Dopo vent’anni dalla cessione di Wind, venduta tra il 2005 e il 2007 all’imprenditore egiziano Naguib Sawiris, Enel si prepara a tornare nel mercato della telefonia mobile. Eventuali nostalgici del passato da multiutility dovranno però darsi pace; il modello industriale che ha in mente Flavio Cattaneo, appena confermato nel ruolo di amministratore delegato del gruppo, è molto diverso da quello che tra la fine degli anni ‘90 e i primi 2000 portò Franco Tatò a creare la joint venture Wind con France Télécom e Deutsche Telekom e poi ad acquisire Infostrada.
La nuova strategia di Enel nelle telecomunicazioni si avvicina semmai a quella di gruppi come Poste Italiane o Plenitude: allargare l’offerta oltre i confini del core business, aggiungendo servizi per fidelizzare i clienti e acquisirne di nuovi tra luce, gas, connettività e telefonia mobile. Nessun ritorno di fiamma per la stagione da operatore telefonico puro, insomma, che per una singolare coincidenza fu chiusa da Paolo Scaroni, all’epoca amministratore delegato di Enel e oggi al secondo mandato come presidente. Il suo «missione compiuta», esclamato dopo l’accordo raggiunto con Sawiris, resta l’ epitaffio inscalfibile di quell’epoca.
Se Poste ha fatto ricorso addirittura a un’offerta pubblica di acquisto e scambio per assicurarsi il controllo di Tim (qui le dichiarazioni del ceo Matteo Del Fante) e Plenitude ha lanciato un’offerta commerciale per la fornitura di connessioni Internet ultraveloci senza servizi voce, Enel ha scelto una terza strada. La sua chiave per entrare nel mercato delle offerte tlc passa per Lene, la newco partita da pochi mesi per i contratti digitali luce e gas. Il 17 dicembre scorso infatti Lene ha fatto il primo passo costituendo Lene Connect, società con un oggetto sociale esplicitamente legato ai servizi di telecomunicazioni, inclusi telefonia mobile e fissa, internet e fibra ottica. Sulla nascita della newco non c’è stato alcun annuncio ufficiale da parte di Enel, ma solo un rapido accenno nella relazione finanziaria 2025 che riporta data e nome della neo-costituita società.
Il progetto sta muovendo ora i primi passi e sarà sviluppato nell’arco del mandato-bis di Cattaneo, partito col forte appoggio dei soci di minoranza: la lista del Mef è stata votata dal 53,3% del capitale presente all’assemblea degli azionisti del 12 maggio scorso. Ben 40 investitori istituzionali si sono espressi a favore, un’adesione mai registrata nelle precedenti assemblee.
Nonostante una dote finanziaria modesta, appena 500 mila euro, Lene Connect ha obiettivi ambiziosi. Potrà operare direttamente o tramite terzi avvalendosi anche di reti di vendita e installazione in Italia e all’estero ed è regolata da uno statuto che richiama anche attività di marketing e comunicazione, assistenza clienti e sviluppo di piattaforme digitali. In sostanza, non si tratta di una scatola societaria sguarnita come potrebbe sembrare a prima vista, ma di un veicolo pensato per presidiare tutta la filiera commerciale dei servizi tlc, dalla vendita al rapporto con il cliente finale.
L’atto costitutivo è chiaro fin nei minimi dettagli: il raggio d’azione della nuova società comprende la vendita di prodotti e servizi digitali e tecnologici, ma solo - e qui sta il senso del progetto - «in modalità integrata con altri servizi energetici e di smart home». Questa è la conferma che Enel non ha in cantiere una replica anacronistica della Wind dell’epoca Tatò e che Lene Connect sarà qualcosa di completamente diverso. Non una grande infrastruttura tlc separata dal core business elettrico, ma un’estensione dell’offerta retail. Un modo per aumentare la presa sul cliente domestico in una fase in cui il mercato libero dell’energia si fa sempre più competitivo e la fedeltà degli utenti si decide anche a colpi di pacchetti integrati, come testimoniano le analisi di mercato dell’Arera.
A conferma di questo disegno il piano di Enel è già entrato in una seconda fase, coerente con le finalità di un’offerta multiservizi. A maggio 2026, come si legge nei documenti societari consultati da Milano Finanza, il gruppo ha avviato una riorganizzazione che porterà Lene Connect dentro Enel Energia attraverso una scissione parziale di Lene, alla quale seguirà la fusione per incorporazione nella controllata retail. Ricondurre Lene Connect nel perimetro di Enel Energia ha lo scopo di semplificare il rapporto con la clientela finale e rendere più efficiente la commercializzazione delle offerte. A fusione effettuata, si legge nei documenti, «Enel Energia si proporrà al mercato come operatore incaricato della proposizione e gestione integrata di servizi energetici e delle telecomunicazioni».
Mentre studia il mix di offerte energia-luce-telefono, Enel incassa altre promozioni dalle banche d’affari. Negli ultimi giorni in due hanno alzato il prezzo obiettivo sul gruppo, che in borsa quota intorno a 9,5 euro: Ubs ha portato il target price a 10,65 euro, Caixa a quota 10,4.
(riproduzione riservata) ?