Caldo record, boom dei condizionatori: le 20 azioni da seguire con i campioni da oltre 40 buy
Caldo record, boom dei condizionatori: le 20 azioni da seguire con i campioni da oltre 40 buy
Il mercato dei condizionatori varrà oltre 300 miliardi di dollari nel 2032. Ecco i migliori player dell’HVAC e della componentistica favoriti da innovazione, m&a e crescita della domanda di energia efficiente

di di Francesca Gerosa 03/07/2026 20:00

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Il Mondiale 2026 non è solo calcio, per molti europei è un crash test climatico. Stranamente più dei gol ad accendere le notti magiche è la questione dell’aria condizionata. Perché gli europei sbarcati negli Stati Uniti per la Coppa del Mondo hanno scoperto che il 90% delle case possiede almeno un sistema di raffrescamento. La media europea è ferma a un misero 19%. Per questo in molti si chiedono perché una tecnologia inventata nel lontano 1902 dall’ingegnere americano Willis Carrier (nel 1915 fondò il colosso Carrier Company) non sia più diffusa nei loro Paesi, soffocati da ondate di calore frequenti. Il confronto con gli States ha reso evidente un gap strutturale nella gestione del comfort climatico domestico e urbano.

Il mercato dei condizionatori varrà oltre 300 miliardi di dollari nel 2032

Mentre l’Europa boccheggia, la domanda di condizionatori è volata, alimentando un mercato globale valutato 105 miliardi di dollari nel 2025 e visto crescere da Grand View Research a 112,7 miliardi nel 2026 e fino a 183 miliardi entro il 2033, con un cagr del 7,2%, grazie all’adozione di infrastrutture intelligenti sia nel settore residenziale che commerciale. Ma altri istituti di ricerca, che adottano una definizione più ampia (includendo componenti, sistemi centralizzati, installazione e altri segmenti Hvac), stimano un mercato già oggi compreso tra 190 e 200 miliardi, destinato a superare i 300 miliardi entro il 2032.

E l’utilizzo di energia elettrica prodotta da fonti pulite per farli funzionare è un punto chiave. L'acquisto di un condizionatore crea, infatti, in media un aumento del consumo di elettricità del 36% con punte del 57%. Per questo i produttori stanno investendo in Ricerca&Sviluppo per ridurre l’impatto ambientale tramite refrigeranti sostenibili. Per lo stesso motivo il settore ha visto un’attività intensa di fusioni e acquisizioni mirate ad espandere la presenza sul mercato, le capacità tecnologiche e la diversificazione dei prodotti. Un trend destinato a continuare.

Non solo Carrier e Daikin

Chi allora, tra i giganti del fresco quotati, sarà pronto a capitalizzare di più la «nuova normalità» climatica? L’americana Carrier in borsa ha già festeggiato il grande caldo con un +38% da inizio anno (si veda la tabella sotto), nonostante questo per Goldman Sachs è uno strong buy perché l’azienda è stata troppo prudente sulla guidance 2026 tanto che il broker ha già alzato le stime di eps oltre il target della società. Ma ci sono altri produttori globali come le giapponesi Daikin Industries (+21%), che ha fissato obiettivi di Roe al 12% per il 2029 e al 15% per il 2031 nel nuovo piano industriale «Fusion 30» molto apprezzato da Goldman Sachs (buy) insieme al buyback da 350 miliardi di yen, e Mitsubishi Electric (+27% ma con un potenziale upside del 18%) o la sudcoreana LG Electronics (+116%) che detengono quote di mercato significative grazie al forte riconoscimento del marchio, portafogli tecnologici avanzati e reti di distribuzione estese.

I campioni da oltre 40 buy

Mentre Midea Group (+26% di upside e l’azione con più buy, 41, insieme a Samsung Electronics, 44) e Gree Electric (+21% di upside) dominano il mercato cinese e sono tra i maggiori produttori mondiali per volumi. Senza dimenticare gli americani basati in Irlanda di Trane Technologies (+10% di upside), società che ha da poco rivisto al rialzo le previsioni per l’anno fiscale 2026: crescita organica delle vendite a +7% ed eps a 14,75–14,95 dollari.

Tuttavia, il mercato rimane frammentato poiché numerosi produttori più piccoli competono su prezzi, offerte localizzate e servizi post-vendita, soprattutto nelle economie emergenti. E le aziende europee come Belimo e Systemair hanno quote di mercato più limitate, pur offrendo prodotti di qualità elevata.

I player italiani, anche nelle componentistica

Anche l’Italia ha la sua fetta di mercato con De’ Longhi che produce il suo famoso pinguino, ma oggi è più forte nelle macchine per il caffè, la climatizzazione è una parte minoritaria del business. Comunque è interessante, secondo Equita (buy e target price a 42 euro), anche alla luce delle opzioni di m&a nella divisione professionale.

Mentre Ariston non è un player consumer puro come Daikin e Mitsubishi Electric, produce split ma è più forte su caldaie e pompe di calore. Se da un lato il primo trimestre del 2026 non è stato brillante, dall’altro le attese di Equita (buy e tp a 4,5 euro) sono di un recupero graduale delle vendite e dei margini. Invece, Carel Industries e Lu-Ve, che hanno già corso tanto da inizio 2026 ma per gli analisti hanno ancora margine di apprezzamento, occupano un posto di primo piano nella componentistica.

La prima produce i controlli elettronici per la climatizzazione e i sistemi di regolazione della temperatura, in pratica sta «dentro» i condizionatori. La guidance sul fatturato del secondo trimestre 2026 a 180-190 milioni di euro (+13%/+20%) con una presa ordini più che solida ha sorpreso Equita (buy e tp a 34 euro) che crede che l’m&a possa rappresentare un’opzione non scontata dal titolo in borsa alla luce del forte track-record del management e della cassa netta della società. La seconda, anch’essa suggerita (buy e tp a 68) da Equita, realizza attrezzature di ventilazione e sistemi di scambio termico, che rappresentano quasi la metà della produzione, condizionatori civili, industriali e di precisione e sistemi di refrigerazione, anche per data center, sempre più centrali per affrontare le sfide dell'era digitale. Ma questa è un’altra storia.

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