Buch (Bce), l’editoriale esclusivo su MF: il settore bancario Ue è troppo frammentato, fusioni cross-border ancora modeste
Buch (Bce), l’editoriale esclusivo su MF: il settore bancario Ue è troppo frammentato, fusioni cross-border ancora modeste
La presidente della Vigilanza Bce: banche in buona salute ma la limitata integrazione del comparto in Europa genera costi elevati e può indebolire la stabilità. Serve rimuovere le barriere alla circolazione di capitale e liquidità

di Claudia Buch (presidente della Vigilanza Bce) 27/04/2026 19:00

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All’indomani della consultazione della Commissione Ue sulla competitività delle banche europee, la risposta della Bce è chiara: l’Europa può fare in modo che il settore bancario sia pronto per il futuro, promuovendo l’integrazione e la concorrenza e salvaguardando al tempo stesso la resilienza. Per un sistema bancario resiliente che risponda alle esigenze di famiglie e imprese è necessario che l’Europa preservi i pilastri di vigilanza e regolamentazione alla base della sua solidità.

Il buon funzionamento dei mercati bancari è essenziale per un’economia sana. Ciò assume particolare importanza nel più difficile contesto geopolitico, in cui ci troviamo ad affrontare un nuovo shock energetico e circostanze che richiedono ingenti investimenti in energia sostenibile, infrastrutture digitali, difesa e tecnologie innovative.

Lo stato di salute del settore bancario europeo

Ogni verifica sullo stato di salute inizia con una diagnosi accurata. La valutazione annuale condotta dalla Bce indica che attualmente il settore bancario gode nel complesso di buona salute. Le riforme adottate dopo la crisi finanziaria mondiale, tra cui il potenziamento della vigilanza, hanno migliorato il livello di capitalizzazione e liquidità delle banche europee, accrescendo inoltre la fiducia dei mercati nei loro confronti.

La resilienza è essenziale affinché le banche siano in grado di svolgere la propria funzione all’interno dell’economia. Livelli patrimoniali adeguati consentono di promuovere il credito e la crescita sostenibile, anche in periodi di stress. Nel Global Financial Stability Report di recente pubblicato, il Fmi trasmette un messaggio chiaro: la resilienza non rappresenta un punto di arrivo, ma un richiamo alle azioni da intraprendere.

Una buona diagnosi deve anche guardare oltre le condizioni del momento. Deve adottare un approccio prospettico, valutare la tutela dei depositanti, la stabilità finanziaria e la capacità delle banche di sostenere l’economia, assumendo un punto di vista sociale più ampio.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale in quanto le banche contribuiscono alla formazione delle decisioni sul risparmio, al finanziamento degli investimenti e alla condivisione dei rischi. Sebbene l’Europa attinga in parte ai mercati dei capitali, e resti cruciale progredire nell’unione di risparmi e investimenti, le banche continueranno comunque a svolgere un ruolo centrale.

La frammentazione del mercato bancario europeo

Da una diagnosi più ampia emergono i punti di intervento necessari. In Europa manca ancora un mercato bancario realmente integrato. Circa l’80% dei portafogli di prestiti delle banche è investito a livello nazionale, mentre solo il 2% dei depositi è detenuto oltre confine. Si osservano un’attività di fusione transfrontaliera modesta e un aumento della concentrazione in alcuni mercati.

Tale frammentazione comporta costi elevati. Un livello di integrazione inadeguato può ostacolare l’efficiente condivisione dei rischi. Può limitare gli investimenti delle banche in modelli imprenditoriali digitali, per i quali il fattore dimensionale ricopre spesso un ruolo determinante.Nel complesso, la diagnosi indica un settore bancario resiliente, ma anche una struttura di mercato frammentata che potrebbe gravare sulla capacità di tenuta futura, indebolire la stabilità e incidere sulla competitività delle banche. La risposta della Bce alla consultazione individua pertanto una chiara linea di azione.

In primo luogo, l’Europa può fare di più per promuovere l’integrazione e la concorrenza transfrontaliera. L’armonizzazione delle norme laddove le differenze giuridiche accrescono i costi dell’operatività transfrontaliera sosterrebbe il mercato unico. Le barriere alla libera circolazione di capitali e liquidità all’interno dei gruppi bancari internazionali andrebbero ridotte, mantenendo al tempo stesso standard prudenziali adeguati.

L’unione bancaria andrebbe completata. Un sistema europeo di assicurazione dei depositi fornirà lo stesso livello di protezione a tutti i depositanti assicurati. Attenuerà il legame tra banche ed emittenti sovrani e potrebbe favorire lo sviluppo dell’operatività transfrontaliera. È indispensabile migliorare ulteriormente il quadro europeo per la gestione delle crisi affinché le banche non economicamente sostenibili possano uscire dal mercato senza mettere a rischio la stabilità finanziaria.

In secondo luogo, è essenziale salvaguardare la resilienza e la stabilità finanziaria. Le banche devono poter contare su una forte resilienza sul piano finanziario e operativo per far fronte a un contesto esterno caratterizzato da elevata incertezza, resistere agli shock avversi e proteggersi dai rischi cibernetici. Come nelle politiche sanitarie, la prevenzione è fondamentale. È il modo più sicuro per ridurre le vulnerabilità alla propagazione dei rischi provenienti dalle aree meno regolamentate del sistema finanziario. Offre inoltre benefici concreti: contiene significativamente i costi delle crisi finanziarie future in termini di calo della produzione, costi sociali e spesa pubblica.

In terzo luogo, è possibile semplificare senza compromettere la resilienza. Norme complesse e duplicazioni nelle segnalazioni sottraggono alle banche risorse che sarebbe più utile destinare alla gestione dei rischi e al miglioramento dei servizi. In quest’ottica, abbiamo predisposto un ampio programma di riforme volto a rendere la vigilanza europea più efficiente, più efficace e più improntata al rischio, rafforzando ulteriormente la proporzionalità.

Il compito che ci attende è completare l’unione bancaria e rimuovere le barriere che continuano a frammentare il mercato unico. A quasi vent’anni dall’inizio della crisi finanziaria mondiale, il settore bancario europeo può conseguire un più elevato grado di integrazione e il quadro regolamentare e di vigilanza può essere semplificato senza compromettere la resilienza del sistema e i risultati raggiunti. (riproduzione riservata)