Btp Italia Sì: ecco cosa aspettarsi dalla nuova emissione anti-inflazione del Mef. E le alternative sul secondario
Btp Italia Sì: ecco cosa aspettarsi dalla nuova emissione anti-inflazione del Mef. E le alternative sul secondario
Il nuovo bond governativo indicizzato all’inflazione è un prodotto semplificato per il retail, con premio fedeltà finale La novità? Il meccanismo che non conta la rivalutazione del capitale

di di Marco Capponi 22/05/2026 20:00

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Un nuovo Btp speciale era nell’aria: anche nel 2025 il Tesoro aveva chiamato a raccolta i risparmiatori tricolore in primavera con un’emissione di Btp Italia, il titolo di Stato indicizzato all’inflazione nazionale Foi (al netto dei tabacchi) che aveva raccolto 8,8 miliardi di euro, coinvolgendo anche gli istituzionali.

Questa volta però il Mef ha deciso di dialogare solo con il pubblico degli investitori al dettaglio, creando un nuovo bond sovrano indicizzato che alla stringa nota dal 2012 aggiunge un avverbio affermativo: Btp Italia Sì.

Cosa si sa finora

L’idea del Mef è semplice: prendere il meccanismo base del Btp Italia - l’indicizzazione al carovita domestico - e depurarlo poi dei tecnicismi, in modo tale da renderlo comprensibile al pubblico retail al quale è rivolto. Cosa significa in concreto? Un cambiamento nel calcolo della cedola.

Btp Italia Sì non prevede più, a differenza di Btp Italia, un tasso reale di base che si sommava all’indicizzazione misurata sul capitale rivalutato, ma la semplice somma algebrica tra due tassi: un fisso - garantito anche in caso di deflazione - e quello di inflazione nazionale rilevato dall’Istat nel semestre di riferimento.

Esempio - con numeri fittizi - di avvio della quotazione al valore di emissione pari a 100: se la cedola fissa fosse del 2% annuale (quindi 1% semestrale) e poi si registrasse un’inflazione del semestre pari all’1,3%, la cedola del Btp Italia in circolazione sarebbe pari al 2,313% (cioè l’1% applicato al capitale rivalutato di 101,3, ovvero 1,013, più la rivalutazione di 1,3), mentre la cedola del nuovo Btp Italia Sì sarebbe uguale alla somma tra il tasso semestrale (1%) e l’inflazione semestrale (1,3%), cioè 2,3%. Una differenza minima, con il vantaggio che il nuovo meccanismo sarà molto più facile da capire per il risparmiatore comune.

Le altre caratteristiche

Per la durata via XX Settembre ha scelto di orientarsi sui cinque anni: un numero fortunato per il Btp Italia visto che l’unico precedente su questa scadenza - era il maggio 2020 - ha portato nelle casse del Mef 22,3 miliardi di euro, record assoluto per questa tipologia di emissioni.

Altro aspetto rilevante è che il titolo, in collocamento da lunedì 15 a venerdì 19 giugno, prevede un premio fedeltà extra dello 0,6% per chi lo acquisterà in fase di emissione e lo terrà fino alla scadenza. Una formula già sperimentata con i titoli da retail puro - come il Btp Valore - che nel calcolo finale della cedola peserà per uno 0,12% aggiuntivo lordo annuo. A differenza del Btp Valore, infine, il Mef propone una struttura di cedole semestrali e non trimestrali.

Che cos’è questo Btp

L’incognita maggiore degli operatori di mercato, che per formulare giudizi più strutturati dovranno comunque aspettare la comunicazione sul tasso fisso (che potrà peraltro essere rivisto, ma solo al rialzo, al termine del collocamento), è proprio su come verrà gestita la rivalutazione del capitale di questo Btp Italia Sì.

Dalle informazioni fin qui disponibili, un esperto di collocamenti obbligazionari consultato da MF-Milano Finanza ha segnalato come questo Btp Italia Sì parrebbe essere più simile a un titolo a tasso variabile con un floor (cedola minima) dato dalla componente del tasso fisso che a un Btp Italia che classico dove sia cedole sia capitale vengono rivalutati semestralmente.

Cosa aspettarsi e le alternative

Sebbene sia pressoché impossibile, allo stato attuale, formulare stime realistiche sul tasso minimo, può essere utile andare ad analizzare gli ultimi dati a disposizione. Ad aprile 2026 l’inflazione italiana Foi è cresciuta su base annua del 2,6%. Il titolo a tasso fisso a cinque anni ha un rendimento del 3,1%, in apprezzamento dopo aver toccato nel corso dell’ultima settimana anche il 3,35%.

Ma con i titoli indicizzati il confronto con i tassi fissi può essere poco rappresentativo: guardando la tabella in basso proposta da Skipper Informatica, ad esempio, si può vedere come i tutti i Btp Italia e Btpi (indicizzati all’inflazione dell’Eurozona) si siano fortemente apprezzati da inizio anno, trainati dalle aspettative di carovita crescente dopo lo shock energetico provocato dalla guerra in Medio Oriente.

Un confronto può essere fatto con le scadenze comparabili. Il Btp Italia più simile al nuovo Btp Italia Sì è un sei anni (scadenza 2032) che prezza 103 e ha un rendimento lordo del 3,94% (netto del 3,35%). Invece tra i Btpi si trova una scadenza uguale al nuovo prodotto del Mef: scadenza nell’agosto 2031 e cedola fissa dell’1,1% con rendimento a scadenza lordo del 4,01% e netto del 3,47%. Verosimile ipotizzare che, se tra meno di un mese le condizioni di mercato saranno simili a quelle attuali, il Tesoro possa muoversi intorno a questi range. (riproduzione riservata)