La scelta del prossimo stabilimento europeo di Byd passa anche dall’Italia. Il gruppo automobilistico cinese, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, starebbe valutando il sito di Flumeri, in provincia di Avellino, come possibile base produttiva nel Vecchio Continente. La scelta della Valle Ufita non è casuale: è lì che si trova lo stabilimento Menarini, storica azienda di autobus e derivati legata ai marchi Fiat, Iveco e Irisbus confluita nel 2024 in Seri Industrial. Ed è in quello stabilimento che Stella Li, vicepresidente del gruppo asiatico nonché responsabile delle attività nelle Americhe, Europa, Medio Oriente e Africa, è andata in visita nei giorni scorsi.
Il sopralluogo nell’impianto irpino, riportato per primo dal quotidiano Cronache di Napoli, si inserisce in una fase ancora preliminare, ma conferma l’interesse del gruppo per una possibile presenza industriale in Italia. A quanto risulta a MF, sono in corso interlocuzioni con il governo e con il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che era a conoscenza della visita italiana di Stella Li.
L’Italia, comunque, non sarebbe l’unica opzione. Byd starebbe valutando anche altri Paesi europei, tra cui Spagna e Germania. La scelta del prossimo sito produttivo è ancora tutta da definire, dipenderà da tante cose tra cui l’appetibilità geografica e la flessibilità sugli investimenti. Interpellata da questo giornale sull’ipotesi di Flumeri, Byd ha preferito non commentare.
La località irpina presenta però caratteristiche che potrebbero renderlo interessante per il gruppo cinese. Il sito industriale di Flumeri rientra nell’area della Zona Economica Speciale: ciò significherebbe, per Byd, accedere a una serie di vantaggi competitivi e burocratici pensati per attrarre capitali stranieri e stimolare l’economia locale. E non solo. Lo stabilimento nasce con una vocazione legata alla produzione di veicoli e dispone di una filiera di competenze nel settore della mobilità pesante. Un elemento che potrebbe aprire, accanto all’ipotesi delle autovetture, anche quella dei veicoli commerciali e dei camion.
Proprio il mercato dei mezzi pesanti è entrato nelle ultime dichiarazioni di intenti di Byd per l’Europa. Alla fiera IAA di Hannover (dedicata al trasporto e ai veicoli) Stella Li ha annunciato che il gruppo lancerà il prossimo anno in Europa il suo primo camion pesante e che, nel lungo periodo, punta a produrre localmente tutto ciò che vende nel continente. Una strategia che amplia il perimetro ai truck e che, nelle parole della manager riportate da Reuters, dovrebbe trasformare progressivamente Byd in «un’azienda europea».
La produzione locale avrebbe inoltre il vantaggio di ridurre l’esposizione ai dazi sulle importazioni, in una fase in cui i costruttori europei chiedono all’Ue di estendere ai camion elettrici cinesi misure analoghe a quelle già applicate alle autovetture. Per le automobili Byd ha già una prima gamba industriale in Europa. Il gruppo sta costruendo un impianto a Szeged, in Ungheria, dove la produzione di massa è attesa dal prossimo anno. Ma è noto che la società sta valutando ulteriori siti produttivi, mentre la crescita delle vendite internazionali rende più urgente costruire una capacità industriale vicina ai mercati di sbocco.
L’Italia rappresenta già un mercato in forte crescita per il gruppo. Ad agosto Byd ha immatricolato 2.580 vetture nel Paese, con una crescita del 194,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. La quota di mercato è salita al 3,7%, portando il marchio tra i dieci più venduti in Italia. Oggi, in Italia, l’identità del nuovo investitore conta meno delle sue capacità di riportare produzione e lavoro dentro la filiera. Il Paese continua, nelle intenzioni dell’esecutivo, ad avere un obiettivo ambizioso: arrivare a un milione di veicoli prodotti entro il 2030. Ma parte da livelli produttivi bassi e da una crisi che ha ridimensionato il peso dell’industria dell’auto. (riproduzione riservata)