Prima di Parigi, nella storia di Carlo Comporti c’è piazza del Campo. E prima dei tavoli della vigilanza europea c’è la Giraffa, la contrada alla quale è legata la sua famiglia. Il nonno Domenico ne è stato il capitano vittorioso nel Palio del 2 luglio 1936, quello passato alla storia come il Palio dell’Impero. Il fantino Bovino, sul cavallo Ruello, portò alla contrada la vittoria che le valse il titolo di Imperiale. Novant’anni dopo il cognome Comporti è arrivato al vertice dell’Esma, l’autorità europea dei mercati finanziari. Dal 1° novembre Carlo ne sarà il presidente: un incarico che lo riporterà nella città dove ha contribuito a costruire la vigilanza europea.
Il filo fra Siena e Parigi attraversa una famiglia nella quale il diritto ha avuto un posto importante. Il padre Marco, scomparso nel 2020, ha insegnato Istituzioni di diritto privato nell’ateneo senese dal 1969 al 2008, ha esercitato la professione di avvocato e ha portato la propria competenza in alcune delle questioni più sentite dalle contrade. Ha assistito alcune donne dell’Oca nella battaglia per il diritto di voto e ha seguito per la Tartuca la controversia sui confini con la Chiocciola. Marco Comporti ha frequentato anche il mondo delle banche: ha fatto parte dei cda di Banca Toscana, Mediocredito Toscano e Istituto nazionale di credito agrario. È stato vicepresidente dell’Accademia Chigiana e nel 2005 ha ricevuto il Mangia d’Oro, il più alto riconoscimento per i senesi.
Carlo, classe 1966, ha frequentato il liceo classico Enea Silvio Piccolomini e poi ha scelto Scienze economiche e bancarie. Si è laureato a Siena nel 1991 con 110 e lode, lavorando a una tesi sulle autorizzazioni delle banche e degli intermediari finanziari. Nel 1995 ha conseguito il dottorato in Diritto della banca e del mercato finanziario.
Da Siena il suo orizzonte si è progressivamente allargato. Fra il 1994 e il 1997 ha lavorato in Consob, nella Divisione intermediari a Milano e nell’Ufficio relazioni internazionali a Roma. Poi sono arrivati Francoforte, con il distacco alla Banca centrale europea nel 2001, e Bruxelles, alla direzione generale Mercato interno della Commissione europea nel 2002. Ha mantenuto anche un legame con l’ateneo senese, dove dal 1999 al 2007 ha insegnato come docente a contratto il corso annuale di diritto commerciale alla facoltà di Economia.
Parigi è diventata una tappa centrale dal 2003, quando ha iniziato a lavorare nel Cesr, il comitato dei regolatori europei dei mercati mobiliari. Ne è stato vicesegretario generale e, dal 2008, segretario generale. La crisi finanziaria ha messo alla prova il coordinamento fra autorità nazionali e ha accelerato la revisione dell’architettura europea della vigilanza. Comporti ha partecipato al passaggio dal Cesr all’Esma nel 2010-2011. Nell’autorità appena nata ha ricoperto gli incarichi di segretario generale facente funzione e consigliere del presidente. Quindici anni prima di esserne scelto come vertice, ha dunque contribuito al suo avvio. Il percorso ha poi preso la strada della consulenza.
Dal 2011 al 2022 ha lavorato in Promontory, la società poi entrata in Ibm, con responsabilità ai vertici delle attività italiane ed europee e un’esperienza alla guida di quelle francesi. Ha osservato così la regolazione anche dal lato delle organizzazioni che devono applicarla: trasformare norme in procedure, organizzare controlli, affrontare richieste di autorità diverse.
Il ritorno in Consob è arrivato il 7 febbraio 2022, dopo la nomina con decreto del presidente della Repubblica del 25 gennaio. Il governo guidato da Mario Draghi ha avviato la procedura per sostituire Carmine Di Noia, passato all’Ocse. Da commissario, Comporti ha ritrovato anche i tavoli europei: è entrato nel Board of Supervisors dell’Esma e nel dicembre 2024 è stato eletto nel management board. Ha presieduto il comitato permanente sulla finanza digitale e, nel board della Iosco, l’organizzazione internazionale delle autorità dei mercati, il comitato audit e finanza. La nomina alla presidenza dell’Esma è diventata definitiva il 9 ottobre. Gli ambasciatori dei Paesi membri hanno concordato la designazione a luglio; il Parlamento europeo l’ha approvata il 15 settembre e poi il Consiglio dell’Ue ha completato l’iter.
Comporti prende il posto della tedesca Verena Ross con un mandato di cinque anni, rinnovabile una volta. Lo attende il cantiere della «super Esma», destinato a ridisegnare i rapporti fra Parigi e i supervisori nazionali. Il progetto punta ad affidare all’autorità europea la vigilanza diretta sulle maggiori infrastrutture transfrontaliere: sedi di negoziazione, controparti centrali, che gestiscono il rischio fra compratori e venditori, e depositari centrali, essenziali per registrare i titoli e regolare le operazioni. Il perimetro comprenderebbe anche i fornitori di servizi sulle cripto.
L’obiettivo è ridurre differenze nelle prassi di vigilanza e ostacoli all’integrazione dei mercati. Resterebbero invece nazionali, le attività degli emittenti e il controllo in tempo reale degli scambi: la Consob conserverebbe quindi le competenze sulle offerte pubbliche.
Nel risparmio gestito si rafforzerebbero coordinamento e uniformità delle procedure, senza trasferire a Parigi la supervisione di ogni società. Cambierebbe anche la governance: il Consiglio propone un comitato esecutivo con un presidente e cinque membri indipendenti. La riforma deve però ancora diventare legge. Il 9 ottobre i ministri Ue hanno concordato gli elementi della posizione negoziale, da finalizzare e adottare formalmente prima del confronto con il Parlamento. Per il passaggio dei compiti è prevista una transizione di due anni, ma manca una data definitiva di avvio. A Comporti toccherà accompagnare la crescita di un’autorità alla cui nascita aveva contribuito. (riproduzione riservata)