La fine del collocamento del nuovo Btp Valore ha coinciso con una buona notizia per gli oltre 522 mila italiani che lo hanno acquistato investendo la bellezza di 16,2 miliardi di euro. Il Mef ha deciso infatti di alzare le tre cedole crescenti del titolo di Stato retail: 2,6% (dal precedente 2,5%) nel primo biennio, 3,2% (da 2,8%) nel secondo e 3,8% (da 3,5%) per gli ultimi due anni.
Calcoli di Skipper Informatica alla mano, il rendimento effettivo annuo lordo - compreso il premio fedeltà dello 0,8% per chi lo terrà fino alla scadenza - è del 3,33%: ben 26 punti base in più rispetto a quello che sarebbe arrivato con i precedenti tassi. Al netto della tassazione il rendimento effettivo sfiora il 2,92%. Questo significa che un investitore che avesse comprato Btp Valore per 50 mila euro al momento del rimborso avrebbe un incasso netto complessivo di 8.750 euro. A emissione in corso, e quindi con le precedenti cedole, l’incasso totale sarebbe stato di 8.050 euro.
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Certo, questa generosità improvvisa del Tesoro non è stata gratuita. Semplicemente, il Mef non ha fatto altro che adattare il Btp Valore al nuovo contesto di mercato che si è venuto a creare in una sola settimana, dall’avvio dello scoppio del conflitto in Iran e Medio Oriente, che ha portato lo spread tra Btp e Bund decennali ad allargarsi di oltre 15 punti.
I precedenti tassi, se confermati, non sarebbero stati competitivi sul mercato secondario. Risultato: il Btp avrebbe subito un immediato deprezzamento (si ricordi che quando il prezzo scende il rendimento sale e viceversa) per uniformarsi alla concorrenza sul mercato.
Il riferimento osservato dai desk operativi per tutta la settimana è stato quello del precedente Btp Valore, collocato a ottobre e che scadrà anch’esso nel 2032 (durata 7 anni). Alle condizioni di mercato attuali questo Btp prezza 99,7 (era sopra 100 a inizio settimana), ha un rendimento a scadenza lordo annuo del 3,16% e netto del 2,79%. Il tutto con cedole del 2,6% per due anni, 3,1% nel successivo biennio e 4% in quello finale.
Di fatto il Tesoro ha accompagnato il nuovo Btp sul mercato secondario (dove inizierà le negoziazioni lunedì 9) creando una fotocopia quasi perfetta del titolo precedente. Infatti d’ora in avanti il bond appena collocato non godrà più di premio fedeltà e quindi per gli acquirenti sul secondario verrà rimborsato alla pari.
Sempre Skipper Informatica calcola che il titolo sul secondario avrà un rendimento lordo del 3,21% e netto del 2,81%. Quasi perfettamente allineato a quello dell’altro Btp: quindi in linea di massima, se rimanessero le condizioni di mercato attuali - impossibile prevederlo vista l’estrema volatilità degli ultimi giorni -, il titolo non dovrebbe subire bruschi deprezzamenti. E chi si trovasse a doverlo vendere nell’immediato non avrebbe cattive sorprese.
Rimane il fatto che il Btp Valore, tanto più se il clima non migliora, ha tutte le carte in regola per svolgere proprio il suo ruolo primario in portafoglio: un deposito di liquidità a media scadenza, magari da destinare a obiettivi specifici come l’acquisto di una casa oppure il pagamento delle spese universitarie dei figli.
Più complesso il tema del rendimento. Il 2,92% netto è sicuramente interessante, così come il fatto che le cedole più corpose arriveranno nella parte finale della vita del titolo. Questo significa che in caso di un incremento dell’inflazione non troppo marcato il Btp Valore sarà sempre più attrezzato per contrastare il carovita. D’altro canto, se lo shock energetico attuale dovesse portare a una nuova fiammata inflazionistica nell’immediato, il rischio di avere rendimenti reali negativi nella prima parte di vita del bond sarebbe tutt’altro che marginale.
Un altro punto interrogativo riguarda i prezzi sul secondario. Il Mef ha fatto bene i compiti a casa affinché il Btp Valore parta senza penalità dai blocchi di partenza, ma se il calo dei prezzi dell’ultima settimana dovesse proseguire, anche il nuovo titolo ne sarebbe quasi certamente vittima. Ragione in più per utilizzarlo, sottolineano i consulenti, proprio come è stato pensato dal Tesoro: tenerlo fino alla scadenza (se possibile, ovviamente) e incassare il premio fedeltà oltre alle cedole crescenti. (riproduzione riservata)