Code infinite davanti al distributore, nella speranza di trovare ancora benzina alla pompa. Questa la situazione che si vive in alcune stazioni di rifornimento francesi. Una crisi che da Hormuz e Bab el mandeb, passando per i danni all’oleodotto saudita, arriva fino al serbatoio delle automobili degli europei.
Secondo l'emittente francese TF1, che cita dati ufficiali pubblicati dal ministero dell'Economia francese, il 20 settembre, circa il 15% delle circa 10 mila stazioni di servizio in Francia ha esaurito le scorte di benzina o gasolio. In alcuni casi entrambi i carburanti sono introvabili.
Come insegna una basilare legge dell’economia, un calo dell'offerta unito a un aumento della domanda provocano un forte aumento del prezzo del bene. Ed è proprio quello che sta avvenendo in Francia. Secondo una media calcolata dall’agenzia Afp sulla base dei prezzi esposti il 20 settembre in oltre 8.700 stazioni di servizio sul sito del ministero dell'Economia, il litro di gasolio ha raggiunto i 2,4097 euro, superando il precedente record registrato il giorno prima. Quanto alla benzina, il prezzo medio si è attestato oltre i 2,17 euro al litro, ben al di sopra del picco toccato nel 2022.
Sta avvenendo quanto anticipato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia (Aie) a inizio settembre nel suo report mensile: «Si prevede che la produzione globale diminuirà di 2,6 milioni di barili al giorno, attestandosi a 81,5 milioni di barili al giorno nel 2026». L’Aie ha calcolato che con le riserve in diminuzione e il sistema di raffinazione globale al limite, la necessità di progressi nella risoluzione del conflitto in Medio Oriente e in Ucraina «è più impellente che mai per evitare un'ulteriore contrazione del mercato e un crollo della domanda».
Secondo quanto riportato da Politico, il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto alla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen di allentare le norme comunitarie sulla composizione dei carburanti. Questo il tentativo dell’Eliseo di tenere sotto controllo l'impennata dei prezzi dell'energia.
Inoltre, il presidente francese ha chiesto a Bruxelles di rinviare di un anno le nuove norme europee che imporrebbero sanzioni alle compagnie petrolifere e del gas che non comunicano le proprie emissioni di metano.
Nonostante le richieste a von der Leyen, il governo francese invita a non confondere il prezzo dei carburanti con una penuria nazionale. Circa nove stazioni in difficoltà su dieci appartengono alla rete TotalEnergies, dove il prezzo è stato bloccato a 1,99 euro per la benzina e 2,25 euro per il diesel. E di conseguenza sono state prese d’assalto dagli automobilisti. (riproduzione riservata)