Caro gasolio, l’Italia si ferma per la protesta dei camionisti: pronto un miliardo dal governo
Caro gasolio, l’Italia si ferma per la protesta dei camionisti: pronto un miliardo dal governo
I fondi saranno sbloccati con il prossimo Cdm previsto per giovedì 22. Intanto il conto dello stop dell’autotrasporto si estende dai supermercati fino agli aeroporti. E l’esecutivo parla di casi di infiltrazioni criminali

di di Anna Di Rocco 21/10/2026 21:00

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Il governo mette sul tavolo oltre un miliardo di euro per fermare la protesta degli autotrasportatori. Ma al Sud, dove i camion sono fermi da giorni, i soldi promessi non bastano ancora a rimettere in moto le merci. E il conto dei blocchi si estende: dai supermercati agli aeroporti, fino ai ristoranti, con cinquanta locali di catena già costretti a chiudere secondo le prime stime di Aigrim-Fipe.

Dopo il confronto di lunedì 20 con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, l’esecutivo sta provando a disinnescare la protesta con nuove risorse e un’accelerazione dei pagamenti. Il pacchetto comprende 434,8 milioni di euro già stanziati per compensare i maggiori costi del gasolio, circa 590 milioni per il rinnovo dei mezzi e 102,5 milioni aggiuntivi, oltre ai 20 già preventivati dallo stesso decreto.

Per il rinnovo del parco veicoli, ha spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il decreto attuativo «è in fase di perfezionamento con il ministero dell’Economia». Decreto legge che approderà proprio giovedì 22 sul tavolo del Consiglio dei ministri. Fonti di Palazzo Chigi confermano che i ministri saranno convocati oggi per approvare un decreto contenente misure a sostegno dell’autotrasporto e stanziare ulteriori risorse per il comparto agricolo.

Nel Mezzogiorno situazione critica, Urso non esclude «altre misure»

Sempre martedì, il governo incontrerà nuovamente le associazioni per verificare lo stato di avanzamento dei pagamenti e fare il punto sulla situazione: il ministro Urso, parlando in Aula, non ha escluso che si potrebbe procedere «con altre tipologie di misure» contro il caro-carburanti, qualora «perdurassero le condizioni di guerra». Resta però da ricucire la frattura tre le associazioni nazionali, favorevoli a riprendere il confronto, e i gruppi di protesta che continuano a presidiare strade e snodi logistici.

«La situazione nelle città del Mezzogiorno resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore», hanno dichiarato ieri in una nota congiunta i sindaci di Napoli e Bari, Gaetano Manfredi e Vito Leccese. Tra scaffali vuoti, prodotti freschi introvabili, distributori di carburante a secco e consegne sempre più difficili, le conseguenze della mobilitazione cominciano a farsi sentire anche nel resto del Paese, soprattutto nel Lazio e in Lombardia, dove arrivano con maggiore difficoltà i prodotti ortofrutticoli provenienti dal Sud.

L’emergenza si estende ai carburanti per gli aerei

Le undici sigle di categoria hanno chiesto al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di rimuovere i blocchi, giudicando ormai ingiustificabile paralizzare il Paese dopo la riapertura del dialogo. Il viceministro Edoardo Rixi ha evocato possibili infiltrazioni di bande organizzare, citando camion con le gomme tagliate per impedire ai conducenti di ripartire, e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha confermato che «ci sono dei casi evidenti di infiltrazioni criminali». Mentre il Viminale ha confermato che si sta procedendo all’identificazione anche ai fini di rimuovere i presidi.

Intanto, il fermo rischia di trasformarsi in un’emergenza per l’intero Paese. Aigrim-Fipe ha segnalato difficoltà soprattutto in Sicilia, Basilicata, Calabria e Campania dove mancano prodotti freschi e surgelati e diverse centinaia di ristoranti risultano chiusi o in forte sofferenza. A Crotone e Reggio Calabria gli aeroporti sono rimasti senza carburanti per gli aerei, con Wizz Air che conferma «di essere interessata, al pari di altre compagnie aeree, dalle interruzioni nelle forniture di carburante agli aeroporti causate dalle proteste e dai blocchi stradali in Italia». (riproduzione riservata)