Caro mutui in arrivo. Ecco le strategie per contenere il possibile aumento della rata mensile
Caro mutui in arrivo. Ecco le strategie per contenere il possibile aumento della rata mensile
Il recente aumento dell'Euribor anticipa possibili interventi della Bce sui tassi d'interesse. Non mancano gli strumenti offerti dalle banche per attrarre comunque i clienti 

di di Teresa Campo 21/03/2026 09:00

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Potrebbe intaccare anche il mondo dei mutui il conflitto Usa-Iran. Anzi è praticamente sicuro, probabilmente già dal prossimo mese di aprile.

Del resto gli effetti già visti sul prezzo di gas e petrolio non potranno non riflettersi sull’andamento dell’inflazione e quindi sui tassi di interesse.

Le banche centrali per ora non sono intervenute, fermo restando che, se la guerra dovesse protrarsi, un rialzo dei tassi di interesse sarà inevitabile, e infatti i tassi di mercato a brevissimo termine hanno già iniziato a salire.

Come rilevato da Facile.it, dal 27 febbraio al 16 marzo l’Euribor tre mesi è cresciuto dello 0,15%, rialzo che già da aprile potrebbe tradursi in un aumento della rata mensile di quasi 10 euro per un mutuo variabile medio (126 mila euro con scadenza 25 anni, la combinazione più richiesta dai mutuatari).

Cosa aspettarci dai mutui nei prossimi mesi

Poca cosa, si dirà, ma «l’incremento, seppur modesto, segna un cambio di rotta improvviso perché l’Euribor era fondamentalmente stabile da nove mesi», spiegano gli esperti di Facile.it.

«Inoltre l’Euribor tende ad anticipare le decisioni di politica monetaria della Bce, anche in termini quantitativi. I future sull’indice scontano già due interventi dello 0,25% da parte della banca centrale, uno prima dell’estate, l’altro entro l’anno, con un aumento della rata mensile di circa 30 euro».

Fermi invece per ora i tassi fissi: da inizio anno l’Irs a 25 anni oscilla tra il 3 e il 3,2%, in scia ai rendimenti dei titoli di stato europei e senza grosse variazioni a seguito dell’attacco all’Iran.

Insomma, il risveglio dell’Euribor è per ora l’unico campanello d’allarme sui mutui, ma del resto l’avvio del conflitto è ancora troppo recente per riflettersi su altri indicatori.

La concessione di mutui, in assestamento già dallo scorso autunno dopo il balzo in avanti della prima parte dell’anno (+23% l’erogato 2025 rispetto all’anno precedente secondo le rilevazioni di Assofin), per ora procede allo stesso passo ma senza scossoni, anche perché l’avvio del mutuo in genere segue con un paio di mesi di ritardo l’avvio della richiesta alla banca e di firma del preliminare di acquisto della casa.

Secondo le rilevazioni di Crif la domanda (riferita a richieste effettivamente presentate alla centrale rischi) ha registrato un +0,1% e +2,7% a novembre e dicembre, per calare dell’1,7% a gennaio e del 3,6% a febbraio. La fase di aggiustamento era attesa dopo l’exploit dello scorso anno dovuto alla discesa dei tassi di interesse che ha da un lato spinto gli acquisti di abitazioni (+6,5% rispetto al 2024, con 767 mila transazioni) e dall’altro incrementato il ricorso alla surroga per chi il mutuo l’aveva già (+28,7%).

I dati medi peraltro rispecchiano solo in parte il trend di mercato visto che alcune banche sono riuscite a beneficiare dell’aumento delle transazioni e delle surroghe più di altre, con aumenti dell’erogato da capogiro, aumento che si è attestato intorno all’80% per Mps e senza contare il futuro consolidamento di Mediobanca Premier, oltre il 55% per Ing, e intorno al 40% per Bpm e Unicredit. E adesso?

Le strategie sono molteplici, fermo restando che tutti gli istituti di credito giudicano irripetibili i risultati del 2025 in termini di erogato e che sui mutui la parte del leone continueranno a farla quelli a tasso fisso, anzi la quota di nuovi mutui a tasso variabile appare destinata a contrarsi rispetto all’attuale 9% del totale. Azzerate le surroghe.

