Il titolo Buzzi il 16 ottobre si piazza in cima al Ftse Mib con un rialzo del 3,44% a 37,39 euro, nonostante non ci siano progressi nei negoziati di pace tra Ucraina e Russia. Anche se la ricostruzione di Kiev è ancora lontana, Buzzi rimbalza in vista di un terzo trimestre (risultati in uscita il 5 novembre) che dovrebbe mostrare un miglioramento sequenziale dei ricavi e la conferma della guidance 2026.
Equita si aspetta un miglioramento progressivo della crescita organica del gruppo del cemento nel terzo trimestre a +1,3% (-1,5%/-0,9% nel primo e secondo trimestre) e ricavi pari a 1,250 miliardi di euro, +2,5% anno su anno, con un effetto cambi del +1,2% grazie al dollaro e al real brasiliano.
A livello geografico, negli Stati Uniti la sim si attende volumi ancora in leggera crescita (bassa singola cifra), a fronte di prezzi ancora leggermente negativi anno su anno ma sostanzialmente flat trimestre su trimestre. Quest’ultima dinamica dovrebbe diventare più favorevole nel quarto trimestre, considerando il calo dei prezzi registrato nello stesso periodo del 2025.
Invece in Italia il trend dovrebbe essere sostanzialmente in continuità con il secondo trimestre, con volumi in calo mid single digit, penalizzati sia dal residenziale sia dal rallentamento dell’infrastrutturale, ma prezzi in crescita grazie alle pressioni competitive minori dalle importazioni.
Non starà al passo la Germania con volumi ancora in leggero calo (low single digit), compensati da prezzi in crescita (low single digit). Il mercato tedesco rimane complessivamente debole, anche se iniziano a emergere alcuni segnali di supporto legati al piano infrastrutturale del governo.
E se nell’Europa dell’est Equita prevede una dinamica ancora solida in Repubblica Ceca, un miglioramento sequenziale in Polonia e una debolezza persistente in Russia, in Brasile si aspetta la conferma del trend forte visto da inizio anno, con prezzi in crescita a doppia cifra e volumi in leggero aumento.
Nel complesso, «pensiamo che l’andamento dei ricavi possa aver supportato l’ebitda di Buzzi nel terzo trimestre riducendo il gap anno su anno. Tanto che ora la nostra stima di ebitda 2026 a 1,171 miliardi di euro, -6% anno su anno con un secondo semestre a -2% dopo il -10% del primo, appare più visibile. Per cui ci aspettiamo la conferma della guidance 2026 sull’ebitda a 1,1/1,2 miliardi», indica Equita. Il consenso è già allineato a 1,18 miliardi.
La sim ha ribadito il rating buy e il target price a 54 euro (+44% di potenziale upside) sul titolo Buzzi. Dopo il calo del 27% da inizio anno e alla luce delle attuali valutazioni (3,4x-2,8x l’ev/ebitda e 8x-7,5x il p/e 2026-27 con la cassa netta pari al 19% della capitalizzazione di mercato: 1,21 miliardi su 6,4 miliardi) «pensiamo che la conferma del miglioramento sequenziale dei ricavi e della guidance 2026 possa essere di supporto per il titolo».
Come l’avvio, a partire dal 1° ottobre e fino al 15 gennaio del 2027, del programma di acquisto di azioni proprie per 100 milioni di euro (su 300 milioni autorizzati dall’assemblea). Ai prezzi attuali, il programma implicherebbe il riacquisto di 2,7 milioni di azioni, pari all’1,5% del capitale sociale e al 3,8% del flottante. In ipotesi di completa esecuzione, la quota della famiglia Buzzi salirebbe al 61% dall’attuale 60,1%. (riproduzione riservata)