Cariplo fa il pieno di patrimonio grazie a Intesa Sanpaolo. E l’asticella sale sopra i 13 miliardi
Cariplo fa il pieno di patrimonio grazie a Intesa Sanpaolo. E l’asticella sale sopra i 13 miliardi
Il drastico cambio di strategia long term, che consente maggiori rischi, e la corsa del titolo Intesa Sp portano la fondazione lombarda a superare un nuovo record. Ecco la squadra di Azzone 

di di Andrea Deugeni e Luca Gualtieri 30/01/2026 22:00

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Il presidente Giovanni Azzone ama definirsi direttore d’orchestra, e realizzare coralmente iniziative e programmi, dopo un’attenta fase di analisi e di ascolto. Il numero uno della Cariplo ha dato input e direzione precisa per l’attività filantropica, per l’organizzazione della struttura e nella gestione del patrimonio.
 

Il presidente della prima fondazione italiana di origine bancaria guida anche l’Acri, l’Istituto Fondazione di Oncologia Molecolare Ets (Ifom) e si divide fra i numerosi impegni istituzionali. Compreso l’insegnamento universitario: ex rettore del Politecnico di Milano, Azzone è docente di impresa e decisioni strategiche.
 

Il suo modello di gestione è basato su fiducia e deleghe e, stando ai risultati, il metodo funziona. La fondazione ha appena raggiunto un nuovo traguardo importante nella storia dell’ente che opera nelle 12 province lombarde, oltre a Novara e Verbano-Cusio-Ossola in Piemonte (aree storicamente legate alla sua attività).

La crescita del patrimonio e il ruolo di Intesa Sanpaolo

Secondo quanto risulta a Milano Finanza, la Cariplo ha appena superato i 13 miliardi di euro di patrimonio. I miliardi erano 12,7 a novembre dello scorso anno, 11,2 un anno fa, 10,65 a fine 2024, 8,81 a dicembre 2023, 7,9 a fine 2022. Sono 5,1 miliardi aggiuntivi in poco più di tre anni, più 64% di crescita. Il merito, nei valori, è principalmente della corsa del titolo Intesa Sanpaolo.
 

È la banca conferitaria guidata da Carlo Messina, di cui Cariplo è seconda azionista con il 5,52% (pacchetto che a fine anno valeva circa 5,7 miliardi), dietro alla torinese Compagnia di San Paolo (al 6,62%), all’interno di un blocco nazionale di fondazioni che ha complessivamente circa il 18% del primo istituto di credito del Paese per cui rappresenta un azionariato stabile di riferimento.

La gestione del Fund One e il team di via Manin

Ma anche del Fund One, il miliardario fondo multi-manager gestito dalla «sgr di casa» Quaestio. Nelle scelte, il merito invece è di un costante lavoro di analisi e di confronto fra la squadra di manager della Cariplo, nata perlopiù nella ventennale gestione Guzzetti, e le ultime presidenze.

A capo della struttura che si occupa della gestione del patrimonio della grande fondazione di via Manin c’è un terzetto di vertice che lavora gomito a gomito: sono il ceo Sergio Urbani, il consigliere referente per il patrimonio e partecipazioni Emanuele Carluccio e il cfo Francesco Ceci.
 

Formatisi entrambi alla scuola di Abn Amro e Cassa Depositi e Prestiti, Urbani e Ceci sono approdati alla galassia Cariplo durante l’ultimo mandato di Guzzetti fra 2015 e 2019 (Ceci ha guidato Quaestio), mentre Carluccio – ordinario di economia degli intermediari finanziari, ex rettore dell’Università di Aosta e con un passato nei grandi gruppi italiani dell’asset management – è arrivato in Via Manin nel 2023.

Best practice internazionali e nuovi megatrend

Urbani e Ceci macinano km in aereo per confrontarsi con le grandi charity europee, come la britannica Welcome Trust (40 miliardi di patrimonio a fine 2024) per carpirne le best practice.Volano oltreoceano per studiare l'offerta dei grandi fondi americani di venture capital della Silicon Valley, di The Engine – che è l'acceleratore dell'Mit di Boston – o per incontrare i collaboratori del mago dell’AI, Sam Altman.
 

Il motivo? Capire come non restare fuori dai nuovi megatrend d’investimento. Il compito della fondazione è realizzare avanzi di gestione e distribuire liquidità al territorio di riferimento sotto forma di erogazioni. Negli ultimi due anni sono state di 215 milioni. Essendo tra le prima fondazione italiana per patrimonio, che esprime anche il presidente dell’Acri, Cariplo esercita anche un ruolo di sistema, investendo in Cdp (all’1,56% del capitale), in F2i (7,3%) e nel colosso dell’agritech Bonifiche Ferraresi (5,7%).

La strategia patrimoniale e i nuovi modelli di investimento

La rivoluzione copernicana introdotta da Urbani durante la presidenza Fosti è stata quella di prendere più rischio, costruendo una strategia patrimoniale di lungo termine ispirata ai grandi trust anglosassoni.
 

L’obiettivo è far crescere il capitale paziente, assumendo rischio controllato senza disinvestire nei momenti di mercato avversi, con il cash flow futuro come principale misura del rischio (e non la volatilità) e riserve di liquidità pari a 3-4 anni di fabbisogno filantropico.

Il ruolo di azionista di missione

Il Fund One (6,2 miliardi di valore; vedi tabella) rappresenta il cuore degli investimenti multi-asset, mentre la governance delle sgr Quaestio e Redo è stata riallineata alle esigenze della fondazione: Cariplo mantiene una leadership di circa 40-45% senza controllo diretto, garantendo coerenza strategica con soci e management.
 

La contabilità ha immobilizzato il valore del Fund One, stabilizzando gli avanzi di gestione. In parallelo, la fondazione ha rafforzato il ruolo di azionista di missione in Intesa Sanpaolo, bilanciando rendimento e missione filantropica, con l’obiettivo di sostenere in modo stabile le attività sociali e culturali. I 350 milioni spesi nell’estate del 2022 per crescere di un 1% nel capitale della conferitaria ora valgono circa 1,1 miliardi e la banca di Messina lo scorso anno ha erogato alla Cariplo 330 milioni di dividendi, al lordo delle tasse. Un rischio ben ripagato. (riproduzione riservata)