Caldo record, nasce il paniere della climatizzazione in borsa: +24% in un anno. Chi corre a tre cifre
Caldo record, nasce il paniere della climatizzazione in borsa: +24% in un anno. Chi corre a tre cifre
Dal caldo record alla corsa dei titoli: il paniere che segue l’economia del fresco supera il mercato globale. Alcune società hanno guadagnato a due e tre cifre, altre sono rimaste indietro. Ecco come funziona il basket e chi sono i protagonisti

di Elena Dal Maso 28/07/2026 12:15

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Il caldo estremo diventa un tema anche per i mercati finanziari. Dalla pressione sulla rete elettrica alla crescita della domanda di climatizzazione, l’aumento delle temperature sta creando una nuova filiera economica che coinvolge produttori di condizionatori, pompe di calore, sistemi di gestione degli edifici, ma anche utility, operatori delle reti e società energetiche.

Per misurare questo fenomeno Gabriel Debach, market analyst di eToro, ha costruito il paniere Caldo Europa, un indice equiponderato composto da 23 società globali esposte, con intensità diverse, all’economia del comfort termico e alle infrastrutture necessarie ad alimentarla.

Il caldo si misura in gigawatt: +19,2% il costo sul 2025

Il punto di partenza è la crescita della domanda elettrica nei mesi più caldi. Secondo i dati Terna, il 14 luglio alle 15 il consumo italiano ha raggiunto 57,38 gigawatt, il secondo valore più alto dell’anno dopo il picco di 57,49 Gw del 29 giugno. Tra il 1° giugno e il 14 luglio il picco giornaliero medio della domanda è stato pari a 47,15 Gw, contro 45,84 Gw nello stesso periodo del 2025, con un aumento del 2,9%.

L’impatto sui prezzi dell’energia è stato però più marcato: nello stesso periodo il Prezzo unico nazionale dell’elettricità è salito a 134,59 euro per megawattora, contro 112,94 euro del 2025 (+19,2%). «Il caldo non si misura più soltanto in gradi, ma anche in gigawatt e in euro per megawattora», osserva Debach.

Secondo l’analista, la pressione sulla domanda elettrica potrebbe aumentare nei prossimi anni. In Europa solo il 19% delle famiglie dispone oggi di aria condizionata, contro il 78% degli Stati Uniti. In Italia la penetrazione è più elevata, con il 56% delle famiglie dotate di sistemi di condizionamento nel 2024, ma il margine di crescita resta significativo. Con estati più calde e notti tropicali sempre più frequenti, ragiona Debach, il condizionatore sta passando dallo status di lusso americano a quello di infrastruttura sanitaria e produttiva europea. Ospedali, scuole, uffici, alberghi, mezzi di trasporto e abitazioni avranno bisogno di un raffrescamento crescente. La sfida non riguarderà soltanto quanti apparecchi verranno venduti. Riguarderà la capacità di alimentarne milioni senza trasformare ogni ondata di caldo in uno stress test per la rete e per i prezzi.

Il paniere Caldo Europa

Il paniere Caldo Europa riflette questa trasformazione: 17 società sono legate direttamente a climatizzazione, pompe di calore, ventilazione e gestione degli edifici, mentre 6 titoli rappresentano reti e sicurezza energetica, tra cui Terna, Enel, Iberdrola, Engie, Rwe e Snam. Ogni società parte con un peso vicino al 4,35% e il portafoglio viene ribilanciato annualmente. 

Dal 1° gennaio al 16 luglio 2026 il paniere ha registrato una crescita del 16,66%, superando l’11,23% dell’indice azionario globale Acwi, con una sovraperformance di 5,43 punti percentuali. Negli ultimi dodici mesi il rendimento è stato del 24%, contro il 22,75% del mercato globale.

Chi corre a tre cifre

La performance è stata sostenuta da diversi titoli industriali. Panasonic è stata la migliore del paniere con un rialzo del 110,03%, anche se il movimento è stato legato soprattutto al ciclo delle batterie per veicoli elettrici, all’accumulo energetico e alla domanda dei data center più che direttamente alla climatizzazione. Tra i produttori di sistemi per il raffrescamento si sono distinti Carrier Global (+32,26%), Daikin Industries (+24,92%), Mitsubishi Electric (+24,28%) e Trane Technologies (+22,62%).

Bene anche il comparto energetico, con Rwe in crescita del 25,27%, Engie del 24,92%, Iberdrola del 16,69%, Enel del 15,52%, Terna del 14,17% e Snam del 13,67%. «La crescita del raffrescamento non riguarda soltanto chi vende condizionatori, ma tutta la catena che consente di alimentare questa domanda: reti, produzione elettrica, infrastrutture e gestione intelligente degli edifici», spiega Debach.

Ma c’è chi resta indetro

Non tutti i titoli hanno però beneficiato del tema. Tra le performance negative figurano Ariston Holding (-17,32%), Haier Smart Home (-12,69%), Systemair (-4,94%) e Beijer Ref (-3,22%). La dispersione dei rendimenti dimostra che il caldo non premia automaticamente tutte le società esposte al settore.

Quali aziende seleziona oggi il mercato

Secondo eToro, il mercato sta selezionando le aziende capaci di trasformare la crescita della domanda in ricavi e margini, considerando anche fattori paralleli come data center, elettrificazione, tassi di interesse e costo delle materie prime.

Il paniere non rappresenta quindi un investimento replicabile, ma fotografa un tema destinato a pesare sempre di più: con estati più lunghe e temperature più elevate, il condizionatore rischia di diventare non solo un bene di consumo, ma un’infrastruttura essenziale per famiglie, imprese e servizi pubblici. (riproduzione riservata)