Carburanti, il governo al lavoro sul caro benzina. Opzione accise mobili
Carburanti, il governo al lavoro sul caro benzina. Opzione accise mobili
I dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano che la benzina in modalità self-service sulla rete ordinaria ha raggiunto una media di 1,968 euro al litro, mentre nelle aree di servizio autostradali il prezzo è arrivato a 2,059 euro al litro

di Silvia Valente 24/07/2026 19:50

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Governo al lavoro sul caro carburanti. La premier Giorgia Meloni ha avuto infatti oggi, venerdì 24 luglio, un confronto con il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Sul tavolo, riportano fonti governative,  la situazione economica generale, con particolare attenzione all'andamento dei prezzi di benzina e diesel.

In particolare, l’esecutivo sta approfondendo le possibili iniziative da adottare, anche con riferimento all'eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili.

Il prezzo record dei carburanti

D’altronde il costo di benzina e diesel ha toccato il record del 2026. I dati del ministero delle Imprese e del Made in Italy fotografano che la benzina in modalità self-service sulla rete ordinaria ha raggiunto una media di 1,968 euro al litro, mentre nelle aree di servizio autostradali il prezzo è arrivato a 2,059 euro al litro. Il gasolio registra aumenti ancora più marcati. Il prezzo medio self-service ha raggiunto 2,161 euro al litro e 2,228 euro in autostrada.

Secondo Confesercenti il rincaro dei carburanti «a luglio e agosto determina una maggiore spesa per le famiglie di 700 milioni di euro. Questo significa che molti cittadini e molte famiglie rinunceranno ad andare in vacanza», hanno scritto in una nota i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd Francesco Boccia e Chiara Braga e il capo delegazione dem a Bruxelles Nicola Zingaretti. 

Come funzionano le accise mobili

Come ribadito appena qualche giorno fa dal ministro Giorgetti al question time alla Camera, tra le soluzioni allo studio c’è un nuovo ricorso al sistema delle accise mobili, ossia il governo andrebbe a spendere l’incasso extra dell’Iva – dovuto all’aumento dei prezzi dei carburanti – per abbassare le accise su benzina e gasolio. 

Il meccanismo delle accise mobili può essere attivato solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzata la cifra definitiva del periodo precedente. Ecco che a maggio, ad esempio, il decreto ministeriale apposito è arrivato il 10 maggio, confermando un extragettito Iva di 191,2 milioni di euro. Senza questa cifra dunque non si può individuare il bacino di risorse da cui partire per calcolare l’entità del possibile nuovo taglio dei costi dei carburanti per i cittadini ai benzinai. Insomma si dovrebbe, quantomeno, attendere la prima settimana di agosto. 

Quel che è certo è che per riattivare il meccanismo delle accise mobili non servirebbe un passaggio in consiglio dei ministri ma interverrebbe direttamente il Mef con un decreto ministeriale

Altre opzioni sul tavolo

Non sono da escludere, oltre al taglio delle accise, anche misure anti ricnari più mirate e destinate ai nuclei familiari con redditi più bassi, attraverso bonus o contributi dedicati. L'obiettivo sarebbe concentrare le risorse sulle categorie maggiormente penalizzate dall'aumento del costo della mobilità, limitando al tempo stesso l'impatto di un intervento generalizzato sui conti pubblici. (riproduzione riservata)