Caro carburanti, finiscono gli sconti: per gli automobilisti conto da 4,7 miliardi in sei mesi. Cosa farà il governo ora
Caro carburanti, finiscono gli sconti: per gli automobilisti conto da 4,7 miliardi in sei mesi. Cosa farà il governo ora
Termina lunedì 5 ottobre lo sconto sulle accise del gasolio, mentre benzina e diesel registrano forti ribassi grazie agli interventi delle compagnie. Il governo punta sulle accise mobili e lavora per prorogare i ribassi alla pompa 

di Anna Di Rocco 05/10/2026 11:40

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Scade lunedì 5 ottobre il taglio di 6,1 centesimi al litro sulle accise del diesel, introdotto dal governo per contenere l’impatto della fiammata dei carburanti. Al suo posto entra il meccanismo delle accise mobili, che però potrebbe tradursi anche in nuovi rialzi dei listini. Mentre a tutela dei consumatori restano gli sconti e i price cap introdotti dalle compagnie petrolifere su richiesta del governo Meloni. 

Benzina e diesel in calo 

Nell’ultima settimana il movimento dei prezzi è stato infatti significativo. Secondo il monitoraggio del Codacons, sulla rete ordinaria la benzina è scesa in media di 11 centesimi al litro, con un risparmio di circa 5,50 euro per un pieno. Il gasolio ha registrato un calo ancora più marcato, 13,3 centesimi al litro, pari a 6,65 euro in meno a rifornimento.

Secondo l’ultima rilevazione del Mimit, datata lunedì 5 ottobre, il prezzo medio in modalità self di 2,048 euro al litro per la benzina e 2,242 euro per il gasolio sulla rete stradale nazionale. In autostrada i prezzi erano rispettivamente di 2,062 e 2,266 euro al litro. 

La discesa è arrivata anche grazie agli interventi delle compagnie, che hanno introdotto sconti e tetti ai prezzi per attenuare l'impatto del caro petrolio. Ed è proprio su questa leva che il governo punta per evitare che la fine del taglio fiscale faccia ripartire i listini. 

Il conto per gli automobilisti è già di 4,7 miliardi

Perché, nonostante il calo degli ultimi giorni, il conto pagato dagli automobilisti resta molto pesante. Secondo Adusbef, tra marzo e agosto 2026 gli italiani hanno speso circa 30 miliardi di euro per benzina e gasolio sulla rete stradale e autostradale, contro i 25,3 miliardi dello stesso periodo del 2025.

La differenza è di 4,7 miliardi di euro. È questa, secondo l’associazione, la maggiore spesa sostenuta dagli automobilisti nei sei mesi dall’inizio della crisi legata alla guerra in Medio Oriente. Solo a luglio e agosto l’aggravio è stato di 1,75 miliardi, con una spesa complessiva per benzina e diesel salita a 10,6 miliardi.

Il dato è particolarmente significativo perché nello stesso bimestre il gettito per l’Erario è rimasto quasi stabile: 5,1 miliardi nel 2025 contro 5,2 miliardi nel 2026. A pesare è stato anche il riordino delle accise e il minore carico fiscale sul gasolio deciso dal governo.

Urso: «Prorogare gli sconti»

Ora la partita passa alle accise mobili e agli sconti delle compagnie. «Il ministro dell'Economia è al lavoro sul meccanismo delle accise mobili, nel restituire l'extragettito dell’Iva», ha confermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ospite di Rainews24. «Stiamo lavorando nel contempo affinché la scontistica significativa sui carburanti che hanno realizzato le compagnie petrolifere in Italia sia prorogata nel tempo».

Urso ha inoltre convocato per giovedì 8 ottobre tutte le raffinerie italiane. L’obiettivo è capire come aumentare la produzione nazionale, considerata dal ministro «il nodo più debole della filiera dei carburanti in Europa». Il governo vuole quindi giocare su più fronti: accise mobili, pressione sulle compagnie per mantenere gli sconti e aumento della produzione delle raffinerie. «Sappiamo che l’emergenza continuerà», ha detto Urso, indicando anche la necessità di un intervento europeo. (riproduzione riservata)