Dopo settimane di attesa, il governo rompe il silenzio sulla crisi dei prezzi alla pompa. La convocazione d’urgenza ai ministri è arrivata nel primo pomeriggio di mercoledì 18 – a tre giorni di distanza dal referendum sulla giustizia – e ha portato con sé una volontà ben precisa: rispondere al disagio dei consumatori e disinnescare le tensioni legate ai rincari.
Dopo un confronto operativo a Palazzo Chigi con i ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin, la premier Meloni ha delineato le prime mosse del cosiddetto scudo anti-inflazione: misure mirate per contenere i rincari legati all’escalation del conflitto in Medio Oriente.
Così, dopo il consueto passaggio istituzionale al Quirinale per la colazione con il presidente Sergio Mattarella in vista del Consiglio Europeo di giovedì 19, la premier ha dato il via libera per la convocazione del Cdm. All’ordine del giorno lo schema di decreto legge con «disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali».
Mentre Alfredo Mantovano allertava i ministri, il vicepremier Matteo Salvini prendeva posto nel Palazzo della Prefettura di Milano per il vertice con le compagnie petrolifere. Al centro del tavolo – a cui hanno partecipato Eni, Ip, Tamoil, Q8 e le compagnie di distribuzione – la ricerca di un accordo condiviso per fissare un tetto al prezzo del diesel. I desideri di Salvini, in verità, sono due: da un lato che «il diesel resti assolutamente sotto 2 euro», dall’altro che «si riapra un dialogo con la Russia, come stanno facendo gli americani».
Anche le promesse di Salvini sono state due: un contributo «anche ai concessionari autostradali» e un taglio delle accise «sperimentale», ovvero un intervento della durata di un mese che si traduca in uno sconto alla pompa immediato. Ed è proprio quella sul taglio delle accise che è andata in porto. In meno di mezz’ora il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto Carburanti che «prevede un sostanzioso taglio delle accise che si trasformerà in una riduzione del prezzo di diesel e benzina di 0,25 centesimi al litro», ha annunciato il ministro Salvini parlando a Dieci Minuti su Rete4.
«Un sostanzioso aiuto, ovviamente a tempo. Dalle prossime ore gli italiani pagheranno di meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli». La misura è, appunto, temporanea e durerà 20 giorni. «Nelle prossime settimane bisognerà verificare che cosa succede, perché domani c'è un Consiglio europeo che potrebbe fare altre scelte», ha pre-allertato Salvini.
La seconda misura, invece, è legata al trasporto e, di conseguenza, ai beni che si spostano su gomma e via mare. Il Cdm ha approvato un contributo straordinario per gli autotrasportatori erogato sotto forma di credito di imposta al 28% sul prezzo del gasolio, e uno per il settore ittico (dove il credito scende al 20%). «Non vogliamo che l’aumento del prezzo si trasferisca sui i beni di consumo», ha dichiarato la premier Meloni al Tg1, annunciando la misura anticipata dal ministro Urso nei giorni scorsi.
La terza, infine, riguarda il rafforzamento delle attività di monitoraggio e di controllo dei fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione. Il decreto introduce l’obbligo, per un periodo di tre mesi, di comunicare giornalmente i prezzi consigliati di vendita ai clienti finali, di renderli pubblici, e di trasmetterli a Mr Prezzi. In caso di mancato invio si prevede l’applicazione di una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero. (riproduzione riservata)