Carburanti, previsto un aumento tra 5 e 8 centesimi al litro. Che cosa potrebbe fare il Governo
Carburanti, previsto un aumento tra 5 e 8 centesimi al litro. Che cosa potrebbe fare il Governo
L’escalation tra Iran e Stati Uniti e l'aumento del prezzo del greggio spingono al rialzo i prezzi dei carburanti. Il presidente di Unem spiega il ritardo tra quotazioni e prezzi alla pompa

di Giulia Venini  23/07/2026 10:34

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È già al vaglio del Governo un piano d’azione nel caso in cui, come ipotizzato dal presidente dell’Unione Energie per la Mobilità Gianni Murani a 24 Mattino su Radio24, il carburante aumenterà «di circa 5-8 centesimi nei prossimi giorni».

«Il prezzo dei carburanti in Italia ovviamente è cresciuto, in linea con i mercati internazionali, ma meno di quanto sia cresciuto negli altri Paesi europei a cui dobbiamo confrontarci», ha commentato a proposito del rincaro il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. «Il governo è intervenuto in maniera tempestiva, e anche efficace, e se sarà necessario un ulteriore intervento, lo faremo».

Il prezzo medio al self lungo la rete stradale nazionale è 1,949 euro al litro per la benzina (1,942 il prezzo di martedì 21 luglio) e 2,137 euro per il gasolio (2,107 martedì). Sulle autostrade si va da 2,048 euro a litro per la benzina a 2,213 euro al litro per il gasolio.

A che condizioni aumenterà il prezzo alla pompa

Secondo Murani dipende tutto dall’andamento del greggio e il rincaro potrebbe verificarsi «se la quotazione internazionale» rimanesse «quella di oggi». Nella mattinata di giovedì 23 luglio il Brent segnava un rialzo del 4% a quasi 98 dollari, mentre il Wti saliva del 3,2% a circa 90 dollari. Per cercare le ragioni di questi incrementi bisogna guardare ancora una volta a Hormuz e all’escalation bellica tra Iran e Stati Uniti

«C’è un vero e proprio lag (ritardo, ndr.) tra l’aumento delle quotazioni e l’aumento del prezzo alla pompa: quando il prezzo sale, l’operatore cerca prima di proteggere i volumi; quando il prezzo poi è salito a quel punto deve scendere e cerca di proteggere i margini, perché l’andamento è quello buono per l’automobilista», ha proseguito il presidente di Unem alla trasmissione di Simone Spetia.  

Che cosa potrebbe fare il Governo

Nei mesi scorsi l’esecutivo ha tagliato le accise (che sono imposte indirette) sul carburante prima di 20 centesimi al litro, poi di 10 e poi di 5. Non tagli a costo zero, però, visto che il calmiere è costato miliardi di euro alle casse pubbliche.

Palazzo Chigi sta quindi studiando le accise mobili create dal governo Prodi nel 2008: un taglio, sì, ma finanziato con l’aumento dell’Iva sul greggio rincarato. Secondo il sito economico lavoce.info la misura potrebbe portare a un risparmio alla pompa da 7 a 10 centesimi al litro. (riproduzione riservata)