Il Consiglio dei ministri di oggi, 4 agosto, ha approvato - quasi a sorpresa - un nuovo taglio delle accise, sempre di 17 centesimi al litro (compresa Iva) e solo sul gasolio, prorogando di fatto quello in vigore fino al 25 agosto. D’altronde lo sconto sul diesel già in atto scade giovedì 6 agosto. E così il governo ha provato a salvare il Ferragosto degli italiani.
La proroga del taglio delle accise costa 245 milioni di euro, ha precisato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, trovati tagliando «un po’ di spese ai ministeri, non erano molto contenti, ma poi vedremo».
Finora non si sono davvero visti gli effetti alle pompe di benzina di tutto il Paese degli oltre 2 miliardi spesi dal governo Meloni per calmierare i prezzi di benzina e gasolio, pescando dall'aumento dell'Iva sui carburanti, dalle multe antitrust alle società energetiche, da fondi vari. Solo l’ultimo taglio dal 28 luglio al 6 agosto è costato 125 milioni di euro.
La consueta fotografia giornaliera scattata oggi, 4 agosto, dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy racconta che il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale ha toccato 1,99 euro al litro mentre il gasolio ha superato la soglia dei 2,1 euro al litro.
Il provvedimento non era all'ordine del giorno della riunione del Consiglio dei ministri di ieri, ma è stato inserito in seguito al vertice tenuto a Palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
Dal 25 agosto «entrerà nuovamente in vigore il meccanismo delle accise mobili, che continueremo a monitorare con attenzione per valutare ogni eventuale ulteriore intervento», ha scritto su Facebook la premier Giorgia Meloni mentre ancora è in corso la conferenza stampa post-cdm. Aggiungendo che: «Cerchiamo di fare la nostra parte per contenere gli effetti dei rincari, in una fase internazionale ancora molto complessa» pur sapendo che «ci sono sfide che non si risolvono in un giorno. Per questo continueremo a seguire tutte queste situazioni con responsabilità, pronti a intervenire ogni volta che sarà necessario».
Più volte esponenti del governo hanno parlato dell’ipotesi di ricorrere al sistema delle accise mobili, ossia il governo andrebbe a spendere l’incasso extra dell’Iva - dovuto all’aumento dei prezzi dei carburanti - per abbassare le accise su benzina e gasolio.
Il meccanismo delle accise mobili può essere attivato solo dopo la prima settimana di ogni mese, quando viene contabilizzata la cifra definitiva del periodo precedente. Ecco che a maggio, ad esempio, il decreto ministeriale apposito è arrivato il 10 maggio, confermando un extragettito Iva di 191,2 milioni di euro. Senza questa cifra dunque non si può individuare il bacino di risorse da cui partire per calcolare l’entità del possibile nuovo taglio dei costi dei carburanti per i cittadini ai benzinai. Insomma si dovrebbe, quantomeno, attendere la prima settimana di agosto. Quel che è certo è che per riattivare il meccanismo delle accise mobili non servirebbe un passaggio in consiglio dei ministri ma interverrebbe direttamente il Mef con un decreto ministeriale.(riproduzione riservata)