Caro carburante, scatta l’allarme voli: le compagnie preparano piani di emergenza
Caro carburante, scatta l’allarme voli: le compagnie preparano piani di emergenza
Il rischio chiusura dello Stretto di Hormuz minaccia le scorte di cherosene in Europa, con il costo del carburante che resta sopra i 1.500 dollari a tonnellata. Allo studio tagli ai collegamenti e riduzioni delle frequenze per proteggere gli hub

di Anna Di Rocco 06/05/2026 10:04

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Un piano di emergenza per affrontare una possibile carenza di cherosene negli aeroporti europei. È quanto stanno preparando le compagnie aeree che, come riporta Il Corriere della Sera, avrebbero già pronte delle bozze che prevedono una riduzione dei voli e cancellazioni mirate dei collegamenti, con particolare attenzione alle isole. 

L’amministratore delegato di Ryanair ha detto al Corriere di temere un problema «serio per il settore» a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz.  Michael O’Leary – alla guida della compagna che trasporta il maggior numero di passeggeri in Europa con oltre 3 mila voli al giorno –  ha spostato il possibile momento di emergenza del carburante ai primi giorni di giugno, senza però spingersi oltre. Attualmente i patron delle compagnie non vogliono confermare l’esistenza di piani per affrontare la carenza di jet fuel per non spaventare i passeggeri.  

La strategia delle compagnie aeree e le rassicurazioni dell’Ue

Con il prezzo del jet fuel ancora oltre i 1.500 dollari a tonnellata (era meno di 800 a fine febbraio) e i flussi dal Golfo Persico di fatto azzerati da settimane, le compagnie europee devono fare i conti con gli scenari peggiori. E la priorità, condivisa tra i vettori, c’è la protezione degli hub principali che sostengono il modello di business.

Ridurre le frequenze – e passare per esempio da tre voli al giorno a uno su una determinata tratta — può funzionare sulla carta. Ryanair sta pensando, per esempio, di togliere i voli a metà giornata e ridurre i collegamenti nei giorni con meno traffico, come per esempio martedì, mercoledì o sabato. Ma, avvertono gli addetti ai lavori, per le low cost potrebbe essere problematico: con tassi di riempimento record (94-95%), diventerebbe difficile ricollocare i passeggeri dei voli cancellati.

Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo ai Trasporti, ha dichiarato che «al momento non ci sono prove di una carenza di approvvigionamento di carburante per aerei». Tuttavia, ha aggiunto che «la situazione è piuttosto critica e dobbiamo essere pronti — e lo siamo — a tutti gli scenari», durante un’audizione presso la commissione Trasporti del Parlamento europeo. «La situazione rimane instabile e incerta e la collaborazione tra gli Stati membri è fondamentale», ha sottolineato. (riproduzione riservata)