ll governo prorogherà ancora il taglio delle accise oltre la scadenza del 6 giugno, confermando il meccanismo delle accise mobili, un meccanismo che sfrutta le maggiori entrate Iva del mese precedente (dovute al rincaro dei carburanti appunto) per finanziare gli sconti alla pompa. Lo ha dichiarato il ministro dell'Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti, durante il Question Time al Senato.
Le risorse sono ancora da individuare: «Dobbiamo effettivamente valutare quant'è la disponibilità e fino al giorno 6 giugno non l'avremo per motivi tecnici. Vedremo in qualche modo, e in base anche alle condizioni di mercato, come prolungare» questi aiuti, ha detto Giorgetti. Sicuramente però, ha spiegato il titolare del Mef, non servirà un passaggio in consiglio dei ministri ma «interverremo con un decreto ministeriale». Anche in questo caso una riconferma.
Il meccanismo delle accise mobili può essere attivato solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzata la cifra definitiva del periodo precedente. Ecco che a maggio, ad esempio, il decreto ministeriale apposito è arrivato il 10 maggio, confermando un extragettito Iva di 191,2 milioni di euro. Senza questa cifra dunque non si può individuare il bacino di risorse da cui partire per calcolare l’entità del possibile nuovo taglio dei costi dei carburanti per i cittadini ai benzinai.
Restando sugli impatti del conflitto in Iran, Giorgetti ha risposto sullo spazio di flessibilità di bilancio annunciato ieri (3 giugno) dalla Commissione europea per consentire ai Paesi europei di rispondere allo shock energetico in atto. «La clausola di flessibilità Ue concessa, come per la difesa, anche sull'energia avrà bisogno di un passaggio parlamentare».
Per quanto al momento del suo approdo alle Camere si «discuterà il quantum e anche evidentemente la destinazione» dello spazio di manovra concesso da Bruxelles, quel che è certo è che «valuteremo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare di dosare le misure».
E stabiliti sono anche i paletti posti dalla Commissione Ue che, ha spiegato il numero uno del Mef, «fa riferimento nello specifico a misure strutturali che non alterino il segnale di prezzo e che pertanto non incentivino comportamenti dannosi per l'ambiente». In particolare «si tratta di misure quali il sostegno alle famiglie e alle imprese per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e promuovere la decarbonizzazione, interventi volti ad accelerare l’elettrificazione, investimenti nella rete elettrica, nello stoccaggio dell'energia elettrica, nel risparmio energetico e nell'espansione della capacità delle fonti di energia pulita».
Allo stesso tempo, «la sostenibilità fiscale nel medio periodo dovrà essere salvaguardata» ha sottolineato Giorgetti «infatti, all'interno del limite massimo di flessibilità già previsto dalla clausola di flessibilità nazionale per spesa in difesa - che resta invariato all'1,5% del pil in termini di spesa aggiuntiva - si applicherebbe un tetto annuo, pari fino allo 0,3% del pil, specificamente destinato alle misure di sostegno energetico, sempre per il periodo 2026-28, con un limite cumulato fino allo 0,6% del pil nello stesso arco temporale».
Se tali risorse saranno «orientate verso spesa produttiva e investimenti, oltre a sostenere la domanda aggregata attraverso effetti moltiplicativi, potrebbero contribuire a rafforzare il prodotto potenziale, fungendo da leva per una crescita più sostenuta nel medio periodo» ha aggiunto Giorgetti. (riproduzione riservata)