alessandro Rivetti (ex ceo di Bakeca.it, sito italiano di annunci gratuiti online) e Marco Pescarmona (presidente di Moltiply Group, holding del gruppo di società attivo nel mercato italiano della comparazione partito da MutuiOnline e che capitalizza circa 1,5 miliardi).
Non sono i soci privati, ovviamente, ad aver garantito la maggior parte dei capitali, intorno a 10 milioni, già versati a Casavo. Il round è ancora aperto visto che circa 2 milioni dovrebbero essere versati entro fine aprile, ma per il momento i maggiori sottoscrittori sarebbero operatori di venture capital come Rsi Capital, Picus Capital, Project A e Salica Investments, tutti già presenti nel capitale di Casavo prima del round.
Confermata anche la presenza nell’azionariato dell’ex Candy Beppe Fumagalli (tramite i due veicoli Alisei Forinvestments e Buenafortuna Capital) e di Nader Sabbaghian (360 Capital).
Più incerta invece la posizione di alcuni ex grandi azionisti di Casavo pre-azzeramento del capitale. Exor (che era socio direttamente e tramite Exor Seeds con il 22% complessivo) non ha partecipato direttamente, ma stando a indiscrezioni sarebbe ancora indirettamente nel capitale tramite il veicolo Evergreen 18, tra i maggiori sottoscrittori. Assente invece Unicredit (che aveva l’11%), con cui però Casavo proseguirebbe la partnership industriale avviata a maggio 2024.
Da monitorare le scelte di altri due ex azionisti rilevanti di Casavo, che avevano scelto di astenersi sul voto che ha determinato l’azzeramento del capitale: P101 e Neva sgr. Entrambi non avrebbero partecipato al round. Contattata, Casavo non ha commentato le indiscrezioni. (riproduzione riservata)