Il nuovo, doppio Btp Valore del ministero dell’Economia si avvia verso l’ultimo giorno di collocamento (la fine è prevista per domani, venerdì 23 ottobre, alle ore 13) forte di quasi 15 miliardi di euro di ordini da più di 495 mila italiani.
Ma mentre l’emissione di questo titolo di Stato procede a gonfie vele, il mercato dei bond sovrani – tricolore e non solo – è in subbuglio. Oggi, giovedì 22 ottobre, la nuova ondata di vendite sui titoli di Stato (italiani e non solo) ha portato il Btp decennale a risalire al 4,6%, facendo allargare lo spread con il Bund tedesco di pari durata a 126 punti base. Mentre il Btp quinquennale, riferimento per i due titoli in fase di emissione, è salito in poche ore dal 4% al 4,07%, creando un grattacapo non di poco conto per il Tesoro.
Alla scadenza del collocamento via XX Settembre sarà chiamata a prendere la sua decisione sulle cedole, che potranno essere confermate (al 3,7%, 4,1% e 4,7% per il Btp Valore tradizionale e al 22,25% per il Btp Valore Insieme con cedola unica alla scadenza) oppure riviste, ma solo al rialzo.
Sarebbe proprio questa, secondo varie fonti consultate da MF-Milano Finanza, l’ipotesi arrivata nelle ultime ore sui tavoli operativi del Tesoro, che guarderanno con grande attenzione a quello che succederà domani all’apertura dei mercati obbligazionari, per poi decidere come muoversi.
Alcuni numeri dovranno essere monitorati con grande attenzione. Il rendimento effettivo lordo dei due Btp Valore (le cui condizioni finanziarie sono equivalenti) è del 4,1%, contro il 4,07% dei tassi fissi di pari durata. Soltanto 3 punti base di premio, contro i circa 15 che c’erano al momento della comunicazione dei tassi minimi.
Ma perché il Tesoro starebbe valutando di ritoccare le cedole al rialzo a collocamento concluso, e quindi senza più la necessità di spingere gli investitori a preferire questo titolo a quelli presenti sul mercato secondario?
La ragione è proprio quello che succederà al termine del collocamento. Come tutti i Btp speciali, anche questi nuovi titoli Valore proseguiranno la loro vita, per l’appunto, sul mercato secondario, dove saranno soggetti alle classiche dinamiche di domanda e offerta. Va da sé che se i prezzi di mercato dovessero scendere ancora – e quindi i rendimenti salire – i Btp Valore soffrirebbero fin da subito la concorrenza delle nuove emissioni, e quindi il loro prezzo dovrebbe adattarsi (al ribasso) per garantire un rendimento effettivo competitivo.
I titolari del nuovo Btp, in buona sostanza, si troverebbero fin da subito con un titolo sotto la pari e, se dovessero per qualsiasi ragione venderlo, subirebbero delle minusvalenze in conto capitale. (riproduzione riservata)