Tre impianti per assemblare i veicoli e una fabbrica per le batterie elettriche. Sarebbe questo il fabbisogno di Byd, produttore cinese di macchine elettriche, in Europa secondo Alfredo Altavilla, advisor per il mercato europeo del gruppo.
La società sta costruendo uno stabilimento in Ungheria e Altavilla - a Torino per l’apertura di una concessionaria di Denza (marchio del gruppo) - ha puntualizzato che intende decidere entro fine 2026 dove realizzare un secondo impianto. Tra le opzioni, come raccontato da MF-Milano Finanza, c’è anche l’Italia.
Con il tempo Byd intende diventare «un’azienda europea», che produce localmente. «Nel lungo periodo, produrremo qui localmente tutto ciò che vendiamo in Europa», ha detto qualche giorno fa la vicepresidente esecutiva Stella Li.
Il gruppo deve ormai oltre la metà del suo fatturato ai mercati internazionali. Al punto che la società ha da poco portato il target di vendite fuori dalla Cina per il 2026 da 1,5 milioni a 1,9-2 milioni di veicoli. In Europa Byd sta valutando diversi stabilimenti - l’idea è selezionare impianti esistenti e rimetterli in funzione senza dover costruire una fabbrica da zero - e secondo Altavilla Francia e Spagna sono al momento le opzioni più concrete. Ma nel radar della società ci sarebbe anche lo stabilimento Menarini di Flumeri (Avellino).
Byd non è l’unico produttore di auto cinesi a cercare di espandersi nel mercato europeo, anche fabbricando in loco i veicoli per mettersi al riparo da eventuali dazi e limiti alle importazioni dalla Cina. Leapmotor e Dongfeng hanno siglato accordi produttivi con Stellantis in Spagna e Francia, mentre Geely collabora con Ford in Spagna. Infine Chery ha raggiunto un’intesa con un partner locale per rilevare un vecchio impianto Nissan. (riproduzione riservata)