La Q8 asseconda, di nuovo, le richieste del governo italiano e «in considerazione dell'attuale situazione di emergenza nazionale, Q8 Italia introduce una riduzione del 20% sul prezzo, al netto dell'Iva, di gasolio e benzina destinati agli operatori dei settori agricolo e della pesca, applicabile ai propri clienti diretti fino al 31 dicembre 2026».
Lo si legge in una nota ad hoc della società che «in una fase di mercato particolarmente complessa ha scelto di offrire un sostegno concreto ad agricoltura e pesca, intervenendo sui costi energetici di due comparti all'origine della filiera food, essenziali per garantirne la continuità degli approvvigionamenti e contenere l'impatto sulle famiglie».
La decisione, viene ricordato, «si aggiunge alle misure già adottate per gli automobilisti da Q8 con il price cap su benzina e gasolio, confermato fino alla fine dell'anno, e rafforza l'impegno dell'azienda a rispondere concretamente alle esigenze rappresentate dal governo, sostenendo contestualmente filiere critiche per il Paese ed i consumatori con un approccio responsabile e attento alle condizioni di mercato. Q8 Italia si riserva di definire le modalità applicative della misura, tenendo conto dell'evoluzione del mercato e delle condizioni di approvvigionamento».
A proposito del price cap sui carburanti, introdotto dalle compagnie petrolifere dal 28 settembre per contenere i prezzi alla pompa, sta «producendo pesanti effetti distorsivi sulla concorrenza, penalizzando la distribuzione indipendente e le imprese di autotrasporto». Questo perché la riduzione dei prezzi riguarda prevalentemente le reti delle compagnie petrolifere, senza estendersi uniformemente alle forniture all'ingrosso destinate agli operatori indipendenti e ai grandi consumatori professionali. Lo affermano in una nota Confcommercio e le Associazione aderenti dei trasporti e logistica, della filiera della distribuzione carburanti e del comparto automotive (Anbti, Assocostieri, Assopetroli, Confcommercio Mobilità, Conftrasporto, Federauto, Figisc).
Secondo le rilevazioni di Assocostieri, dal 28 settembre le vendite degli impianti indipendenti sono diminuite mediamente del 29%, con perdite stimate in circa 2.700 euro al mese per impianto, cui si aggiunge una svalutazione delle scorte quantificata in circa 281mila euro. Una situazione che, se protratta, rischia di compromettere la sopravvivenza di numerose imprese: oltre il 40% delle più di 20mila pompe self presenti in Italia fa capo a operatori indipendenti, con circa 30mila posti di lavoro a rischio. (riproduzione riservata)