Carel Industries torna a fare m&a dopo tre anni, gli analisti promuovono l’acquisizione di Cotes: strategica e a multipli ragionevoli
Carel Industries torna a fare m&a dopo tre anni, gli analisti promuovono l’acquisizione di Cotes: strategica e a multipli ragionevoli
L’operazione per il 100% della danese Cotes a un ev di 56 milioni di euro implica un multiplo ev/ebitda 2026 pari a 8,5x, un livello in linea con il multiplo medio pagato per precedenti acquisizioni bolt-on. Impatto positivo su ebitda ed eps 2026

di Francesca Gerosa 13/07/2026 10:15

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Carel Industries torna a fare M&A dopo tre anni. Venerdì 10 luglio la multinazionale italiana che produce hardware e software per la gestione di impianti di condizionamento, a mercati chiusi, ha comunicato l’acquisizione di Cotes (100%).

Chi è la danese Cotes

Fondato nel 1986 e con sede in Danimarca, Cotes è un player riconosciuto nella produzione di deumidificatori ad adsorbimento.  L’energia eolica offshore rappresenta attualmente una quota importante dei ricavi (Equita stima due terzi delle vendite), ambito nel quale la società ha sviluppato una leadership indiscussa grazie a soluzioni co-progettate con gli Oem e protette da brevetti. Questo punto di forza le ha consentito di instaurare relazioni di lunga durata con primari Oem globali, produttori indipendenti di energia e fornitori di servizi.

Sulla base della propria solida competenza tecnologica, Cotes ha costruito una presenza in crescita in numerose applicazioni industriali nelle quali un rigoroso controllo dell’umidità è fondamentale per le prestazioni operative, tra cui l’industria farmaceutica, la lavorazione alimentare, la conservazione a freddo, la produzione di batterie e molte altre. Con oltre 120 dipendenti, la società opera attraverso la propria sede centrale ad Aarhus in Danimarca, un impianto produttivo in Polonia e attività commerciali supportate da un’ampia rete internazionale di distribuzione e partner.

Acquisizione con impatto positivo sull’ebitda e l’eps 2026 di Carel Industries

A fine 2026 Cotes dovrebbe generare 31,5 milioni di euro di vendite con un ebitda di 6,5 milioni (margini al 20% vs 21% di Carel Industries). L'ev pagato è stato pari a 56 milioni di euro, cifra che verrà corrisposta interamente in cassa al closing, atteso nel terzo trimestre del 2026. In via preliminare Equita ha calcolato un miglioramento dell’ebitda 2026 di Carel Industries del 4% e dell’utile per azione adjusted low single digit/mid single digit.

«Apprezziamo l'operazione: il track record passato è supportive e il consolidamento dei mercati di riferimento: il segmento del controllo dell’umidità ha senso da un punto di vista di allocazione del capitale», commenta Equita, ricordando che pre-deal Carel Industries aveva una cassa netta di 47 milioni.

Operazione a multipli ragionevoli

Al contempo, secondo la Sim, il multiplo pagato (ev/ebitda di 8,6x vs le 22 di Carel Industries e la media dei multipli pagati in sede di altre operazioni di M&A da parte della società pari a 10x, escludendo Kiona, acquisita a un multiplo ev/ebitda di 37x) «è ragionevole per lo più considerando il migliorato outlook per il business wind off-shore europeo. Carel può generare sinergie commerciali essendo ora esposta ai deumidificatori oltre agli umidificatori: stimiamo una quota a doppia cifra delle vendite del gruppo per il mondo umidificatori isotermici più adiabatici, a completamento della gamma commerciale. E confermiamo il rating buy e il target price a 34 euro sull’azione», conclude Equita.

Pur avendo un impatto contenuto anche Intermonte ritiene che l’operazione possa essere accolta favorevolmente dal mercato. Oltre alla valenza strategica dell’acquisizione, la Sim evidenzia la possibilità di sviluppare sinergie operative e commerciali, una redditività di Cotes in linea con quella di Carel e una valutazione particolarmente interessante (8,6x l’ev/ebitda 2026), implicando uno sconto del 60% rispetto ai multipli attuali di Carel.

E strategica: sinergie significative

«Alla luce della solida struttura finanziaria del gruppo, riteniamo che Carel possa continuare a perseguire la propria strategia di crescita inorganica tramite acquisizioni mirate di realtà dotate di tecnologie e soluzioni complementari, in grado di rafforzarne il posizionamento nei mercati HVAC e della refrigerazione», precisa Intermonte, ribadendo il rating outperform e il target price a 35 euro sull’azione.

Dopo l’acquisizione di HygroMatik nel 2018, ricorda Banca Akros, Cotes rafforza la posizione di Carel nel mercato del controllo dell’umidità, aggiungendo tecnologie altamente specializzate di essiccazione ad adsorbimento, da tempo richieste dagli attuali clienti del gruppo italiano; un portafoglio di soluzioni ad alta efficienza energetica, fortemente posizionate nel settore dell’energia eolica e con un significativo potenziale di espansione in una gamma più ampia di applicazioni industriali.

«Quest’offerta ampliata consente a Carel di diventare un operatore leader in grado di offrire una soluzione completa, capace di soddisfare una gamma più ampia di esigenze della clientela nei settori industriale, commerciale e nelle applicazioni mission-critical già servite dalla società, creando al contempo ulteriori opportunità di cross-selling, innovazione e sviluppo di soluzioni integrate per il controllo climatico», sottolinea Banca Akros, aspettandosi sinergie industriali e commerciali significative, oltre che opportunità di innovazione di prodotto ed efficienze operative, facendo leva sulle competenze di Carel nella produzione, ricerca e sviluppo e tecnologie digitali. «Stimiamo che l’operazione genererà un impatto positivo sull’utile per azione low single digit, prima delle sinergie», conclude Banca Akros che ha un rating accumulate e un target price a 31 euro in attesa di ulteriori indicazioni dopo la pubblicazione dei risultati del secondo trimestre, prevista per il 4 agosto.

Il titolo in borsa

A Piazza Affari il 13 luglio il titolo Carel Industries scende dell’1,23% a 28,2 euro. Ma negli ultimi tre mesi ha guadagnato quasi il 15%. Stando al consenso Bloomberg sono 7 i rating buy sul titolo, 1 hold e 0 sell con un prezzo obiettivo medio a 33,63 euro che implica un potenziale upside del 20,3% rispetto alla quotazione attuale. (riproduzione riservata)