Il taglio delle accise sui carburanti è appeso a un filo. A poche ore dal Consiglio dei ministri del pomeriggio del 4 giugno, l’ipotesi che prende quota è quella di non rinnovare lo sconto generalizzato in scadenza il 6 giugno e di sostituirlo con un contributo mirato alle famiglie più fragili.
La misura allo studio prevede l’erogazione di un voucher da 100 euro destinato a circa 1,2 milioni di nuclei familiari con Isee fino a 15 mila euro. Il bonus verrebbe distribuito attraverso il sistema della social card già utilizzato per altre forme di sostegno economico.
L'obiettivo dell’esecutivo è superare il meccanismo degli sconti uguali per tutti, concentrando le risorse sulle fasce di popolazione maggiormente colpite dall'aumento dei prezzi energetici.
Dal 18 marzo a oggi il taglio delle accise è costato complessivamente circa 2 miliardi di euro alle casse pubbliche. Il nuovo bonus avrebbe invece un costo stimato di 120 milioni di euro.
Le coperture potrebbero arrivare dall’extra gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi dei carburanti, stimato in circa 150 milioni di euro, senza la necessità di reperire ulteriori risorse.
Non è escluso che il governo possa comunque decidere una proroga dello sconto sui carburanti, ma con criteri differenti rispetto al passato. L’orientamento sarebbe quello di rimodulare gli interventi privilegiando i carburanti che hanno registrato gli aumenti più consistenti, in particolare la benzina.
In questo scenario le risorse necessarie potrebbero essere reperite utilizzando fondi europei per la coesione ancora non impegnati dai ministeri.
Il governo non intende utilizzare la nuova flessibilità concessa dall’Unione europea per finanziare il taglio delle accise. Bruxelles ha infatti aperto ieri, 3 giugno, alla possibilità di destinare fino allo 0,3% del pil annuo per tre anni a interventi legati alla resilienza energetica, ma entro limiti e condizioni precise.
Le risorse potranno essere impiegate esclusivamente per investimenti che favoriscano la transizione energetica e riducano la dipendenza dai combustibili fossili, come impianti da fonti rinnovabili, reti energetiche, sistemi di accumulo, batterie, pannelli solari e incentivi per veicoli elettrici.
La decisione della Commissione europea rappresenta una risposta alle richieste avanzate dall’Italia nei mesi scorsi. Le nuove regole consentiranno di destinare una parte delle spese in deroga ai vincoli di bilancio agli investimenti energetici strategici.
La misura dovrà ora ottenere il via libera definitivo del Consiglio dell’Unione europea e potrebbe diventare operativa dopo l’estate, offrendo al governo nuovi margini di manovra in vista della prossima legge di Bilancio.
Soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato come la Commissione europea abbia accolto proposte considerate impensabili fino a pochi mesi fa.
Secondo il titolare del Tesoro, una volta definiti con precisione i limiti di utilizzo della flessibilità, il Ministero dell'Economia valuterà gli interventi più efficaci per sostenere famiglie e imprese, tenendo conto sia delle raccomandazioni europee sia dell’andamento della finanza pubblica italiana. (riproduzione riservata)