In generale comunque la competizione tra banche più che sulla guerra al tasso di interesse più basso sarà improntata su flessibilità, attenzione alle esigenze della clientela e servizi, anche perché dopo oltre un anno di discesa, i tassi di mercato attuali sono abbastanza contenuti: come mostrano le tabelle, il miglior tasso variabile (Tan, tasso annuo nominale che non include cioè le spese accessorie) disponibile online è del 2,34%, e in generale tra il 2,40 e il 2,70%.

I migliori tassi fissi, invece, partono da un minimo del 3,15% per arrivare al 3,30-3,35%.

Gli strumenti di Banco Bpm

Come spiega Matteo Faissola, responsabile commerciale Banco Bpm, 7,3% di quota di marcato, «oggi i tassi di interesse sono bassi e la competizione si gioca sugli spread in alcuni casi addirittura negativi. Del resto i mutui sono il canale principale per agganciare nuovi clienti. Nel nostro caso inoltre possiamo puntare su spread molto contenuti grazie a una buona qualità generale del nostro credito che presenta cioè un rischio piuttosto basso. In generale offriamo condizioni competitive su tutti i canali di distribuzione dei mutui, ovvero online, in filiale e attraverso la nostra rete di mediatori creditizi, che seguono tutta la pratica del cliente in tempi molto brevi, dalla prima richiesta di informazioni all’erogazione finale del mutuo. Offriamo anche una sorta di predelibera a chi chiede il mutuo così che possa sapere a priori di quale cifra può effetivamente disporre nella ricerca della casa da acquistare».

La strategia di Ing

Su tempi brevi e filiali fisiche punta anche Ing Italia (quota di mercato 7,9%), che ha abbandonato la strategia del tutto online e aperto una rete di 28 filiali e 330 consulenti.

«Il ritorno in filiale è giustificato dalla constatazione che per le operazioni importanti i clienti preferiscono trattare direttamente con una persona fisica», spiega Domenico Colonna, responsabile mutui Ing Italia.

«Ciò non comporta però tempi più lunghi e maggiore burocrazia rispetto all’iter interamente online, anche perché le procedure sono tutte digitalizzate così da fornire una prima valutazione in pochi secondi. Il consulente inoltre all’occorrenza può visitare il cliente direttamente a casa. La contrazione massima dei tempi resta comunque il nostro primo obiettivo: a oggi riusciamo a fornire una pre delibera del mutuo in 7 giorni, e puntiamo a scendere a 5 giorni. La pre delibera vale per 6 mesi. I tempi di erogazione si aggirano invece intorno ai 60 giorni, dal primo contatto con la banca all’erogazione effettiva. Quanto alle strategie prodotto, puntiamo anche su mutui ad alto Ltv, fino al 95%, e oggi oltre il 13% dell’erogato della banca è costituito da mutui con Ltv oltre l’80%. Grande anche l’attenzione verso i giovani under 36 anni, che oggi rappresentano il 40% della clientela. Grazie a questa strategia articolata nei prossimi anni puntiamo a incrementare la quota di mercato di Ing Italia al 10%, anche a fronte di un mercato in rallentamento».

Le opzioni di Intesa Sanpaolo

Flessibilità, giovani e prodotti green sono invece gli ingredienti della ricetta di Intesa Sanpalo, 30% di quota di mercato, principale player del settore. «La fase di incertezza avviata dal conflitto Usa-Iran potrebbe avere ripercussioni anche sul mondo del credito», spiega David Scala, responsabile Mutui Banca dei Territori Intesa Sanpaolo.

«Per questa ragione offriamo l’opzione XME Mutuo attraverso la quale è possibile, e senza costi aggiuntivi, modificare la durata del mutuo e sospendere per 6 mesi il pagamento della rata fino a un massimo di tre volte. Quanto ai prodotti, le offerte più vantaggiose riguardano i mutui green, con riduzione del tasso fino allo 0,5%, estendendoli anche a immobili di classe energetica C, D, ed E e non limitandoli solo a quelli in classe a A e B, che rappresentano una quota esigua dei nuovi mutui. Per i giovani ci impegniamo a facilitare l’acquisto della casa con soluzioni accessibili anche a chi ha contratti di lavoro precari, offrendo mutui con durata fino a 40 anni e finanziando il 100% del valore dell’immobile». (riproduzione riservata)