Btp Italia Sì, il collocamento si chiude con 8,8 miliardi di ordini da 281 mila italiani. Il Mef conferma il tasso minimo all’1,6%
Btp Italia Sì, il collocamento si chiude con 8,8 miliardi di ordini da 281 mila italiani. Il Mef conferma il tasso minimo all’1,6%
Nell’ultimo giorno di emissione raccolti 744 milioni: nelle ore conclusive quasi 25 mila italiani hanno comprato il Btp indicizzato all’inflazione nazionale. Ticket medio dell’intero collocamento pari a 31.452 euro

di Marco Capponi 19/06/2026 09:30

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Si chiude il collocamento del Btp Italia Sì, il titolo di Stato del Mef a cinque anni indicizzato all’inflazione tricolore Foi con un tasso cedolare fisso dell’1,6% annuo (confermato dal Mef dopo il termine dell’emissione), tasso variabile legato all’inflazione italiana Foi e premio fedeltà dello 0,6% per chi lo comprerà in fase di emissione e lo manterrà fino alla scadenza.

Nel quinto e ultimo giorno di collocamento la raccolta ha superato quota 744 milioni di euro da parte di quasi 25 mila risparmiatori.

La carica dei 281 mila investitori individuali

In questo modo gli ordini complessivi hanno superato gli 8,8 miliardi da parte di 281 mila italiani. Il ticket medio 31.452 euro rimane per distacco il più basso degli ultimi collocamenti speciali: segnale del fatto che il titolo è stato particolarmente apprezzato dal pubblico retail puro al quale era prettamente rivolto. 

«La scelta del Tesoro di accorciare la duration rispetto all’emissione precedente con scadenza sette anni ha premiato, intercettando il favore del retail che preferisce ridurre il rischio di tasso in una fase volatile, compensando una cedola reale leggermente più bassa», evidenzia Vittorio Fontanesi, responsabile delle gestioni patrimoniali di Vontobel Wealth Management Sim.

«Il Btp Italia Sì è stato pensato prettamente per il retail alla luce di un’esigenza contingente: il rischio di un nuovo aumento dell'inflazione», gli fa eco Ciro Pietroluongo, direttore generale di Mts, la piattaforma di Borsa Italiana (gruppo Euronext) per la trattazione dei titoli di Stato. «Il ticket medio più basso significa che il messaggio è arrivato perfettamente al bacino di utenza a cui era indirizzato».

Pietroluongo (Mts): e ora si punti all’economia reale

La raccolta, aggiunge Pietroluongo, «è sicuramente buona, in considerazione della natura dello strumento e del periodo in cui è stato emesso, in piena fase di scadenze fiscali». L’assenza di soggetti istituzionali peraltro «non costituisce un problema proprio perché il Tesoro voleva costruire uno strumento pensato esclusivamente per i piccoli risparmiatori».

Emissioni di questo tipo «dimostrano che da un lato sta aumentando la consapevolezza degli investitori sui loro profili di liquidità, sul tipo di strumenti che stanno acquistando, sul loro funzionamento», conclude Pietroluongo, che poi esprime un auspico: «Dall’altro lato, essendo la fascia di risparmiatori italiani sempre più larga, c’è uno spazio crescente per attrarre e incentivare investimenti in economia reale, quindi anche nelle imprese». (riproduzione riservata)