Calcio, Uefa pronta alla denuncia contro Gianni Infantino: nel mirino JPMorgan e Thrive per il Mondiale
Calcio, Uefa pronta alla denuncia contro Gianni Infantino: nel mirino JPMorgan e Thrive per il Mondiale
La confederazione europea prepara una denuncia penale in Svizzera dopo il fallito progetto di vendere il 20% dei diritti commerciali della Fifa in un’operazione da 4 miliardi di dollari. La Uefa cerca anche documenti da Thrive Capital

di Redazione Milano Finanza 27/08/2026 17:00

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La guerra tra Uefa e Fifa sul futuro commerciale del Mondiale si sposta sul terreno giudiziario. La confederazione europea si prepara a presentare una denuncia penale in Svizzera contro il presidente della Fifa Gianni Infantino per il fallito progetto di cedere a investitori privati una quota dei diritti commerciali della Coppa del Mondo. Nel mirino potrebbero finire anche altri dirigenti e consulenti della Fifa, mentre nella vicenda compaiono JPMorgan e Thrive Capital, il fondo guidato da Joshua Kushner.

Secondo quanto riportato dal Financial Times e da Sky News Uk, la Uefa ha rivelato le proprie intenzioni all’interno di un documento depositato presso un tribunale statunitense, attraverso il quale sta cercando di ottenere documenti da Thrive Capital. Il fondo era stato individuato come principale investitore nell’operazione progettata da Infantino.

Il progetto da 4 miliardi di dollari

Al centro dello scontro c’è il piano con cui il presidente della Fifa aveva tentato di cedere il 20% dei diritti commerciali dell’organizzazione attraverso un’operazione valutata circa 4 miliardi di dollari. Il progetto aveva provocato una dura reazione nel mondo del calcio e soprattutto all’interno della Uefa, fino a spingere Infantino a ritirarlo.

Lo stesso presidente della Fifa ha successivamente riconosciuto che la vicenda era stata gestita in maniera inadeguata. Per la Uefa però il passo indietro non ha chiuso il caso. La confederazione europea aveva già minacciato il mese scorso di interrompere alcuni rapporti commerciali e calcistici con la Fifa e ora sembra pronta ad alzare ulteriormente il livello dello scontro.

Nel documento citato dai media britannici, la Uefa afferma di prepararsi a presentare denunce in Svizzera contro Infantino e potenzialmente altri funzionari e consulenti della Fifa per «cattiva gestione» ai sensi dell’articolo 158 del codice penale svizzero, oltre a eventuali ulteriori contestazioni che potrebbero emergere.

Secondo la ricostruzione contenuta nel documento, le accuse sarebbero legate alla «strutturazione, valutazione, finanziamento e commercializzazione segreta» dell’operazione, che avrebbe provocato un danno diretto alla reputazione della Fifa, alla sua autorità di governo e ai suoi rapporti commerciali, con conseguenze per l'organizzazione e per le sue 211 federazioni, comprese le 55 affiliate alla Uefa.

La Uefa chiede i documenti di Thrive Capital

Un passaggio centrale riguarda Thrive Capital. La Uefa sta cercando di ottenere attraverso la giustizia americana documenti relativi al coinvolgimento della società d’investimento nel progetto. Thrive è guidata da Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Secondo Sky News, tra i soggetti coinvolti nel progetto finanziario c’è anche Jp Morgan. L’obiettivo dell’iniziativa giudiziaria europea sarebbe quindi ricostruire nel dettaglio come sia stata progettata, finanziata e valutata l’operazione e quali soggetti abbiano partecipato alle trattative.

Cresce la pressione su Infantino

La battaglia giudiziaria si inserisce all’interno dello scontro istituzionale che si è aperto tra le due principali organizzazioni del calcio mondiale. I vertici della Uefa e i rappresentanti delle federazioni europee si sono riuniti a Monte Carlo per discutere le prossime mosse e mantenere alta la pressione su Infantino.

L’obiettivo politico della confederazione europea sarebbe spingere il numero uno della Fifa alle dimissioni dopo il tentativo di aprire il capitale legato ai diritti commerciali del Mondiale agli investitori privati. Il ritiro del progetto non è bastato a ricomporre la frattura. (riproduzione riservata)