Il doppio collocamento di Btp Valore a cinque anni si è chiuso con una raccolta complessiva di 16,6 miliardi di euro da parte di oltre 560 mila risparmiatori italiani. Che ora avranno anche una bella sorpresa in portafoglio: al termine del collocamento infatti il Tesoro ha comunicato il rialzo dei tassi minimi di questi due titoli di Stato, in modo tale che tengano conto del nuovo e più sfidante contesto sul mercato dei bond sovrani che si è venuto a creare negli ultimi giorni.
Per il Btp Valore tradizionale le cedole sono state alzate dal 3,7% al 3,75% per i primi due anni, dal 4,1% al 4,2% per il terzo e quarto e dal 4,7% al 4,75% per l’anno finale. Mentre il cedolone unico del Btp Valore Insieme è stato aumentato dal 22,25% al 22,7%.
Quanto incasserà quindi l’investitore che avesse optato per il titolo tradizionale? Ipotizzando un ticket di 100 mila euro, nel primo biennio il risparmiatore riceverebbe ogni anno 3.750 lordi che, al netto della tassazione al 12,5%, diventerebbero 3.281 netti. Considerando gli stacchi trimestrali, ogni tre mesi nel conto corrente dell’investitore entrerebbero 820 euro.
Si passerà poi al secondo biennio, con cedola del 4,2%. Vale a dire 4.200 euro lordi, 3.675 netti e 919 ogni tre mesi. E per finire, il 4,75% finale: 4.750 euro lordi, 4.156 netti e 1.039 a ogni singolo stacco.
Alla scadenza del titolo il risparmiatore riceverà indietro – salvo improbabile fallimento dell’emittente – i suoi 100 mila euro iniziali, e nel frattempo avrà intascato cedole per 18.069 euro.
E chi avesse optato invece per il Btp Valore Insieme con maxi-cedolone unico? In tal caso alla scadenza il risparmiatore riceverebbe in un’unica soluzione, oltre al rimborso dei suoi 100 mila euro, 22.700 euro lordi, vale a dire 19.863 al netto della tassazione.
L’incasso complessivo sarà un po’ più alto per il Btp Valore Insieme (circa 1.700 euro) ma questa differenza era stata già prevista del Tesoro, che per garantire condizioni finanziarie equivalenti per i due titoli riconoscerà ai detentori dell’Insieme una sorta di compensazione per l’impossibilità di reinvestire le cedole sul mercato. (riproduzione riservata)